Cosa pensano gli inglesi sulla musica italiana?

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London ONE Academy Team

Londra – (Caterina de Martino e Maria Federico) – La dolcezza delle note, il romanticismo dei temi, l’eleganza delle parole hanno reso la musica italiana famosa in tutto il mondo, che la ricorda soprattutto grazie ad artisti quali Luciano PavarottiAndrea Bocelli e Giuseppe Verdi. Artisti che hanno trasportato la musica italiana nel mondo, conferendole notorietà in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e perfino in America.

Per saperne di più su cosa ne pensano i Londinesi il team di London ONE Academy hanno condotto un’indagine intervistando un campione di 1800 persone dai 16 agli 89 anni, scelto tra i 4 milioni di inglesi residenti a Londra. Dall’11 al 21 maggio si sono condotte le interviste in alcuni dei luoghi più noti della capitale britannica: Trafalgar Square, Oxford Street, Green Park, Leicester Square, Piccadilly Circus, Westminster, South Bank, raggiungendo anche gli interni del Tate Modern Museum.

Le opinioni rilevate sono state molto diverse tra loro: alcuni, come Hannah, una donna londinese di 40 anni, hanno affermato di amare la tonalità rilassante della musica italiana, mentre altri hanno rilevato una mancanza di originalità.

I punti su cui si è basata l’inchiesta riguardano l’opinione degli intervistati sulla canzone del Bel Paese, la notorietà del Festival di Sanremo o dell’Eurovision Song Contest di cui l’Italia è una dei 5 paesi fondatori. È risultato che solo il 33% degli intervistati ascolta abitualmente musica italiana: la maggior parte di loro è concentrata nella fascia d’età al di sopra dei 40 anni, mentre tendenzialmente i giovani non risultano molto interessati. Solo il 31%, inoltre, conosce i successi più recenti della canzone italiana: tra gli artisti più amati e ricordati troviamo soprattutto cantanti lirici come Pavarotti (16%), Puccini (13%), Bocelli (9%), o compositori come Verdi (7%) e Vivaldi (11%). Fra gli artisti più popolari fra i più giovani, invece, prevalgono personaggi che da anni calcano i palchi internazionali portando la firma italiana nel mondo della musica pop, come Eros Ramazzotti(15%) e Laura Pausini (5%). Il 2% degli intervistati ha ricordato anche altri nomi tra cui spiccano Jovanotti, Gianna Nannini, Al Bano e Romina, Tiziano Ferro e anche band poco conosciute in Italia come i Lacuna Coil.

Molti di questi cantanti hanno raggiunto l’attuale successo grazie al Festival di Sanremo, il “Festival della canzone italiana” che si tiene annualmente nell’omonima città ligure nel mese di febbraio. Un vero e proprio fenomeno culturale, caro ad ogni italiano. Tuttavia, solamente il 20% degli intervistati ne ha sentito parlare, unicamente per merito di viaggi, amici italiani o tramite internet. Quasi nessuno, inoltre, è al corrente del fatto che i vincitori di Sanremo siano tradizionalmente i candidati selezionati per partecipare all’Eurovision, neppure gli spettatori abituali.

Perché la musica contemporanea italiana non riesce a raggiungere il pubblico inglese? Secondo una londinese, Sophie (42 anni), gli inglesi non sono capaci di apprezzare la musica italiana moderna perché, non riuscendo a comprendere i testi delle canzoni, preferiscono non ascoltare affatto musica straniera. Per altri, invece, la causa è da attribuire esclusivamente alla canzone italiana stessa, in quanto troppo facilmente influenzata dalla musica di altri paesi, o di stampo troppo individuale.

L’opinione più stimata da inglesi e italiani è che la musica italiana abbia ormai perso la sua genuina originalità, i suoi suoni tradizionali, aprendosi ai nuovi generi in voga, più popolari e commerciali. Non tutti sembrano apprezzare questo cambiamento, neppure gli stessi italiani. Eppure, la nuova tendenza sta riuscendo a superare i confini della sua nazione e a raggiungere i palcoscenici internazionali, cercando di seguire l’esempio dei loro grandi predecessori.

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