Theresa May offre una chance ai cittadini europei, mentre Donald Tusk sogna di rimanere nell’UE

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di Rosita Pirulli

I diritti dei cittadini europei, che vivono nel Regno Unito, potranno essere saldi anche
dopo la Brexit, così svela Theresa May a Bruxelles dopo la cena con i leader dell’UE.

Dopo l’apertura delle trattative Brexit, avvenuta lunedì, Theresa May ha annunciato che gli europei arrivati legalmente prima del referendum, precisamente almeno 5 anni fa, potranno godere del diritto al lavoro, alla salute e a tutti gli altri diritti pubblici, che sono garantiti agli inglesi.

Questa discussione, aperta sin dall’inizio del referendum, è il punto cruciale della lunga trattativa Brexit, su cui i leader dell’UE hanno deciso di affrontare per primo. L’offerta della May, già preannunciata lunedì dal segretario della Brexit, ora è stata resa ufficiale, vedendo il Primo Ministro inglese, contrario all’uscita forzata degli europei, causando per di più divisioni o rotture familiari.

Infatti, simile iniziativa rassicurerebbe coloro che, dopo aver vissuto da molti anni in Inghilterra, si sono sentiti non più ben accetti, e insicuri del loro futuro. Ma cosa ne sarà di quelli arrivati recentemente o che vorranno presto recarsi nel Regno Unito?

Theresa May non li ha totalmente dimenticati. Gli europei giunti durante la Brexit o che si stabiliranno prima del verdetto finale, avranno l’opportunità di stabilirsi, acquisendo il loro ‘status’, e quindi avere i diritti pocanzi citati, che manterranno per il resto della loro vita.

Al tempo stesso, l’offerta, che vuole essere applicata agli inglesi che vivono n Europa, sarà sancita e garantita dai soli tribunali britannici, escludendo la partecipazione della Corte Europea di giustizia come garante. Il governo inglese, infatti, resta stabile sulla sua indipendenza dalla legge europea, uno degli assi portanti su cui si è svolto il referendum.

Tuttavia, maggiori dettagli saranno forniti lunedì prossimo, mentre critiche già avanzano da parte dell’UE e dell’Inghilterra. Angela Merkel ha ed esempio ritenuto questa offerta un buon inizio per le future trattative, non dimenticando però, gli altri problemi di carattere finanziario che la circondano. Mentre dal Regno Unito, Theresa May è parsa, ancora una volta, come fonte di incertezze, lasciando questioni come la garanzia dei diritti agli europei,  parzialmente in sospeso. Tim Farron, leader dei Liberal Democratici inglesi, ha a riguardo espresso: ‘Non ha fornito un diritto pieno e chiaro per rimanere tutti’.

Così come Farron, parte dell’Inghilterra si schiera con l’UE, per fa si che i 3.2 milioni di europei stabilitosi nel Regno Unito, possano continuare la loro vita con gli stessi diritti, cosi come i 900,000 inglesi che invece vivono attualmente all’estero.

Ma ancora nubi di incertezza coprono la decisione del referendum stesso. Il sogno di restare nell’UE vige ancora nei desideri di un Donald Tusk, che spiega di non saper prevedere l’imprevedibilità di un’ Unione Europea basata su sogni che per molti sembrano irraggiungibili.

Ad alcuni suoi amici britannici, risponde che il restare nell’UE potrebbe essere una delle soluzioni a delle trattative molto difficili da affrontare. ‘Le porte restano aperte finché la Brexit non raggiungerà la sua destinazione’ – afferma, condividendo le stessa opinione di Emmanuel Macron espressa recentemente a Theresa May. Poi continua, riguardo la possibilità di un cambio di rotta da parte dei britannici: ‘Chi lo sa. Puoi dire che sono un sognatore, ma non sono l’unico’.

A differenza di Jean Claude Junker, Presidente della Commissione Europea, che non vuole credere alle illusioni per non perderle, Tusk dice che la politica senza sogni sarebbe un disastro, ma non per questo bisogna perdere il senso della realtà. Perciò invita a iniziare le negoziazioni nel modo più efficace possibile, per evitare conseguenze che potrebbero costare molto per entrambi le parti.

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