Londra (R. Madonna, D. Formicola, F. Signorino, P. Piccirillo) – Rumore di tacchi, rombi di aerei, gente che corre, caffè negli uffici, bus in arrivo, taxi in partenza: Londra è una città dal ritmo incalzante. Nonostante la frenesia londinese, la sana abitudine alla lettura è riuscita ad insinuarsi nella quotidianità degli abitanti: nella metropolitana, in particolare, si consuma la passione degli inglesi per la letteratura. In queste biblioteche sferraglianti del sottosuolo la lettura di libri provenienti da ogni parte del mondo caratterizza il passatempo per eccellenza di migliaia di pendolari.

L’indagine condotta da London ONE Academy team ha testato le conoscenze degli inglesi in materia di letteratura italiana. Il campione di intervistati conta un numero di 5000 persone e la varietà di etnie che Londra ospita nel suo alveare di vie e gallerie metropolitane ha determinato la presa in esame di un insieme eterogeneo e cosmopolita che costituisce il cuore pulsante della città.

 

 

 

 

 

 

 

Come si evince dal grafico, circa un quarto del campione intervistato (25,10%) ha dichiarato di aver letto in passato libri di autori italiani e di essersi interessato alla letteratura italiana. E’ degno di nota il bagaglio culturale di questo gruppo di persone: in alcuni casi le conoscenze in materia di letteratura italiana degli intervistati superavano ampiamente anche quelle degli stessi italiani.

Tra i principali autori italiani proposti agli intervistati figurano Dante, Boccaccio, Italo Calvino, Andrea Camilleri, Roberto Saviano. Scelti tra i capisaldi della letteratura, sono noti al pubblico internazionale anche grazie alla loro importanza nella cultura popolare o alle trasposizioni per il grande e piccolo schermo delle loro opere.

Nel campione figurano conoscitori sopraffini della materia: stupisce la fama, in terra londinese, del ‘Principe’ di Machiavelli, di Giorgio Agamben, di Giambattista Vico – il che evidenzia una certa attenzione dei londinesi per la filosofia italiana.

La narrativa del novecento riscuote ad ogni modo un maggior successo. A dominare sono Giuseppe Tommasi di Lampedusa, Luigi Pirandello, Primo Levi, Leonardo Sciascia e Umberto Eco, rinomato anche per il suo ruolo di accademico nel campo della semiotica e dell’estetica. Tra gli altri autori menzionati troviamo Elena Ferrante, Cesare Pavese, Alberto Moravia e, più raramente, Pasolini e Gramsci.

È curioso che il pubblico inglese abbia maggior familiarità con le opere degli autori italiani che con i loro nomi: l’intervistato non sempre riconosce il nome di Dante o di Camilleri ma subito s’illumina sentendo menzionare la Divina Commedia e l’amato “Inspector Montalbano”. Come ben si evince dal terzo grafico i classici rimangono molto più conosciuti degli autori contemporanei o moderni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi si è approcciato alla letteratura italiana lo ha fatto per ragioni differenti. Si è quindi diviso il campione in due grandi categorie:

  • Coloro che per motivi di studio hanno letto testi italiani
  • Coloro che lo hanno fatto per interesse e piacere personale.

Con una leggera maggioranza  del 2,98%, chi legge lo fa per piacere piuttosto che per studio. Ciò testimonia l’interesse che una parte degli inglesi ha per la letteratura italiana, interesse che li porta ad iscriversi in istituti come la UCL oppure ad acquistare una gran quantità di libri italiani, alle volte addirittura in lingua originale.

La UCL, comprendente il più grande dipartimento per lo studio dell’italiano a Londra con possibilità di laurearsi in indirizzi linguistici misti, offre anche la possibilità di studiare molte altre lingue e culture oltre all’italiano. Questo ha reso la UCL una meta molto ambita da molti studenti londinesi e non, vista anche la richiesta di tali skills a bassi ed alti livelli lavorativi.

Si è approfondita poi l’apertura del pubblico londinese verso la letteratura proveniente da Paesi non anglosassoni. L’opinione espressa non è stata unanime: vi è chi ritiene che l’interesse del pubblico copra in egual maniera libri in lingua inglese e libri provenienti dall’estero e chi ritiene legittimo un interesse più spiccato di un popolo alla propria cultura letteraria rispetto alle altre.

Più interessante invece è l’opinione di coloro che percepiscono tale dislivello nell’interesse delle masse e ne attribuiscono la causa a vari fattori: lo sporadico insegnamento delle lingue straniere nelle scuole pubbliche inglesi, la mancanza d’interesse verso la letteratura straniera; la carente “general awareness” rispetto alla ricchezza di altre culture – dovuta secondo alcuni all’attitudine post-coloniale dell’Inghilterra -, un diffuso classismo economico e una ristretta mentalità nazionalistica del pubblico anglofono.

Nella vendita di libri italiani gioca un ruolo fondamentale l’Italian bookshop, libreria di cui è proprietaria Ornella Tarantola, intervistata ai fini dell’indagine. Nel settore della vendita di libri italiani a Londra da più di trent’anni, aprì quel che oggi è noto come Italian bookshop, da sempre in prima linea nella lotta per la diffusione della cultura italiana in terra inglese. Ornella e le sue colleghe sono note per la dedizione con cui gestiscono la loro accogliente libreria: calore e familiarità sono le parole d’ordine del bookshop. Il negozio di Ornella è anche un trampolino di lancio per scrittori più o meno emergenti, che durante gli eventi promossi dalla libreria riescono a presentare i loro libri, grazie all’impegno profuso nella diffusione della letteratura italiana contemporanea, alle volte misconosciuta anche in terra natia.

Secondo l’esperta chi decide di investire su un autore italiano preferisce leggerlo in lingua originale. I libri più venduti sono i classici del dopo guerra, periodo di particolare diffusione della letteratura italiana all’estero, ma l’attenzione dell’inglese medio è attratta dal thriller italiano contraddistinto dalla forte caratterizzazione regionale che gli permette di curiosare nelle tradizioni italiane. Tra gli autori più venduti dalla libreria ci sono Lucarelli, Baricco, Eco, Calvino, ma spicca soprattutto Elena Ferrante con la sua trilogia de “L’Amica Geniale”.

«Per noi è importante che in una libreria si racconti qualcosa» afferma Ornella Tarantola «e il compito di una libreria italiana all’estero è raccontare l’Italia».

È possibile concludere dicendo che l’opinione generale del pubblico inglese sulla letteratura italiana – maturata sulle spalle di autori come Dante e sull’influenza della letteratura latina – gode di alta stima specialmente per la parte di pubblico proveniente dall’istruzione privata; è considerata ricca e profonda, carica di passionalità romantica e pregna di storicità.

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