Brexit: TFL come cambiano i trasporti di Londra, se cambiano…

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Londra (Davide Rabai) – La capitale britannica, a livello di trasporti pubblici, ha e si vanta di avere un sistema molto avanzato e innovativo, ma soprattutto efficiente.

Stiamo parlando di una rete che copre 250 miglia di tracciato (ovvero oltre 400 km), che può vantare di 11 linee con ben 270 stazioni dalle quali partono e arrivano buona parte degli 8.5 milioni di abitanti che conta la città. La metro è il centro di tutto questo oltre alle linee ferroviarie e nell’insieme vi viaggia un miliardo di persone all’anno. Tutto in modo ordinato, preciso, con una metro ogni 2 minuti e con assistenti alle biglietterie automatiche dove spesso riescono a non formarsi code. Insomma una delle reti più grandi reti metropolitane al mondo, in pieno stile british.

Tutto perfetto quindi? Niente da modificare? Ovviamente no, ma in senso positivo. Analizzando le stime della popolazione londinese, si è notato che per il 2030 è previsto il superamento dei 10 milioni di abitanti nell’area metropolitana. Una città frenetica, in costante fermento e crescita demografica. Ecco che Londra non si è accontentata ed ha voluto una nuova linea veloce della metro che taglierà la città da est a ovest. Nei sotterranei non era facile trovare spazio, tra metro, fognature e tubature varie. Sarebbe stato, per assurdo, forse più facile progettare autobus a 3 piani!

Nel 2014 sono iniziati i lavori di costruzione che richiedevano e richiedono la massima precisione ottenuta utilizzando tecnologie avanzatissime, operai specializzati e macchinari per scavare grandi come 4 autobus. Di quelli a 2 piani.

Cerchiamo intanto di capire brevemente in cosa consiste il progetto e quali vantaggi porterà.

Tra Tottenham Court Road e Oxford Street, cosi come in altri circa 40 cantieri, a 25 metri di profondità sta succedendo qualcosa. Centinaia di operai sono impiegati 24 ore al giorno per realizzare il progetto Crossrail, una linea ferroviaria rapida lunga 136 chilometri che servirà Londra e le home counties del BerkshireBuckinghamshire e dell’Essex. L’apertura della tratta centrale e sud-orientale dell’infrastruttura è prevista per dicembre 2018. Per allora, il servizio verrà chiamato Elizabeth line. La sezione occidentale, tra Paddington, Reading e l’aeroporto di Heathrow sarà terminata per dicembre 2019 e completerà il percorso a forma di Y.

Con un costo complessivo stimato di 15 milioni di sterline, si tratta della più grande opera di ingegneria civile in costruzione d’Europa.  Toccherà come detto punti nevralgici tra cui Liverpool Street e Canary Wharf che è il centro finanziario.

Tutto questo permetterà il transito di massimo 1.500 passeggeri per convoglio, praticamente il doppio di una qualsiasi metro attuale ed inoltre accelerando i tempi di percorrenza, anche perché tra una fermata e l’altra ci sarà più distanza, in particolar modo se la paragoniamo a quella di Milano, veramente vicinissime, o New York, quest’ultima magari un po’ datata ormai.

Per far capire l’imponenza del progetto sponsorizzato fortemente da Tony Blair ai suoi tempi, esso prevede proprio a Tottenham Court Road una nuova stazione sotterranea di 4 piani, tunnel dal diametro di 6 metri, che è una misura sproporzionata rispetto alle attuali linee, anzi simile quasi al Tunnel della Manica che collega la Francia.

Una curiosità sui lavoratori. Nel 2014 venne calcolata l’età media dei circa 700 operai impiegati, stimata sui 55 anni. Troppo elevata per un progetto che ne doveva durare 4, e vennero cosi fatti corsi di formazione per lavorare alla Crossrail e diventare specializzati per gli operai più giovani e per altri 500 necessari. In Italia, probabilmente, così giovani non ci saremmo nemmeno posti il problema…

Ma torniamo alla Crossrail, che sarà così veloce che i tempi cruciali di viaggio in tutta la città dovrebbero essere tagliati di più della metà. Dunque molti i vantaggi per i londinesi che approvano l’opera, nonostante qualche disagio attuale dovuto ai lavori, proprio a favore dei vantaggi che ne trarranno.

LONDON, UNITED KINGDON – NOVEMBER 10: Just the ticket – iconic London and Paris landmarks made from recycled train tickets have been created as Eurostar launches fares from £29 one-way when booked between 30th December and 12th January. (Photo by Tristan Fewings/Getty Images for Eurostar)

Londra quindi sempre più veloce, cosmopolita, che viaggia a tutta velocità verso il futuro, con treni internazionali che collegano la St. Pancras International Station a Parigi e tra poco Amsterdam e altre città europee.  Nuove linee metropolitane per far sì che chi atterri ad Heathrow e voglia andare a Canary Wharf, impieghi la metà del tempo. Ringrazieranno i finanzieri. Già, ma quali?

Prima della Brexit si poteva avere una visione di Londra come un modello irraggiungibile, un esempio per tutta Europa, che avrebbe dato tutto pur di “raggiungere lo stesso livello”.

Ora il medesimo ruolo lo ricopre la Germania, senza dubbio, ma per Londra potrebbe essere un duro colpo o almeno l’inizio di una nuova epoca. Fatto sta che non solo le banche ma soprattutto vari organismi europei se ne stanno andando dalla City, dunque finanzieri ma anche ad esempio l’Agenzia europea del Farmaco, molto importante. E dove vanno? Francoforte o Milano, praticamente tutti.

Però a voler collegare Londra con l’Europa, come abbiamo visto, ci sono anche i treni ad alta velocità, non solo le banche.

Se ci fermiamo a riflettere, cosa sarà quindi realmente Brexit? Per ora è presto, ma cosa succederà tra due anni?

È vero che Londra è sempre stata poco europea, con una sua moneta, con la sua Regina, col suo modo di fare diverso dal nostro, non solo per le macchine.

Ma la sensazione attuale è di contrasto. Proprio il contrasto è quello che emerge da tutto questo. Si passa da progetti per arrivare prima alla City, magari utilizzati in futuro da turisti, al trasferimento di molti enti o agenzie.

Da una parte la chiusura all’Europa con referendum indipendentisti, e dall’altra un treno che vuole arrivare in tempi rapidi ad Amsterdam magari passando da Bruxelles.

Sarà una nuova vita per Londra? Magari si, e coronata da altrettanti successi. Ma magari accadrà l’opposto non sperato, e cioè potrebbero calare i flussi di turisti, di uomini di affari, di società interessate ad investire in UK.

Al momento non è più nemmeno certa la lunga durata del governo May. E se in futuro un nuovo governo dovesse richiedere l’ammissione all’UE? Cosa direbbe “mamma Deutschland”? Oppure chissà, assisteremo ad un calo della sterlina.

L’unica certezza è che di questo non si lamenterebbe nessun europeo. Noi ci auguriamo che il Regno Unito, che ha sempre fatto da solo ed è sempre stato grande, continui ad esserlo.


 

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