Brexit: “Sicuramente la sua attuazione non sarà favorevole per la ricerca”

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Londra – Intervista alla ricercatrice di Salerno Alessia Volpe, impegnata nella ricerca oncologica presso il prestigioso King’s College di Londra

Alessia Volpe, biologa molecolare, ha frequentato il liceo classico a Salerno e in seguito si è trasferita a Napoli per conseguire una laurea triennale e una specialistica in biologia. Ha frequentato dei laboratori di ricerca poiché iniziò a sviluppare un determinato interesse per l’oncologia, lo studio dei tumori.

E’ entrata a far parte del consiglio nazionale delle ricerche (CNR) nel laboratorio di oncologia molecolare per i tumori alla tiroide. Una volta terminata l’Università , ha intrapreso un dottorato in Inghilterra al King’s College dove la ricerca, soprattutto nel campo oncologico, è in uno stadio estremamente avanzato. Il King’s College fa parte del Russel Group, una rete di 24 università britanniche che ricevono finanziamenti destinati alla ricerca.

Del Russel Group fanno parte oltre al il King’s College, l’Università di Oxford, Cambridge, l’UCL e l’Imperial College. Vi sono numerosi esponenti, sia della cultura, della letteratura e della scienza, che hanno studiato presso il King’s College, ad esempio come Virginia Wolf, John Keats, Michael Houghton. Ma una delle figure più importanti, che ha segnato la storia del King’s è Rosalind Franklin.

Il suo interesse riguardava particolarmente la comprensione della struttura molecolare del DNA. Il King’s è composto da cinque campus distribuiti nel centro di Londra. Vi è lo “Strand Campus” che accoglie i dipartimenti umanistici di legge, scienza sociali, scienze fisiche e ingegneria.

Il “ Guys Campus”, il “St Thomas’ Campus” sede della facoltà di medicina; il “Waterloo Campus” dove vi è localizzato il dipartimento di chimica; e infine il “Denmark Hill Campus”. La pubblicazione di alcune sue ricerche hanno permesso ad Alessia Volpe di accedere a diverse società di oncologia europee, come l’Associazione europea per la ricerca del cancro e l’Associazione britannica per la ricerca del cancro, e l’European society of molecular oncology (leader della ricerca sul campo).

 

La ricercatrice ha illustrato agli studenti il perno principale sul quale verte la sua attività di ricerca scientifica, incentrata sull’evoluzione ed il trattamento di specifici carcinomi come il carcinoma infiammatorio della mammella. I suoi studi, principalmente, consistono nel tracciare lo sviluppo delle cellule cancerogene e delle metastasi , lavorando sui modelli animali ( cavie ) ed ingegnerizzando le cellule neoplastiche al fine di ottenere un continuo monitoraggio di quest’ultime.

La tecnica, denominata Missile Tracking, è basata sull’utilizzo di radioisotopi (cioè radionuclidi di uno stesso elemento chimico), impiegati in tecniche diagnostiche e mediche tra cui la PET (Positron Emission Tomography).

I ragazzi hanno avuto modo di ascoltare una esaudiente spiegazione sul mondo dei farmaci chemioterapici, durante la quale sono state fornite loro numerose nozioni. La ricercatrice ha spiegato come un farmaco chemioterapico standard non abbia la capacità di distinguere una cellula tumorale da una somatica, e come lei ed il suo team, abbiano ovviato al problema, incapsulando tale medicinale (chemioterapico alendronato) in modo da aumentarne la tossicità selettiva ed ottenere, dunque, risultati migliori nei confronti dei tessuti target.

Il chemioterapico alendronato è in grado di liberare il suo principio attivo esclusivamente in prossimità delle cellule neoplastiche legandosi ai recettori di membrana di tali cellule, e questo comporta, consequenzialmente, il totale mantenimento di tessuti sani.

Gli studenti hanno avuto modo di porre una domanda importante alla scienziata.

Come può incidere la Brexit sulla tua ricerca?

“È difficile dare una risposta, ma sicuramente la sua attuazione non sarà favorevole per la ricerca; ciò significa che i finanziamenti europei diminuiranno e sarà più complicato ottenerli, non solo per gli studenti che intendono frequentare l’università qui, ma anche per professori e ricercatori europei. Un altro effetto, già immediato, è stato il cambiamento riguardo la visione del Regno Unito da parte degli europei, poiché a causa di questa incertezza i membri dell’ Unione europea sono meno attratti dall’isola britannica. Nessuno vuole rischiare di trasferirsi nel Regno Unito, poiché la situazione è instabile partendo dall’economia.”

*Intervista realizzata dagli studenti dell’ Istituto Elena di Savoia-Piero Calamandrei