Grenfell tower : Un anno dopo, tante parole ma nessun colpevole

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Londra – Il 14 giugno 2017 un incendio uccise 72 persone. 

Come un fiammifero al vento la Grenfell tower un anno fa’ incendio le coscienze di tutti noi, di tutto il mondo.  In quella torre morirono 72 persone che ancora oggi il loro grido muto chiede giustizia, una giustizia che tarda a venire e che forse non arrivera’ mai.  Oggi la torre e’ stata coperta da un telo bianco, per non rattristare le persone del quartiere, e forse per nascondere gli errori, le mancanze, le superficialita’ che furono fatte a quella torre.

Stasera molti palazzi tra cui il parlamento inglese saranno colorati di verde come la speranza; speranza in una giustizia che pare pero bruciata nell’attimo in cui l’ipocrisia a preso il suo sopravvento.

Si parla spesso che una tragedia simile “non si ripeta mai più”, eppure a Londra ci sono ancora tantissime Council House, come lo era la Grenfell tower, alloggi popolari costruiti negli anni Settanta per i meno abbienti, e spesso costruite non a norma.

Cosa non ha funzionato? Chi ha dato l’ordine di rimanere chiusi in casa riducendo persone a cadaveri bruciati come i due giovani italiani, che fino all’ultimo hanno capito e visto la morte arrivare. Ecco che allora si accusano   i pompieri che secondo alcuni non hanno risposto efficacemente all’allarme, ordinando per troppo tempo ai residenti di restare chiusi negli appartamenti.

Ora dobbiamo fare attenzione a strumentalizzare la vicenda anche da parte dei media. Parlarne sempre, per non dimenticare, e’ giusto, ma attenzione al modo.

E’ giusto non far calare lo sguardo su un fatto increscioso, che si poteva evitare perche’ bastava ascoltare le tante lamentele sulla sicurezza fatte dalle persone che abitavano nella torre. Ma e’ anche vero che non deve diventare oggetto di ipochisie come spesso in questi casi succede. La lacrimuccia, solo per un giorno… e poi tutto cade nel dimenticatoio.

Foto, racconti, manifestazioni, tutto va bene, tutto per non dimenticare ma sappiamo tutti che la vera verita’ e’ una sola : che quella torre era stata costruita con materiale inadatto, e tutti lo sapevano, quella torre. Era stata gia’  dichiarata come un palazzo a rischio, e tutti lo sapevano.

Quella torre. non aveva le condizioni e la truttura moderna per far abitare persone e quindi non doveva essere abitata.

Ma Londra e’ anche questa, pur di fare soldi, piu’ di guardagnare si trascina problemi di strutture vecchie per anni. Preferisce costruirne nuovi grattacieli, investire in meravigliosi colossi di vetro, e nascondere e dimenticare la periferia, o struttre vecchie. L’apparenza prima di tutto, a Londra tutto deve scorre, tutto deve apparire grandioso e perfetto. Non e’ cosi.

Il goveno dovrebbe prendersi le sue responsabilita’ invece di riamanere impacciato e confuso e accendere le luci simboliche inutili a questo punto, le persone morte e sopravvisutre vogliono risposte.

Ma ora e’ tempo di commemorazione e allora  a mezzogiorno di oggi  sarà celebrato con 72 secondi di silenzio in tutta la nazione: 1 secondo per ognuna delle vittime. In mattinata, una messa funebre, alla presenza del sindaco Khan, alla St. Helen’s Church di North Kensington. Alle cinque della sera, un’eucarestia a St. Clement’s Church, seguita da una marcia silenziosa. E l’associazione dei superstiti invita tutti a indossare qualcosa di verde, venerdì, in memoria di coloro che hanno perso la vita nell’incendio.

 

qui sotto il nostro servizio in quella giornata… e vari articoli correlati

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Londra ( Francesca Salimbeni) – “Il cavaliere e la principessa” e’ il titolo della fiaba dedicata ai bambini di 4 anni per ricordare i due innamorati e giovani architetti migranti dal Veneto Marco Gottardi e Gloria Trevisan e che hanno trovato la morte nel rogo della Grenfell Tower. Ha scrivere la storia e’ stata madre di Marco, Daniela Burigotto, aiutata nelle illustrazioni da Roberta Gattel, una cara amica di famiglia. [continua a leggere qui]

riproponiamo l’intervista radiofonica a LondonONEradio ( unica radio italiana a Londra e uk ufficiale) fatta ad uno dei soppravvisuti

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