Una campagna disastrosa. Si dimettono i due capi dello staff di Theresa May

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Londra ( Silvia Salimbeni) – Che la vittoria della May e’ risicata ormai lo sanno tutti. Qualcosa dentro al partito non ha funzionato, si poteva fare di piu’ e meglio. Di chi e’ la colpa? Alla fine qualcuno ci doveva rimettere la testa, ed infatti i due capi dello staff del primo ministro, Nick Timothy e Fiona Hill, si sono dimessi.

Dimessi o fatti dimettere? Secondo indiscrezioni pare che sia stata proprio la May in persona a dare l’ordine, irritata, ed arrabbiata di come sono andate le elezioni, lei sicura di non vincere ma stravincere. Invece la campagna e’ stata disastrosa e Timothy e Hill, ritenuti i responsabili, di un risultato infelice.  “Scortesi, infantile e abusivi” sono state le parole di Katie Perrior, ex direttore della comunicazione di Downing street.

Anche all’interno del partito dei conservatori, le frizzioni non sono mancate, si cerca di capire dove si e’ sbaglito, forse in un manifesto poco incisivo, o troppa arroganza e sicurezza di vincere? ” Mi ha sempre sconvolto il modo in cui due persone, mai elette da nessuno, potessero mancare tanto di rispetto ai membri del gabinetto” continua Perrior in una dichiarazione al the Guardian.

Qualcuno alla fine doveva pagare, e le prime teste sono saltate, e secondo il Times non saranno nemmeno le ultime.

Ma attenzione, dall’altra parte della manica, c’e’ una Merkel che incombe approfittando di questo momento instabile inglese, per stringere i tempi : ” Allora via ai negoziati” dice la Merkel, incurante del risultato elettorale: “Noi vogliamo negoziare rapidamente, vogliamo attenerci alla scadenza e a questo punto non credo che nulla che possa suggerire che questi negoziati non debbano iniziare come è stato concordato”, cioè il 19 giugno.

L’Europa non fara’ sconti, anzi cavalchera’ la debolezza di un governo allo sbando, e vorra’ delle risponste in merito alle negozzazioni e subito. Ma  e’ anche vero che i tedeschi sanno anche che il risultato delle elezioni non renderà necessariamente il negoziato più semplice.

Il governo dovra’ fare i conti con gli Unionisti per una coalizione forte per fronteggiare l’onda brexit. E la grande vittora morale dei Laburisti, in un clima come questo fa bene anche in Europa, e per l’Euoropa.

 

 

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