In attesa di valide risposte da parte del Console Generale di Londra, che ha indetto una riunione straordinaria Comites il 27 Luglio, per fare luce sul caso Coasit, e del presidente COASIT che ancora non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale. Noi continuiamo con la nostra inchiesta raccogliendo materiale e dichiarazioni da parte di altre persone comunque importanti e interessati ai fatti. Abbiamo incontrato il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, On. Guglielmo Picchi:

In 47 anni, il Coasit via ministero via contributo di genitori e privati. Come ti spieghi la chiusura?
I soldi pubblici vengono in teoria investiti in attività importanti come sono i corsi relativi alla lingua italiana all’estero. A tutela di tutti sono stati sospesi da erogazione per l’anno 2018 dei rimanenti fondi che ancora non erano stati erogati. Bisogna fare il più rapidamente possibile chiarezza su queste cose in modo tale che alla ripresa dell’anno scolastico o il Coasit o un altro ente possa fornire tutti i “servizi”, predisporre tutti i corsi di lingua necessari affinché la comunità italiana, i 5000 studenti, gli insegnati e la controparte inglese siano rassicurati sul fatto che la didattica possa proseguire. Io credo che l’attività del nostro consolato generale e del ministero sia meritoria perché brutte voci giravano da troppo tempo, non solo nel Regno Unito ma anche in tutta Europa su un non correttissimo uso dei fondi. Credo che sia stato preso con molta cautela e senza colpevolizzare nessuno: la posizione ufficiale – che è anche quella della Farnesina – è che non vi sono accuse in corso per il momento, ma stiamo facendo delle verifiche il più dettagliate possibile a
tutela del Coasit, del ministero e dei contribuenti.
Ci sono state delle male voci riferite al console anche da parte di genitori che, arrabbiati, hanno chiesto delle risposte.

Per il momento Marco Villani, il console, non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale sull’argomento: si può dedurre stiano analizzando i documenti? È evidente che il consolato generale ha preso atto che c’era qualcosa che non andava nei bilanci. Credo che il consolato generale, d’accordo col ministero, stia mettendo in campo una soluzione, un piano B nel caso in cui non potesse essere il Coasit a riprendere le attività didattiche. Credo che il console stia facendo il suo dovere, non è il caso di dare risposte affrettate. C’è una posizione ufficiale del ministero, il consolato fa
parte del ministero: la possibilità che un altro ente scolastico assuma nel minor tempo possibile nuove attività in materia di lingua e cultura e italiana al fine di contenere i disagi. Il console è impegnato in prima persona e, ringraziandolo della gestione della situazione che si è ritrovato tra le mani, ricordiamo che se ci fosse stata qualche presunta irregolarità tutta questa situazione non si sarebbe mai verificata. Sono importanti i fondi che i contribuenti italiani destinano per attività all’estero, credo sia legittimo per trasparenza, essere il più accorti possibili: meglio un disagio in più per ottenere uno spreco di risorse in
meno.


Dichiarazione del Presidente COMITES di LONDRA PIETRO MOLLE 

“Prima di tutto vorrei ribadire anche qui, il concetto che ho detto in più occasioni, che cioè la chiusura dei corsi di lingua e cultura italiana gestisti dal COASIT nella nostra circoscrizione consolare di Londra è un problema che tocca la nostra comunità, tutta la nostra comunità.  Ed è in questa affermazione che, in primo luogo, si giustifica l’entrata in campo del COMITES.

Inoltre il COMITES, ha anche un ruolo istituzionale previsto dall’art 2 della legge istitutiva no 286 del 23 ottobre 2003 che al paragrafo 4 recita:

“ … al fine di favorire l’integrazione dei cittadini italiani nella società locale e di mantenere i loro legami con la realtà politica e culturale italiana, nonché per promuovere la diffusione della storia, della tradizione e della lingua italiana, il Comitato:

  1. g) esprime parere obbligatorio sulle documentate richieste di contributo che enti e organismi associativi, che svolgono attività sociali, assistenziali, culturali e ricreative a favore della collettività italiana, rivolgono al Governo, alle regioni ed alle province autonome”.
    Nell’ultima riunione di Assemblea svoltasi il 22 giugno, il COMITES ha espresso tale parere, e l’ha espresso in modo positivo, anche se già da un mese era in corso la crisi dell’Ente gestore. Con questa decisione il COMITES ha voluto sottolineare l’importanza e sostenere la necessità e la validità dei corsi di lingua e cultura italiana destinata alle comunità italiane all’estero ed in particolare nella nostra circoscrizione consolare.

Ciò premesso, il problema che ha causato verso la fine del mese di maggio la sospensione dei corsi e poi la procedura di inizio della messa in liquidazione dell’Ente Gestore, è semplice come si è sviluppato, ma è stato devastante il danno causato.

Il punto cruciale del problema è il seguente: il COASIT ha presentato il bilancio consuntivo  2017 al Consolato Generale di Londra. Il Consolato, che ha il compito di controllo della contabilità degli enti gestori, ha riscontrato dei vizi di bilancio che gli hanno impedito di approvarlo. Ciò ha fermato l’erogazione dei contributi già assegnati al COASIT dal Ministero in base al preventivo presentato l’anno precedente.  E fino a quando non si chiarirà l’anomalia, il Console Generale non approverà il consuntivo. Questo richiede tempo. Tempo che il COASIT non ha, perché ha le casse vuote e non è in grado di affrontare le spese già attribuite e programmate, come gli stipendi degli insegnati, gli affitti delle aule, e quindi il Consiglio di Amministrazione del COASIT ha deciso di iniziare la procedura di liquidazione.

Questi i fatti. Ora si può discutere sul comportamento prima di tutto dell’Ente Gestore che ha preparato un consuntivo 2017 con errori così importanti da mettere in difficoltà l’erogazione dei contributi ministeriali; sulla loro decisione di chiudere i corsi il 21 maggio, che a molti è sembrata estremamente frettolosa; sulla mancata consultazione con gli insegnati e con i genitori degli alunni quando la difficoltà si è prospettata per la prima volta; soprattutto sulla decisione di mettere in liquidazione il COASIT come se si trattasse di una comune società commerciale, senza tener presente  il devastante impatto che questa loro azione avrebbe avuto sugli alunni, sulle famiglie, sugli insegnanti, sul futuro dell’insegnamento della lingua e cultura italiana in questa Circoscrizione Consolare ed infine sulla negativa pubblicità allo Stato italiano.

D’altra parte, si dice che il Consolato Generale di Londra, una volta accertato il non dolo nel comportamento dell’Ente Gestore, avrebbe potuto affrontare questa situazione non solo in qualità di controllore che ha per legge, ma anche con spirito di assistenza e di sostegno visto che in questo caso la posta in gioco era così alta.

Infine, ribadisco che il COMITES ha sostenuto e sosterrà fino in fondo che, al di là delle responsabilità degli enti ed istituzioni  coinvolte in questa dolorosa vicenda che dovrebbero in ogni caso essere chiarite, i corsi di lingua e cultura italiana debbono essere ripresi al più presto e che rispondano alle vere necessità della nostra communita’ italiana residente nella Circoscrizione Consolare di Londra”


La parola ad un’insegnate  Alessandro Guarniero



Dichiarazione Vicepresidente MARIA IACUZIO e membro del Comites. Ma anche mamma di una figlia che ha finito di frequentare i corsi in italiano.

Come genitore ( ancor prima di vice presidente Comites) di una bambina di 11 anni che si sta preparando per l’esame di GSCE in italiano posso dire che avendo i nostri bambini questa capacità molto alta di listening and speaking rispetto ai coetanei inglesi, hanno spesso genitori italiani che li fanno preparare per sostenere questo esame molto
prima di altri GCSE.

E mia figlia frequentava appunto a Wimbledon, dove va a scuola, questo corso di italiano. La sua prima reazione è stata di tristezza perché, come bambina, non ha capito il motivo per cui all’improvviso questo corso è stato chiuso anche perché – cosa bella degli italiani che si ritrovano all’estero – si erano anche formati ovviamente dei legami di amicizia. Come gli altri genitore, mi sono trovata da un giorno all’altro questa mail dove veniva spiegata in maniera non dettagliata la chiusura di questi corsi. Per il lavoro che al Comites stiamo facendo con la lista ItalUk, siamo stati i primi a fare degli articoli in cui sottolineavamo le conseguenze nefaste della chiusura dei corsi e le ripercussioni negative anche in termini di immagine dell’essere italiani (colleghi di italiano che non sono stati pagati, aule affittate non pagate).
Poiché ci siamo mossi denunciando queste situazioni, molti genitori ci hanno contattati (sulla nostra pagina abbiamo messo vari video dell’esperienza di alcuni di loro e dei loro ragazzi). A volte pensiamo di essere solo un grande numero, ma quando arrivano genitori che ci mettono la faccia, quando ti arrivano lettere e video, la situazione cambia perché vai ad analizzare i singoli casi, i casi umani.  Ci sono  situazioni di bambini che avevano iniziato un percorso di preparazione agli esami e che adesso non sanno se potranno continuarlo. Per cui, come Comites, c’è stato l’impegno da parte di varie liste di scrivere questa lettera aperta al nostro console per ricevere delle risposte. Io sono molto positiva e sono certa che il nostro console risponderà.

Sulla questione di dare in gestione ad altri enti tutta la questione del Coasit: resettarlo e ripartire da altri  enti. La vedi una soluzione possibile?  Si io la vedo possibile. Già l’Istituto italiano della cultura a Londra potrebbe gestire l’amministrazione dei necessari corsi anche nelle zone di fuori Londra: non dimentichiamo che la nostra circoscrizione è molto ampia. Oppure c’è anche l’Istituto Dante Alighieri, più nella zona di Cambridge. Io mi auguro che i ragazzi riescano ad usufruire di un numero maggiore di ore di lezione e che ci si avvicini di più al modello dei francesi e degli spagnoli che riescono ad usufruire di un tempo maggiore di ore di lezione (ore che farebbero una grande differenza al momento dell’esame).


Dr Luigi REALE membro del Comites, genitore ed insegnante di italiano e latino, COASIT

Che cosa è successo secondo lei all’interno del COASIT? Che cosa ha fatto bloccare e rallentare il meccanismo dei fondi?
Non ci è dato sapere per il momento. Abbiamo saputo il 19 di maggio, un sabato sera, da un e-mail mista tra insegnanti, genitori che questo ente doveva bloccare i corsi perché aveva finito i soldi.

Il Coasit si deve interfacciare con la realtà inglese, giusto?
Ovviamente: ci sono tanti tipi di corsi, extra scolastici, corsi inseriti dentro le scuole stesse (in cui si prevede l’ora di italiano e per promuovere la lingua si manda l’insegnante: quindisono corsi questi che rientrano nel curriculum delle scuole). Negli ultimi anni si è venuta a creare una commistione: molti insegnanti che venivano dall’Italia andavano nei corsi extra scolastici e viceversa insegnanti del Coasit assunti localmente andavano ad insegnare anche nelle scuole in relazione alle esigenze, agli spostamenti e alle aree
geografiche (parliamo di un’area vastissima).

Vorrei un suo punto di vista  sul fatto che oltre a prendere i soldi del Ministero degli affari esteri il COASIT vive anche di contributi di privati e delle famiglie?
Come sai, solo negli ultimi anni si è registrata come charity. Prima era un’associazione che agiva in relazione al diritto che vige nel paese dell’inghilterra per conto del paese italiano. È una charity da circa 10 anni.
Avendo lo stato di charity non paga le tasse ma deve sottostare a determinate regole. E anche come charity è chiaro che collabora strettamente con la direzione scolastica che viene finanziata dallo stato italiano tramite il consolato generale dell’ Italia a Londra, quindi non è che stiamo a palrare di qualcosa di lontano.
Come charity esiste anche la sovvenzione e la partecipazione del governo italiano. Ci serve capire il perché di tutto ciò: in caso di insolvenza, l’immagine dell’Italia viene colpita. È un’immagine sbagliata che viene data.

Cosa ti aspetti ora?
Se ci sono delle responsabilità che vengano fuori, perché la gente ha diritto di sapere e di essere informata su quello per cui ha pagato. Mi aspetto che vengano messe delle garanzie perché situazioni del genere non si ripetano; che non venga violata la legge sul lavoro con gli insegnanti, come stava succedendo. L’Italia non può esportare lavoro nero all’estero: sono stati violati i diritti fondamentali degli insegnanti, licenziati senza un “licenziamento”. E hanno il nome del consolato generale nella loro esplicazione. Bisogna fare chiarezza e
ricostruire, ma ricostruire dalle ceneri perché si è interrotto il ciclo scolastico.


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