Bill approvata: la Brexit inizia

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Credits: Computer Weekly

Londra – di Chiara Fiorillo

Quella di ieri, 8 febbraio, è stata una serata molto intensa nel parlamento inglese: l’argomento al centro dei dibattiti, ancora una volta, è stata la Brexit.

Con una maggioranza di 494 contro 122 voti, i membri del parlamento hanno approvato una legge per far iniziare la Brexit a tutti gli effetti: la proposta di legge passerà adesso dalla House of Commons alla House of Lords, a cui spetta l’approvazione finale. La schiacciante maggioranza che ha votato a favore della proposta di legge ha reso possibile il passaggio della legge alla House of Lords senza alcuna modifica.

Lo Shadow Business Secretary, Clive Lewis, è stato uno dei 52 membri del partito laburista a non seguire gli ordini del proprio partito e a votare a favore della proposta di legge; durante il dibattito, si è dimesso dalla sua posizione di Shadow Secretary, affermando di non poter votare contro una cosa che, a parere suo, può portare benefici al paese.

Se questa legge sarà approvata in via definitiva nella House of Lords, il primo ministro Theresa May darà il via al processo formale per l’uscita dall’Unione Europea entro la fine di marzo.

Il parlamento inglese ha inoltre bocciato una proposta di legge per garantire ai cittadini dell’Unione Europea, che vivono in Inghilterra, la residenza permanente. Con risultato di 332 voti contro 290, i membri della House of Commons hanno bloccato la modifica alla Brexit Bill. Tra i parlamentari che hanno votato a favore della proposta di legge, tre, Ken Clarke, Andrew Tyrie e Tania Matthias, fanno parte del partito conservatore.

Dick Newby, leader dei Liberal Democrats nella House of Lords, ha affermato che la priorità del suo partito sarà proteggere i cittadini europei che hanno fatto del Regno Unito la propria casa. Secondo lui, il suo partito riceverà supporto dal Labour Party quando la legge passerà attraverso la House of Lords alla fine di questo mese e, per questo motivo, la decisione della House of Commons di bocciare la proposta non può essere già considerata una sconfitta in assoluto.

Durante il dibattito, appena prima del voto, l’ex ministro alla cultura Ed Vaizey ha affermato che i membri del partito conservatore avevano ricevuto rassicurazioni dal Ministro degli Interni, Amber Rudd, sullo stato dei cittadini dell’Unione Europea dopo l’uscita dall’UE.

In una lettera, probabilmente privata e destinata ad un’unica persona, Rudd ha infatti affermato che lo stato dei cittadini europei potrà cambiare solo dopo che l’uscita dall’Unione Europea sarà ufficializzata.

Rudd ha aggiunto che a breve ci sarà una nuova proposta di legge sull’immigrazione: nulla, infatti, potrà cambiare per alcun cittadino dell’Unione Europea, che sia già residente nel Regno Unito o che si trasferisca dall’UE da ora in poi, senza approvazione del parlamento. La nuova legge garantirà i diritti sia dei cittadini europei già residenti nel Regno Unito che di quelli che si trasferiranno a breve.

Un portavoce del Primo Ministro ha comunque affermato che anche la May considera proteggere i diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito una priorità nel negoziare i termini della Brexit.

Secondo Vaizey, che ha sostenuto il Remain durante il referendum, le trattative saranno però difficili e, ha affermato lui, soprattutto i colleghi che hanno supportato la Brexit dovrebbero cercare di rassicurare i cittadini europei.

Caroline Lucas, membro del Partito Green, che ha votato per l’emendamento, ha definito “immorale” il rifiuto del primo ministro di garantire i diritti dei cittadini europei già da subito. “Ciò di cui stiamo parlando sono le vite delle persone. Le vite delle persone non devono essere commerciate in quanto parte di un accordo più ampio,” ha dichiarato.

David Jones, ministro della Brexit, ha detto che il governo inglese è stato molto chiaro riguardo lo stato dei cittadini europei. Egli ha dichiarato che questo argomento sarà centrale nel discutere le condizioni della Brexit, ma esso potrà essere chiarito del tutto solo quando inizieranno le trattative ufficiali per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

 

 

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