G20: Angela Merkel mediatrice indiscussa. Scontri fra manifestanti e agenti

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Londra (Fabiola Masilla) E’ in corso ad Amburgo il G20. Protagoniste le maggiori potenze del pianeta che nel consueto summit affronteranno varie problematiche a livello internazionale.

Tre i principali incontri bilaterali che nella giornata di ieri hanno preceduto il meeting odierno: Angela Merkel ha incontrato prima Donald Trump, poi Erdogan e Vladimir Putin, presidenti con cui la cancelliera non ha instaurato un ottimo feeling ma che risultano essere essenziali sul piano degli accordi globali.

La città è blindata: sono circa 20 mila gli addetti alla sicurezza in tenuta antisommossa per contrastare i movimenti “no global” e “Black Bloc” che marceranno sotto lo slogan “Welcome to Hell”. Proprio ieri, durante l’incontro fra Angela Merkel e Trump, tenutosi alle 18 presso l’Hotel Atlantic, è partito il corteo di protesta.

In serata i primi scontri hanno portato al ferimento di 159 agenti ed un centinaio fra i contestatori, secondo gli ultimi aggiornamenti. La polizia ha reagito contro i 12 mila manifestanti con lacrimogeni e idranti per disperderli, numerosi i fermi. Le autorità temono un secondo G8 di Genova, lo stesso che nel 2001 costò la vita a Carlo Giuliani e la condanna allo Stato italiano per violazione dei diritti umani da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Si prevede l’arrivo di manifestanti dal Messico in protesta contro le politiche restrittive a livello d’immigrazione e i muri eretti dal presidente statunitense.

A causa degli scontri, le first ladies hanno dovuto annullare gli incontri previsti e adottare un cambio di programma.

In generale si contesta l’UE e il suo operato in materia di bilanci economici e immigrazione, anche alla luce delle recenti dichiarazioni della Germania che, insieme a Belgio e Austria, è contraria all’apertura di nuovi porti UE per l’accoglienza dei migranti.

Durante il meeting con Trump, la Merkel ha affrontato temi caldi a livello internazionale: la revoca da parte del presidente Usa degli accordi di Parigi, cui aveva preso impegno l’ex presidente Obama nel 2015 ; i difficili rapporti fra le due Coree, viste le recenti minacce missilistiche del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un.

L’ultimo test missilistico risale al 4 luglio, giorno dell’Indipendence Day americano; il razzo, che avrebbe potuto raggiungere l’Alaska, fortunatamente è finito in mare ma la tensione resta alta.

Successivo l’incontro con Erdogan: resta fondamentale il suo appoggio all’UE malgrado i dissapori interni dovuti alle politiche restrittive adottate dopo il golpe sventato un anno fa. La Turchia è porta d’Europa insieme ad Italia e Grecia, il contributo di questi Stati è essenziale per frenare i flussi migratori provenienti da Siria, Nord africa e altre zone di conflitto.

E proprio in merito allo scenario siriano, si colloca anche il meeting avvenuto fra Angela Merkel e Vladimir Putin. Noto è infatti l’appoggio che il governo russo fornisce al regime di Bashar al-Assad, sostegno fortemente criticato da Ankara.

Oggi sarà la volta del primo misto Canadese Trudeau che, prima di atterrare ad Amburgo, ha incontrato la Regina Elisabetta II a Londra. In arrivo anche il premier italiano Gentiloni e tutti gli altri capi di Stato.

Emblematica la stretta di mano fra Putin e Trump sebbene lo stesso Putin si sia schierato contro il protezionismo adottato dal neopresidente USA. Cresce l’attesa per il meeting bilaterale tra i due.

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