Green Network, il futuro dell’energia parla inglese

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Molti ricorderanno il 2016 per la Brexit; il Gruppo Green Network, nato nel 2003 in Italia dopo la liberalizzazione del mercato energetico, lo ricorderà invece come l’anno in cui è diventato, come apripista, operativo nel mercato power e gas del Regno Unito, arrivando all’utenza finale.

Il gruppo fondato da Piero Saulli, attuale presidente e amministratore delegato, e da Sabrina Corbo, executive vice president, ha infatti annunciato lo scorso giugno lo sbarco oltre Manica, con l’avvio in autunno delle attività di fornitura di energia elettrica, in primis ai residenti italiani. Una platea già ampia, stimata dall’azienda in oltre 1,5 milioni di potenziali clienti tra residenti e domiciliati, che potrà quindi fare riferimento a un attore dell’energia consolidato e accreditato in patria.

Green Network era già presente in loco con le attività di trading ma amplia il suo raggio di azione con la vendita. A fornire gas ed elettricità a Green Network Energy, la controllata britannica del Gruppo Green Network, sarà la multinazionale dell’energia britannica BP Gas Marketing Limited: un accordo esclusivo conpossibilità di rinnovo fino al 2019, grazie al quale il nuovo player potrà fornire utilities agli utenti finali britannici.

Un orizzonte temporale, quello del prossimo triennio, di sicuro interesse, nel quale andranno a maturare anche le condizioni per l’ipotizzato sbarco nel listino milanese di Piazza Affari.

Al team misto (manager italiani e britannici) in trasferta nella City non mancano gli obiettivi da raggiungere: espandere la pleatea degli utenti entro il 2019 a 400mila clienti nel Regno Unito con possibili ricavi da 300 milioni di sterline, offrire tariffe trasparenti e favorire la comprensione di questo aspetto verso l’utenza, attivare canali di vendita innovativi.

Lo sbarco in Gran Bretagna rappresenta un importante passaggio per un’azienda che da sempre guarda a un business transnazionale; un cambiamento valorizzato anche dal punto di vista grafico con un nuovo logo, in vigore dal primo settembre scorso e visibile anche online.

Le sfide non mancano a un gruppo che ha chiuso il bilancio del 2015 con un utile netto di 1,3 milioni (4,3 milioni ante-imposte) e che aveva aperto il 2016 con la vittoria del Green Economy Award nell’ambito della nona edizione degli Uk-Italy Business, evento con cui governo britannico e l’agenzia UK Trade & Investment premiano gli esempi italiani di eccellenza nell’ambito del business.

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