Brexit: dobbiamo essere realisti. Troviamo un accordo comune

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Londra (Rosita Pirulli) – La 39esima conferenza della Camera di commercio italiana in UK è avvenuta questa mattina presso Church House Conference Hall. ‘Disruption (Brexit): The opportunities for greater co-operation’ è stato il tema che ha animato la giornata, nei pressi dell’Abbazia di Westminster.

Nella Prima sessione Leonardo Simonelli, Presidente della Camera di Commercio italiana in UK e Pasquale Terracciano, Ambasciatore dell’Ambasciata italiana a Londra hanno aperto la conferenza lasciando poi la parola a Gina Miller, Michael Gove, Patrick Manfield e Marco Piantini e Tony Barner.

La prima parte si è concentrata sulle comuni domande che finora ci siamo posti: cosa accadrà una volta che il Regno Unito uscirà dall’UE nel 2019. La prevalente risposta è stata nuovamente nube di incertezza.

Quest’ombra continua ad aggirare nei meandri di Westminster e Bruxelles, luoghi dove i leader politici discutono senza ancora avere alcuna decisione definitiva.

Inoltre se per alcuni le ragioni della Brexit sono state sin da subito chiare, per altri la sua vera causa non lo è ancora. Secondo l’Ambasciatore: ‘Ci vorranno forse secoli affinchè gli storici potranno comprenedere le ragioni che hanno causato la Brexit’, ma positività e creatività sono elementi che restano forti oggi per superare qualsiasi difficoltà si presenti, e per creare un rapporto sano tra UE e UK.

In effetti l’obbiettivo della conferenaza è stato comprendere le intenzioni che il Regno Unito ha nei confronti dell’UE ed in particolare con l’Italia, nella speranza di raggiungere il successo economico cosi come il mantenimento dei diritti dei cittadini europei che attualmente abitano l’Inghilterra.

Anche in quest’occasione, molti hanno chiesto di avere maggiori certezze circa le politiche che regoleranno i prossimi accordi tra UE e UK.

Per l’Onorevole Michael Gove il Governo è stato più che chiaro ultimamente. Dopo aver menzionato che ci saranno 2 anni di transizione dopo il marzo 2019, ha poi aggiunto che Theresa May ha già assicurato che uno dei primi obbiettivi è la sicurezza lavorativa e civica anche nei confronti dei 600,000 italiani nel Regno Unito.

Però, non ha potuto non considerare l’attuale confusione che gravita in Europa. Marco Piantini ha ricordato quando Michael Gove menzionò gli scritti di Antonio Gramsci sulla crisi che l’Italia e l’UE stavano vivendo in passato.

(da six) presidente della camera di commercio Leonardo Simonelli , Marco Piattini, The RT. HON Michael Gove Mp, Tony Barber
(da six) presidente della camera di commercio Leonardo Simonelli , Marco Piattini, The RT. HON Michael Gove Mp, Tony Barber

Piantini ha riconoscito che una simile ‘rottura’ si è avuta anche all’epoca di Gramsci e spesso facili risposte sono offerte come uniche soluzioni alle difficili domande che si pongono in simili circostanze. Consapevole della complessità delle negoziazioni a Bruxelles, ha consigliato di non arrendersi ad emulare i buoni esempi del passato, cosi come non arrendersi di cercare un senso di responsabilità e umilità, perchè, ha concluso, queste sono le vie da seguire per raggiungere il successo.

Patrick Minford, non era del tutto d’accordo. Così come Gina Miller, Co fondatrice di SCM, Minford vuole che tutti siano realistici e che si rispetti la Brexit cosi come il suo principale obbiettivo: avere un accordo di libero scambio con il resto del mondo, un’occasione ora limitata a causa delle regole imposte dall’UE.
‘L’economia è limitata dall’UE’ – ha detto Pa
trick – ‘quando dovrebbe essere regolata dal Regno Unito. Cosi come il controllo della nostra popolazione che è stato violato dal libera circolazone promulgata dall’UE.

Patrick ha poi insistito sull’importanza di eliminare qualsiasi tipo di barriera che ostacoli il futuro economico inglese con la competitività mondiale, perché chi ha un problema in questa circostanza è l’UE che ha da sempre dimostrato un grande interesse per la City, ed infatti se non ci sarà nessun accordo le conseguenze colpiranno poco l’interesse economico della Gran Bretagna.

Piantini ha concluso riportando le parole della May enunciate durante il suo discorso a Firenze lo scorso 22 settembre, ovvero una grande mente aperta e creatività sono fondamentali per affrontare la ‘divisione’ che la Brexit ha disseminato in Europa.

Invece, la ‘disruption’ analizzata storicamente nella prima sessione, guarda al futuro in particolare nella seconda sessione con Maurizio Bragagni. Il CEO di Tratos Ltd ha parlato della nuova Rivoluzione Industriale 4.0, dove automazione e intelligenza artificiale si fondono in toto.

Secondo Bragagni, come aveva già anticipato in un’ultima intervista su London One Radio, la Brexit è una preparazione all’avvento di questa nuova sfida, la vera ‘disruption’, che l’umanità dovrà affrontare. La società avanzerà pian piano verso un mondo sempre più digitalizzato, dove anche il robot sarà il nuovo nostro collega.

(da six) Gabriella Carlucci, presidente della camera di commercio Leonardo Simonelli ,Maurizio Bragagni Tratos,
(da six) Gabriella Carlucci, presidente della camera di commercio Leonardo Simonelli ,Maurizio Bragagni Tratos,

Durante la conferenza, infatti, Maurizio Bragagni ha mostrato un video dove in Finlandia l’attuale azienda Rolls Royce produce navi controllate da una cabina centrale, ciò significa che si può avere una nave senza un comandante.

Un film di fantascienza? No, per nulla, sarà la prossima realtà in cui ci si dovrà abituare a vivere la nostra vita, forse più facilitata e forse un po’ più precaria.

‘Google ha comprato 25.000 automobili senza autista da utilizzare fra tre anni nel Nord America. Quindi automobili senza autista è una possibilità’.

Questa rivoluzione non sarà fortemente dissimile dalle altre, la principale sfumatura che si avvertirà sarà nel mettere in secondo piano il capitale. Come ha spiegato il Dott. Bragagni, il capitale è facile da trovare, ma la ricerca e la selezione del talento è un procedimento più complesso.

Per questo le nazioni inizieranno a selezionare i ‘migliori’ che sono in grado di sopravvivere dando forte sostegno al paese.

Theresa May ha disposto 42.000 visa per giovani talenti. Quindi è evidente che ci sarà una guerra di talenti […] Brexit è un’opportunità, dato che bisogna agire più velocemente per introdurre nuove regole che possono aiutare ad adattarci a questa nuova industria’. 

Una visione differente sulla Brexit quella che ha rivelato il Dott. Bregagni, che ben pochi finora avevano messo in discussione. Il talento è stato da sempre premiato in Inghilterra, ma sarà in grado di attirare più talenti possibili anche nell’atmosfera post-Brexit?

Dopo la seconda sessione c’è stata una pausa seguita dal pranzo dove il Presidente Simonelli ha ringraziato tutti dando spazio anche Sir Rocco Forte, l’ospite d’onore, che ha anche ricordato suo padre, quando in passato diventò Presidente alla Camera di Commercio italiana nel Regno Unito.

Una parte del discorso di Bragagni alla conferenza:

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