Il post Brexit scozzese fa arrabbiare Westminster, parola alla Corte Suprema

La stessa competenza del Parlamento di legiferare sul tema è stata messa in dubbio e contestata in Tribunale da parte dei pubblici ufficiali britannici, ma il governo scozzese continua a sostenere la legittimità della proposta.

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Londra (Giulia Faloia) – Il Parlamento scozzese ha partorito un disegno di legge sulla Brexit, ma Londra non ci sta e la Corte Suprema si infuoca.

La stessa competenza del Parlamento di legiferare sul tema è stata messa in dubbio e contestata in Tribunale da parte dei pubblici ufficiali britannici, ma il governo scozzese continua a sostenere la legittimità della proposta.

Anche assemblee di Galles e Irlanda del Nord prenderanno parte all’udienza dedicata di due giorni, avendo appoggiato la Scozia nella proposizione del disegno di legge.

Il Presidente del Parlamento scozzese Ken Macintosh ha scritto un promemoria ufficiale in cui ha contestato la sussistenza della competenze del Parlamento in questa materia.

Di opinione diversa il Lord Advocate James Wolffe, massimo consulente legale del governo scozzese, secondo il quale il disegno di legge era stato progettato per non contrastare con le leggi dell’Unione Europea.

Lo scompiglio provocato dalla mossa scozzese ha portato i consiglieri governativi britannici senior a chiedere alla Corte Suprema di esaminare il disegno di legge per verificare che sussista certezza giuridica sulla sua validità.

I giudici della Corte ascolteranno i rappresentanti legali dei governi scozzese e britannico, insieme al consulente generale per il Galles e al procuratore generale dell’Irlanda del Nord, che hanno presentato osservazioni come parti interessate.

Entrambi gli Stati infatti, attraverso i loro rappresentanti, hanno sostenuto che a Holyrood dovrebbe essere consentito di legiferare sulla Brexit.

Mercoledì sarà la seconda giornata di udienza, ma una sentenza definitiva è attesa solo più tardi nel corso dell’anno.

 

Il disegno di legge, conosciuto con il nome di “continuity bill” era stato approvato attraverso procedure di emergenza e, secondo Lord Keen, Avvocato Generale per la Scozia, si tratterebbe di una manovra incompatibile con lo UK Act, contrastando con lo scopo primario delle manovre pre Brexit, cioè la creazione di un singolo gruppo coeso di leggi.

I giudici avranno una triplice scelta: potranno approvare il continuity bill per intero, respingerlo o approvare solo alcune parti.

Il punto centrale sul quale sia governo inglese che scozzese non sono riusciti a trovare un accordo è la gestione dei poteri di Bruxelles dopo che il Regno Unito lascerà l’Unione Europea nel marzo 2019.

Holyrood sostiene che dare il completo controllo decisionale a Westminster comporterebbe un abuso di potere da parte inglese mentre, dall’altra parte del ring, i ministri della Whitehall non vogliono lasciare potere di veto alla Scozia.

Il governo scozzese ha inoltre dichiarato che non considererà altre proposte di legge sulla Brexit da parte inglese finché la situazione non sarà risolta.

 

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