Londra – pochi giorni fa, esattamente il 23 luglio, è iniziato il processo di liquidazione dell’ente gestore COASIT di Londra ( ormai nell’occhio del ciclone da tempo).

Un gruppo di avvocati inglesi ( i liquidatori della società è David Rubin & Partners) specializzati in casi incresciosi come questo e di compagnie fallite, si sono riuniti chiamando al banco gli attori del Coasit con il suo Presidente Silvestro de BESI, alcuni degli insegnati, e rappresentanti dei genitori.

De Besi che, tra le altre cose, c’è da chiedesi cosa c’entra con un organo scolastico una persona di spicco nel campo finanziario,  come e perche’,  è stato fatto presidente del Coasit? Visto che  è sempre stato ( ed è ancora oggi)  un uomo di alta finanza. Infatti dopo aver lavorato per 2 anni nella sua azienda di brokeraggio familiare in Italia all’inizio della sua carriera, si è trasferito a Londra dove si è formato con CT Bowring e poi con Prudential. Nel 1984 è entrato a far parte di Roger Bramble presso Chandler Hargreaves Whittall e 9 anni dopo hanno fondato insieme la  BDB Ltd.

Durante il dibattito i liquidatorti hanno puntato il dito anche contro il Consolato di Londra il quale, in tutti questi anni, poteva sicuramente monitorare meglio i soldi destinati.   I liquidatiori si fanno una domanda lecita : ” ma come è possibile che in 37 anni di attività e 10 di charity i bilanci sono sempre stati regolari e solo ora la “bomba è Esplosa”?

Già una domanda sensata a cui qualcuno, onesto, dovrebbe rispondere, qualcuno che dovrebbe avere il coraggio di dire se è stata fata una male amministrazione negli anni, oppure siamo davanti al solito mangia mangia italiano?

Per ora c’è ancora molta reticenza da parte del Consolato che sta però analizzando con cura tutti i bilanci per uscire, si spera, con una dichiarazione che possa fare luce sulla vicenda.

Ricordiamo che 5000 ragazzi, 2000 famiglie e 56 insegnati, sono le ” vittime” silenziose di una vicenda che rischia di finire dimenticata e sepolta come sempre accade in un sistema italiano marcio da anni, anche all’estero. Sia chiaro tutti sono dispiaciuti, in primis il presidente del COASIT, i genitori, ma il dispiacersi in questi casi diventa un placebo inutile.

Dove sono finiti i soldi?, chi pagherà i debiti per esempio delle Aule dove i corsi di italiano venivano fatti? Aule prese in affito da scuole inglesi, che pare da indiscrezioni che il costo si aggiri intorno alle 35mila sterline? Chi pagherà gli stipendi degli insegnati che da Aprile non prendono lo stipendio, per non parlare degli arretrati, ferie etcc?

Secondo la commisione di avvocati inglesi, il Consolato dovrebbe rispondere a queste domande. Il Coasit ormai è come una scatola vuota , un contenitore vuoto dove ci sono solo gli echi di chi a preso i soldi e non si sa dove gli a messi.

Il Coasit era da considerarsi la parte finanziaria , l’ente gestore delle finanze che dovevano coprire le spese elencate prima, ma che non sono mai state fatte.

I membri del Coasit, intanto, con la liquidazione hanno cessato il loro incarico e, in relazione al tipo di ‘charity’ per il diritto inglese, hanno dovuto pagare solo una sterlina per il fallimento .

Il presidente del Coasit, più volte contattato dalla nostra redazione, si e’ sempre mostrato disponibile per una intervista, ma ha sempre rimandato a tempi migliori. Ma qui i tempi piu’ che migliori ci sembrano peggiorati, e gli avvocati inglesi non si accontenteranno di chiudere il tutto con una sterlina, o altro, ma andranno in profondita’ come doveva essere stato fatto in passato dai Consoli e dagli uffici amministrativi Consolari.

Anche il Comites ( comitato degli italini all’estero) che (come ci ha spiegato il presidente Pietro Molle)  ha anche un ruolo istituzionale previsto dall’art. 2 della legge istitutiva n. 286 del 23 ottobre 2003, poteva sicuramente monitorare meglio la questione negli anni, e sopratutto negli ultimi anni, visto che alcuni membri del Comites erano e sono parte del COASIT. C’è da chiedersi a questo punto veramente a cosa servono o meglio, se potrebbero essere riformati migliorando la loro efficenza.

E’ chiaro che qualcosa non quadra, non c’è chiarezza ma solo parole che vogliono soffocare altre parole o far sparire carte scomode. C’è Sempre una relazione stretta tra Comites, Consolato e Coasit, che anche per gli avvocati Liquidatori sono gli organi che dovevano lavoarre insieme per moniotrae e mantenere in attivo il tutto. Hanno lavorato, ma pare che abbiamo lavorato male o non c’e’ stata forse una atenzione seria dalle istituzioni . Il presidente del Coasit De Besi ha portato in sede di assemblea liquidatoria, le 11 lettere presentate al Consolato alle quali  non e’ mai stato dato risposta da parte del Console. La questione non è certo chiusa, anzi è appena iniziata.


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