Polimeri con grasso animale nelle nuove 5£. Bank of England conferma, parte la protesta dei Veg

0
13774

London – Bank of England conferma la presenza di polimeri, non rigidi, con grassi animali all’interno delle nuove banconote anti-contraffazione uscite a settembre nel Regno Unito: le nuove 5£.
In pochi giorni sta nascendo una vera e propria protesta da parte di vegetariani e soprattutto vegani che sostengono la causa del no al maiale e pesce e soprattutto i secondi che ne evitano anche i derivati.
Secondo questa minoranza si tratta assolutamente di una mancanza di rispetto e di assoluta arroganza riguardo ai principi che manca questo tipo di produzione. Non solo vegani, ma dunque anche persone con motivi politici, culturali e religiosi, quali la religione musulmana, o quella indù e sikh, dove i bovini sono sacri.
La banconota deriva dall’idea di trovare una soluzione alla leggera inflazione causata da danneggiamento, usurpazione e soprattutto contraffazione che da sempre ha creato problemi all’interno di sistemi economici. La vecchia banconota usava un materiale, che tutt’ora le altre banconote (quelle da 10, 20 e 50£) usano: il cotone.
Lo scopo delle nuove banconote è quello di risultare resistenti, impermeabili, dunque lavabili fino a 90 gradi, e soprattutto molto più difficili da contraffare.

“La questione è appena uscita fuori, e la Banca non sapeva di questo problema quanto è stato firmato il contratto.” Scrive in un comunicato ufficiale la Bank of England, e continua precisando ulteriormente che “siamo consapevoli delle preoccupazioni di alcune persone riguardo alle tracce di sego” (il grasso che circonda gli organi interni dei bovini, usato per candele e saponi) “nelle nostre banconote da cinque pound. Noi rispettiamo queste premure e le stiamo trattando con estrema serietà”.

A seguire le frasi originali, tratte dal sito ufficiale di Bank of England, bankofenglando.co.uk


Tutto nasce da un tweet di un’attivista, su cui sono piovuti commenti e re-tweet sostenitori della protesta. Tweet pieni di rabbia “Che considerazione è stata data ai vegani e a i loro diritti umani?”, e di stupore “orripilata dallo scoperta di qualcosa di così agghiacciante”.

(Il cinguettìo originale è riportato nell’immagine sottostante)

I primi passi verso il cambiamento della produzione è stato fatto tramite change.org , l’ormai comune portale dove nascono e vengono firmate le petizioni; questa è già a 15.000 firme.