Segnalato il libro di Cottarelli: diamo a Cesare ciò che è di Cesare

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Mentre Bruxelles tira un sospiro di sollievo di fronte alla mossa schierata del presidente della Repubblica italiana nei confronti del governo Lega-M5s, il popolo italiano è spezzato a metà. In una vera e propria lotta tra fazioni, a colpi di commenti, tweet e rivendicazioni, viene diffusa dai gruppi pro Lega e M5s una citazione di Cottarelli – l’uomo posto da Mattarella alla conduzione del neonato governo tecnico neutrale – contenuta nel suo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana”:

“In teoria i problemi degli italiani, un debito pubblico elevato e una bassa crescita e competitività, potrebbero essere risolti uscendo dall’euro. Però bisogna essere chiari sul modo in cui e sul perché l’uscita aiuterebbe a risolvere questi problemi, cosa che spesso i suoi sostenitori non fanno”.

La frase articolata, ma non esaurita in sé stessa, non evita un riferimento importante e significativo al fronte no euro, aprendosi al fronte possibilista del famoso “piano B” sostenuto, tra l’altro, dallo stesso Savona. Il richiamo è tuttavia scorretto: infatti la citazione apre il capitolo “Uscire dall’euro?” ma dà il via a un ragionamento complesso la cui conclusione netta è “non ne vale la pena”. La conclusione di Cottarelli difatti è “La via d’uscita non può essere la fuga dall’euro. Sarebbe come andare a giocare in serie B perché non si riesce a vincere in serie A”.

Ciononostante, non si può nascondere che la forte presenza di poteri invisibili e della potenza europea esercitino una pressione consistente sulla scacchiera politica italiana.

Il quotidiano più vicino ai conservatori di Angela Merkel, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, sottolinea che la crisi con l’Italia accentuerà la solitudine della cancelliera non soltanto a livello europeo, ma anche globale, dove Berlino è già trascurata da un partner cruciale come gli Stati Uniti. “Forza Mattarella” è il titolo dell’Handelsblatt, il quotidiano finanziario tedesco che esalta l’esercizio dei poteri da parte del presidente della Repubblica per stoppare l’ascesa di un “euroscettico” come Paolo Savona.

Di tutt’altro tono il commento di Marine Le Pen, presidente del Fronte Nazionale euroscettico francese: “L’Unione europea e i mercati finanziari sequestrano di nuovo la democrazia” dichiara. “Quel che accade è un colpo di Stato, un rapina ai danni del popolo italiano da parte di istituzioni illegittime”.

Tuttavia c’è da chiedersi: quanto sarà forte in Europa un esecutivo tecnico, nato senza la fiducia del Parlamento? La situazione precaria italiana sembra ammettere un’unica soluzione: il ritorno alle urne.

Intanto Salvini promette “Il lavoro fatto non é inutile. Nel contratto c’è un’idea di Italia che riproporremo e Savona non potrà essere bocciato a vita” e conclude dicendo “Mattarella non ha detto no a un nome, ha detto no all’idea di ricontrattare le regole europee e ha scelto i mercati. Se le cose stanno così, non ha senso rimanere nell’Unione Europea”.

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