Londra (Rosita Pirulli) – Il Regno Unito non può lasciare l’UE senza un accordo secondo il vice Primo Ministro irlandese, Simon Conveney, perciò suggerisce di estendere la procedura dell’Articolo 50. 

Il timore, per molti, di attuare il divorzio con un ‘no deal’ diventa sempre più grande, soprattutto dopo la pubblicazione dei White Papers che – secondo alcuni ministri – metterebbero a rischio l’unione doganale e il mercato unico una volta usciti ufficialmente nel marzo 2019.

Non solo, questo recherebbe una diminuzione di esportazioni europee verso l’Inghilterra che riguardano cibo e medicinali. Non a caso l’NHS ha già informato di preparasi a fare una scorta di prodotti medici che includono: forniture mediche, vaccini, dispositivi medici, materiali di consumo clinici, prodotti ematici – in caso il ‘no deal’ dovesse avverarsi.

Ad affermarlo è stato proprio Matt Hancock – nuovo Ministro della sanità inglese –  che spera in un accordo finale prima dell’uscita definitiva. Dall’altra parte, invece, c’è una Theresa May sicura di sé, e che ribadisce ‘Don’t worry’ nel caso non ci dovesse essere un accordo, perché il Governo ha tutto sotto controllo:

“Credo che possiamo insieme raggiungere un accordo, ma prepariamoci per qualsiasi eventualità” – dice il Primo Ministro inglese 

Ma tutta questa preoccupazione potrebbe essere evitata, secondo il vice primo ministro irlandese – Simon Conveney –  che ribadisce l’idea di estendere l’Articolo 50 se questo serva a favorire una stipulazione di buoni rapporti tra UK e UE. Tuttavia, la risposta di Downing Street n.10 è stato subito un chiaro e decisivo ‘no’. 

Simon Conveney, a sua volta conferma che questa non è una nazione che può permettersi di uscire senza un accordo, e i White Papers, secondo il vicario irlandese, sono già un chiaro tentativo di creare una relazione con l’UE, che prima era poco visibile perché “l’Inghilterra negoziava con se stessa” – ha poi aggiunto.

Ora invece Conveney vede il Regno Unito pronto ad assumere un vero e proprio primo approccio con l’UE, nonostante Conveney non supporti molte delle proposte enunciate sui White Papers.

Tra questi, quello con maggiore dissenso è l’accordo doganale “facilitato” proposto dalla May, definito come “complesso”, in quanto comporterebbe la raccolta di diverse tariffe, con domande sulla loro applicazione, la supervisione e la risoluzione delle controversie.

Nonostante finora tutti stiano parlando ed ipotizzando il futuro, piccole certezze non si avranno prima della pausa estiva di quest’anno quando  negoziatori cercheranno di trovare compromessi per ottenere il sostegno alle proposte di Theresa May stipulate settimane fa a Chequers. 

 

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