Matteo Cerri : Perché mi candido e perché nella lista di Centrodestra e vi presento il mio programma

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Londra ( Laura Pandolfi) – Continuiamo la notra par condicio sulla presentazione dei candidati all’estero oggi e’ la volta di Matteo Cerri  nato a Milano 43 anni fa, londinese da 21 anni, felicemente sposato da 14. In politica da 16 giorni.

Ecco come si racconta a italoeuropeo :

Vivo a Londra dalla fine del 1996 quando, dopo la laurea in Bocconi (Economia aziendale con specializzazione in risk management ed economia non profit), mi fu offerto un lavoro nella City.

Nel 1997 ho fondato la mia prima impresa, che dal 2000 divenne poi la mia attività professionale a tempo pieno.

Come molti italiani provai a rientrare in Italia, a Roma, tra il 2005 e il 2006, ma al di là del risultato economico mi convinsi che per fare l’imprenditore era meglio tornare a Londra. Dal 2007 in poi, in piena crisi, la mia attività di Family Office si attesta come consulente di fiducia di un numero crescente di gruppi di imprese familiari italiane. Dal 2007 al 2017 ho sviluppato la mia attività in oltre 15 paesi, in Europa, Stati Uniti ed Asia, arrivando ad impiegare oltre 140 tra dipendenti e collaboratori.

Dal 2012 in poi il gruppo da me fondato è riportato tra i primi dieci Family Office indipendenti di italiani.

Dal 2014 sono attivo quale investitore in micro imprese e start up di italiani in UK, arrivando ad avere in portafoglio partecipazioni in oltre 40 aziende di ‘Made by Italians’. Nello stesso anno, insieme a mia moglie, fondo la piattaforma media ed eventi Eat Drink Love Italian, la pubblicazione Italians LDN Style e nel 2017 apriamo a Londra il primo Italians Clubhouse.

Oltre ad aver collaborato per anni con i nostri rappresentanti diplomatici (Ambasciata e Consolato) su diversi progetti di promozione dell’imprenditoria e del Made in Italy, continuo a supportare associazioni e charities private di italiani a Londra e UK.

Parlo 4 lingue e sono fiero di essere Italiano, Europeo, Londinese, Milanese, cittadino del mondo – che amo conoscere nei miei numerosi viaggi – e, nonostante tutto, milanista.

Perché mi candido e perché nella lista di Centrodestra

Sono cresciuto in una famiglia cattolica che ha fatto dell’impegno sociale e dell’accoglienza un fattore naturale e gioioso del proprio essere. Appena arrivato a Londra, dopo pochi anni, non ho resistito all’opportunità di fare impresa, qualcosa quasi impensabile nell’Italia di venti anni fa. La mia impresa è cresciuta grazie al terreno fertile del paese che ci ospita, ma anche alla rete di clienti e di rapporti con il mondo italiano. La svolta al mio rientro dall’Italia in periodo di crisi.

La crescita del mio business ha quasi naturalmente corrisposto con il coinvolgimento nella Comunità italiana nelle sue diverse emanazioni sociali.

Negli ultimi quattro anni mi sono ritrovato ad investire in molte aziende di italiani, start up, micro-imprese, giovani e meno giovani, fino a raggiungere un vasto portafoglio di imprese e una concreta partecipazione con l’italianità nelle sue diverse forme: in Londra, poi in UK e poi un pò ovunque in Europa.

Da due/tre anni questo impegno ha preso anche un taglio istituzionale con un sempre più frequente rapporto con le nostre istituzioni in diverse occasioni: promozione della moda e del design, della nostra cucina, del settore del turismo, persino del fintech!

Il nostro Paese ha permeato la mia vita professionale anche grazie all’incredibile successo del lavoro di mia moglie che promuove l’italianità all’estero con una media platform sempre più estesa.

Poi la Brexit e il timore che l’incanto si fosse spezzato o forse la scintilla che mi ha spinto a farmi agire di più, partendo, come sono abituato ad affrontare da imprenditore e investitore, dalle soluzioni concrete ai problemi di tutti giorni. A questo punto non potevo tirarmi indietro alla proposta di candidarmi per la coalizione che maggiormente rispecchia i miei valori di tradizione, libertà e società.

Le mie proposte concrete

In Italia come all’estero riportare come cardini al centro di ogni politica la persona e la famiglia, la valorizzazione del lavoro e dell’impresa, la liberazione delle risorse e il rilancio degli investimenti.

Dall’estero guardo l’Italia ed esplode un desidero di cambiamento per il nostro Paese che parta dalla sua genialità, bellezza e dalle sue risorse umane.

Sogno un Paese che dia gli strumenti ai giovani e a chiunque di realizzare il proprio progetto di vita, dove la mobilità all’estero non sia un problema se scelta positiva, non imposta dalla disperazione. Un Paese che riconosca nell’Europa un’opportunità di crescita, un riconoscimento per la sua centralità e non più una limitazione. Un Paese che rispetti i suoi cittadini all’estero come una risorsa per la promozione e protezione del Made in Italy, per il fluire di investimenti responsabili e con un impatto sostenibile per la propria economia e società.

Per la mia comunità ho proposte semplici, su cui chiunque può ritrovarsi, ma con la consapevolezza che in attesa che le cose possano cambiare la migliore risposta sia la rete tra individui, professionisti e imprenditori, associazioni e movimenti e la voglia di fare, con meno invidie e pregiudizi ‘italici’ e con tanto pragmatismo anglosassone.

Per questo:

– avvicinamento dei rappresentanti eletti (sul modello degli MP inglesi e le loro constituencies) al territorio e riforma di Comites e altri strumenti di rappresentanza

– miglioramento dei servizi consolari, decentramento di alcuni servizi e erogazione di gran parte della documentazione on line, agenzia unica di servizio al cittadino, integrazione di operatori esterni sotto rigido controllo pubblico

– riforma e coordinamento delle diverse istituzioni italiane all’estero, per l’ottimizzazione di numerose politiche in campo di promozione commerciale, culturale, turistica etc…

– riconoscimento delle iniziative private di servizio pubblico all’estero e loro supporto ove possibile (scuole italiane e ricerca, cultura e promozione made in Italy, media)

– parita’ di diritti dei residenti all’estero in tema di fiscalita’, previdenza e assistenza, anche con l’ausilio di strumenti misti (fondi previdenziali e assistenziali ‘portabili’) accessibili a tutti i livelli reddituali

– sostegno ai giovani (e piccoli) imprenditori nella creazione di lavoro e investimenti da/verso Italia con particolare focus sull’italianita’ dell’impresa

Proposte e strumenti che non sono un sogno, ma sono alla portata di mano e gia’ casi di best practice della nostra comunita’ in UK e in Europa.

Per approfondimenti visitare il mio sito www.matteocerri.com


Per tutti i candidati e programmi all’estero leggi la sezione dedicata dove trovi come si vota, chi votare e i loro programmi :

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