Brexit: cosa cambia per chi lavora in Gran Bretagna

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Brexit series for FT.

London ( Enrico Terzi) La crisi economica ne ha portati di autentici fulmini a ciel sereno, ma la Brexit ha indubbiamente rappresentato una delle novità più importanti nel panorama dell’economia europea e soprattutto per la vita di tutti gli italiani che attualmente risiedono e lavorano in Gran Bretagna.

Diciamo che la decisione di uscire dall’Unione Europea, presa poco tempo fa dagli organi britannici e appoggiata dal noto referendum, ha fatto mancare la terra sotto ai piedi agli italiani impiegati nelle maggiori città del Regno Unito, soprattutto per via delle diverse incertezze professionali che questa decisione epocale avrebbe inevitabilmente portato con sé. Ecco perché l’inizio delle trattative per la Brexit ha nuovamente portato alla ribalta il problema, rendendolo più attuale che mai.

Lavorare in Gran Bretagna: cosa potrebbe accadere?

La questione relativa a chi lavora attualmente in Gran Bretagna è piuttosto semplice: essendo ancora il Regno Unito parte integrante della Comunità Europea, è possibile risiedere e lavorare in città come Londra senza possedere alcun permesso di sorta. Permesso che diventerebbe indispensabile, nel caso avvenisse nel concreto l’uscita dalla UE per via della Brexit.

Nei casi peggiori, il suddetto permesso potrebbe non essere concesso e dunque porre nell’illegalità gli italiani lavoratori che non sono riusciti ad ottenerlo: la suddetta ipotesi, dunque, li obbligherebbe a tornare in patria.

Com’è ovvio che sia, si tratta solamente di ipotesi ad oggi non verificabili, dato che la Brexit è in fase di trattativa, e prima della sua definizione gli italiani che lavorano in Gran Bretagna sono ancora al sicuro.

Come fare in caso di ritorno in Italia?

Curare è bene, ma prevenire è meglio. Come può comportarsi un italiano che lavora in Gran Bretagna, e che ha paura delle conseguenze della Brexit, ponendo rimedio a questa situazione così incerta? Nel caso di ritorno obbligato in Italia, meglio pararsi le spalle, e questo è possibile grazie a Internet e alla tecnologia: oggi siti di cerco lavoro come it.jobrapido.com consentono di fare ricerche molto approfondite tra le offerte sul mercato italiano, semplicemente navigando all’interno del portale. Inoltre per chi ha esperienza in Gran Bretagna, e dunque padroneggia l’inglese, le opportunità di lavoro in patria possono essere davvero ottime: così facendo ci si può almeno preparare nel caso le trattative per la Brexit dovessero portare conseguenze nefaste per gli italiani.

Brexit: al via i negoziati con l’Unione Europea

In ogni caso attendiamo gli esiti della trattativa che è incominciata il 19 giugno 2017, ad un anno dal referendum. Gli animi si sono dimostrati stemperati rispetto a qualche tempo fa, con la volontà – da entrambe le parti – di giungere ad un compromesso intelligente, che possa dunque ammorbidire quanto più possibile questa situazione ad oggi ancora molto critica.

Ma una cosa è certa: nonostante il discorso debba ancora entrare nel vivo, e lo stesso i negoziati, l’intenzione del Regno Unito è quello di favorire i diritti dei cittadini britannici, con tutte le conseguenze che potrebbero nascere per gli stranieri residenti in Gran Bretagna. Solo il futuro, dunque, ci dirà quali saranno le suddette.