“La Brexit rimarrà il simbolo della rottura dell’unione storica tra l’Unione Europea e uno dei suoi più grandi Paesi membri”

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massimiliano mazzanti

Il gruppo studentesco del progetto “Guys at Work” si è recato presso il Consolato italiano per un’intervista al Console Generale italiano Massimiliano Mazzanti sulla questione Brexit.

 

“Qual è stato il suo percorso accademico?”

“Ho frequentato le elementari a Trento, nonostante mia madre sia austriaca. Sono andato a Roma e ho frequentato il liceo linguistico internazionale. Successivamente ho studiato scienze politiche presso la Luiss. Ai miei tempi sono stato “costretto” ad andare a fare il militare e sono diventato ufficiale di marina. In seguito ho intrapreso la carriera diplomatica che mi coinvolge ormai da circa 20 anni.”

 

“Quali sono le funzioni del consolato?”

“Il Consolato è praticamente l’unione tra comune e questura e principalmente si occupa di emettere passaporti, carte d’identità, atti notarili, atti di stato civile, ma anche atti di nascita e di decesso (circa 60 al mese a causa di droga ed incidenti stradali). Altro compito del Consolato è il rilascio di visti che si aggirano intorno ai 25mila l’anno. Purtroppo in quest’ultimo periodo uno dei nostri compiti è anche verificare l’eventuale coinvolgimento di nostri connazionali in atti terroristici.”

 

Quanti italiani sono presenti nel Regno Unito in questo particolare periodo storico?

“La comunità Italiana a Londra è senza alcun dubbio molto estesa. Si stima infatti che ci siano 700mila italiani in UK (secondo calcoli in difetto), non considerando le precedenti generazioni. La stima totale è di circa un milione di italiani di cui il 60% è costituito da ragazzi tra i 18 e i 35 anni. Attualmente si sta registrando un forte aumento del flusso migratorio dall’Italia verso il Regno Unito e questo conseguentemente sta portando a continue richieste di emissione di passaporti (che ormai si aggirano attorno alle 2900 mensili) e richiesta di un’assicurazione che copra periodi non lavorativi.”

 

“Cosa rappresenta la Brexit?”

“La Brexit rimarrà il simbolo della rottura dell’unione storica tra l’Unione Europa e uno dei suoi più grandi Paesi membri. Pur essendo il processo di uscita definitiva lungi dall’esser concluso, sicuramente una delle sue principali conseguenze sarà la limitazione della libera circolazione di persone e merci. Ma una delle peggiori preoccupazioni che attanaglia i capi presenti a Bruxelles è il cercare di non ottenere il tanto temuto “effetto domino”, cioè evitare che altri Paesi dell’UE prendano in considerazione la scelta della Gran Bretagna.”

 

“Qual è l’effetto della Brexit sulla politica sia interna che estera?”

“Innanzitutto si è diffuso il panico e si è rotto il rapporto fiduciario tra cittadino europeo e britannico. Manifestazioni di solidarietà dei concittadini britannici non hanno purtroppo impedito il ripresentarsi dell’idea di sentirsi “diverso”, “straniero” e non più “amico”. Infatti in questi giorni si è recata a Londra la commissione della cura degli italiani all’estero al fine di migliorare la situazione sanitaria di quest’ultimi in caso di necessità. In tutto ciò i 300-400mila italiani da poco iscritti all’AIRE, presi dalla paura, vogliono regolarizzare la propria posizione pensando che il gruppo costituzionale possa aiutarli giustificando la loro presenza in UK. A parer mio, ci vorrà ancora molto tempo per giungere ad una soluzione dei negoziati a causa dell’incertezza dilagante di cittadini europei e britannici.”

 

“Per noi giovani è conveniente studiare all’estero dopo l’attuazione della Brexit?”
“Io sono dell’idea che per i giovani andare a studiare all’estero sia a prescindere una grande opportunità e un’esperienza di crescita. Quindi la risposta è sì.”

Secondo il console Massimiliano Mazzanti, dopo la Brexit bisognerà capire quale sarà il regime che regolamenterà la partecipazione degli studenti ”stranieri” UE nelle università britanniche. Si dovranno tener conto di tre problemi: il riconoscimento sia dei titoli di studio, della permanenza a Londra e l’aumento dei costi delle tasse universitarie.

 

“Secondo lei i flussi migratori dopo la Brexit potrebbero diminuire?”

“Sono già diminuiti a causa delle scelte del governo May. Il flusso di italiani giovani in Gran Bretagna è diminuito, ma ciò non ha temperato le domande d’iscrizione all’AIRE che si sono rivelate, come precedentemente detto, intorno alle; inoltre, la stessa problematica sta prendendo piede con la richiesta di cittadinanza.”

 

“Quali preoccupazioni stanno avendo gli italiani riguardo la Brexit?”

“La principale è l’incertezza sul loro stato, sostanzialmente chi è venuto qui di recente si sta chiedendo “Cosa mi succederà?”. Altra preoccupazione è la durata della permanenza in Inghilterra per ottenere la certificazione che, dall’ essere di cinque anni, l’Europa vorrebbe ridurre a due, dando inoltre la possibilità a chi vive già in Gran Bretagna di rimanerci.”

 

“Ci sono delle differenze tra il sistema sanitario Italiano e quello Britannico?”

“Si, il servizio sanitario italiano è in assoluto uno dei migliori. Noi italiani sotto questo punto di vista siamo aperti quanto competenti e preparati, al contrario dei britannici che sono molto più settoriali anche per il controllo dei residenti stessi. La Brexit è nata per via delle affermazioni dettate dall’ ex sindaco di Londra sulla questione dei soldi che venivano sottratti all’ NHS per poter continuare ad essere membri dell’UE. L’UKIP ha trovato terreno fertile sostenendo le affermazioni dell’ex sindaco, una campagna che ha avuto il suo effetto desiderato.”

 

“Qual è la situazione attuale dell’agenzia del farmaco?”

“L’EMA è una delle nostre principali battaglie. C’è una corsa per chi riuscirà a portare nel proprio Stato l’Agenzia del farmaco, con l’Italia in testa. Se si riuscisse a portare tale agenzia a Milano, questo potrebbe avere un forte impatto positivo sulla città, per l’elevato turn over di servizi che ci sarebbe. Purtroppo anche Olandesi e Danesi stanno concorrendo in maniera decisa.”

I ragazzi dell’Istituto “Elena di Savoia- Piero Calamandrei” durante l’intervista a Massimiliano Mazzanti

*Intervista realizzata dagli studenti dell’Istituto “Elena di Savoia-Pietro Calamandrei” di Bari.

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