Londra ( Giulia Faloia ) Una delle conseguenze più rilevanti della Brexit è sicuramente la regolarizzazione della posizione di cittadini non inglesi nel Regno Unito in vista dell’uscita dall’Unione Europea.
Il governo ha previsto delle opzioni a riguardo e la Permanent resident card è stata il primoapprodo ad una soluzione, ma  sono già stati predisposti degli strumenti alternativi più rapidi e accessibili.
Possono infatti usufruire di questo strumento tutti coloro che abbiano vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni a patto che sussistano determinate condizioni.
Il richiedente deve infatti essere qualificato nello Spazio Economico Europeo (lavoratore,lavoratore autonomo, autosufficiente, studente o disoccupato), un familiare o un parente acquisito di una persona di cittadinanza Svizzera o residente nel SEE pur non
possedendo di persona gli stessi requisiti.

italoeuropeo magazine in london

Un ex familiare di un cittadino del SEE se haconservato il suo diritto di soggiorno dopo che il cittadino SEE è morto o ha lasciato il Regno Unito, o il suo matrimonio o unione civile si è conclusa con il divorzio, l’annullamento o la dissoluzione, un familiare di un cittadino britannico che lavorava in un altro stato SEE prima di tornare nel Regno Unito.
Inoltre, può richiedere la Permanent resident card un ex lavoratore nazionale del SEE o un
ex lavoratore autonomo del Regno Unito in pensione, permanentemente inabile, oppure
lavoratore autonomo in un altro stato SEE, ma che mantiene la residenza nel Regno
Unito, il familiare o il parente acquisito di un cittadino SEE che ha cessato l’attività oppure,
infine, il familiare o il parente acquisito di un ex lavoratore nazionale o lavoratore
autonomo SEE morto.

COSTI
I costi della procedura vanno da 32,50£ per i minori di 16 anni ai 65£ per un solo
richiedente a più di 260£ per più di tre membri della famiglia.
La Permanent resident card, che dovrà essere richiesta per vivere nel Regno Unito dopo
giugno 2021, conferisce al suo possessore oltre apermettere di lavorare e risiedere in Gran Bretagna, dà diritto a servizi pubblici come sanità e istruzione, fondi pubblici e pensioni e cittadinanza inglese, in presenza dei giusti requisiti.
È infatti previsto un  periodo di attuazione che si estenderà dalla data di uscita dall’UE, 29 marzo 2019, al 31 dicembre 2020. I diritti dei cittadini dell’ UE e delle loro famiglie che vivono nel Regno Unito non cambieranno fino al primo gennaio 2021.
Le persone che vivono nel Regno Unito dal 31 dicembre 2020 avranno tempo fino al 30 giugno 2021 per presentare una domanda di status.
Dal primo luglio 2021 quindi, per risiedere legalmente nel Regno Unito sarà necessario
possedere o aver richiesto l’immigration status.

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La procedura di richiesta risulta però essere molto macchinosa e complicata, ragion per
cui è stato ideato un metodo alternativo per alleggerire il procedimento.
La procedura in questione è online e perché vada a buon fine è necessario che il
richiedente dichiari perché si trova nel Regno Unito, ad esempio per motivi di lavoro, sia in
possesso di passaporto o carta d’identità e che riferisca il motivo dei propri viaggi fuori dal
Regno Unito che siano durati più di sei mesi.
La procedura di cittadinanza online non può tuttavia essere avviata da familiari di un cittadino del SEE che abbiano fatto richiesta in un momento diverso, da uno studente o
una persona autosufficiente che è finanziariamente responsabile per qualsiasi altro membro della famiglia o dipendente dal supporto finanziario di un familiare, da richiedenti sulla base di diritti di soggiorno o che rientrino nella categoria del Surinder Singh, cioè che abbiano acquisito il permesso di soggiorno dopo aver vissuto in un Paese del SEE con un
familiare idoneo che è anche cittadino britannico.
Gli strumenti per ottenere la cittadinanza britannica sono quindi numerosi ed accessibili, purché si posseggano i giusti requisiti e si presti attenzione alle procedure necessarie.

Il governo inglese ha in cantiere un’ulteriore procedura, ancora più semplice ed
immediata.
Il cosiddetto “New status” valuterebbe tre criteri: aver vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni, presenza di condanne penali e il possesso di un documento d’identità o di un passaporto valido.
Si tratta però di un progetto embrionale e in fase di evoluzione, quindi si dovrà aspettare
ancora un po’ prima di poter usufruire di un procedimento tanto rapido.
Nel frattempo chi vorrà restare nel Regno Unito dovrà tenere il passo con la Brexit e le sue
creature, Permanent resident card in primis.


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