Londra (Valeria Piccioni) – Il tanto atteso incontro tra Trump e Putin sta avendo luogo proprio oggi nella capitale finlandese di Helsinki. L’incontro tra i due stati, da che la memoria storica più recente ricorda, li ha visti per lo più logorarsi durante la guerra fredda del ‘900, ma oggi sembra che le differenze sostanziali tra i due vogliano essere appianate o almeno messe da parte.

L’ordine del giorno non prevede una scaletta precisa: per questo è molto difficile fare previsioni sull’esito dell’incontro tra i due leader. Dal suo canto, Putin farà di tutto per sottolineare il vano tentativo degli stati occidentali di isolare la Russia: in questo gli torneranno utili le divisioni sempre più importanti che intercorrono tra Trump e i suoi alleati europei. Prima dell’incontro Trump aveva già esternato su twitter il suo pensiero

Secondo il New York Times, Putin potrebbe cercare di ottenere da Trump l’interruzione della partecipazione americana alla Trident Juncture, una delle più grandi esercitazioni militari della NATO dalla fine della Guerra fredda, vista dal governo russo come una provocazione. I due leader potrebbero anche prendere in considerazione l’idea di riaprire i consolati chiusi lo scorso anno dopo una serie di espulsioni del rispettivo personale diplomatico: ciò significherebbe un passo importante per le relazioni bilaterali tra i due paesi.

Trump e Putin condividono una linea politica comune assai lontana da quella europea: un mondo dove le tradizionali alleanze possano essere messe in discussione e dove le grandi potenze siano libere di agire secondo i propri interessi. Il distopico desiderio di un ritorno al passato con rapporti regolati dalla supremazia dei grandi paesi sembra porre le basi per destabilizzare definitivamente la fiducia già precaria instaurata tra USA ed EU.

L’incontro arriva alla fine di un periodo molto turbolento: venerdì, il dipartimento di Giustizia statunitense ha incriminato 12 funzionari dell’intelligence russa con l’accusa di avere compiuto attacchi informatici contro il Partito Democratico statunitense durante la campagna elettorale del 2016. La presenza del presidente americano in Europa, inoltre, non è stata accolta troppo bene, basti pensare alle proteste diramatesi in tutte le strade londinesi lo scorso venerdì 13 e al consiglio rivolto alla May di “fare causa all’Unione Europea” riferendosi alla Brexit e ai negoziati in corso tra le parti. Trump si è poi esposto in maniera inequivocabile e dura al vertice Nato accusando gli alleati europei di non investire abbastanza nella NATO.

Intanto il caustico tweet di Hillary Clinton lascia spazio a non poche aspettative negative o positive che siano, sull’esito dello storico incontro.

 

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