Londra (Giulia Faloia) –  Mercoledì prossimo un importante colloquio attende USA e UE e la tensione è già palpabile.

Lo scopo è quello di evitare una guerra commerciale che porterebbe a conseguenze importanti per entrambe le parti, ma i toni sembrano già accesi.

Il Presidente americano Donald Trump ha infatti già dichiarato che “le tariffe commerciali sono le più alte”, mettendo in allarme il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Il motivo principale del meeting è la ricerca di una soluzione alla guerra commerciale in cui Stati Uniti e Unione Europea sono coinvolti, nonostante Bruxelles non ne parlerebbe mai in questi termini.

Il Governo USA ha applicato tariffe del 25% sull’importazione di acciaio dall’Europa e del 10% sull’alluminio, giustificando le manovre con la difesa della sicurezza nazionale. 

L’UE, da parte sua, non ha mancato di rispondere con la stessa moneta, applicando prelievi sulle esportazioni americane per un valore di oltre tre miliardi di dollari.

Come era ovvio aspettarsi, la risposta di Trump non ha tardato ad arrivare, lapidaria e senza possibilità di fraintendimento: “Se queste tariffe e barriere non verranno presto eliminate e rimosse, metteremo una tariffa del 20% su tutte le loro macchine che entreranno negli Stati Uniti. Costruitele qui!”.

L’UE, da parte sua, ritiene che la giustificazione americana per l’applicazione delle tariffe sia ridicola e la questione è finita all’attenzione dell’Organizzazione mondiale del commercio.

La Commissione europea ha già inviato alle autorità statunitensi un documento di 11 pagine che sostiene che prendere di mira le case automobilistiche europee sarebbe controproducente perché 120.000 posti di lavoro americani sono direttamente dipendenti da loro.

La Commissione europea ha affermato che il viaggio fa parte di un “dialogo” volto a “sdrammatizzare” la situazione. Non sembra quindi che ci siano grosse speranze per una soluzione definitiva.

All’inizio delle ostilità, l’UE aveva considerato la prospettiva di un accordo di libero scambio che avrebbe tagliato le tariffe dei beni tra gli Stati Uniti e l’Europa. Tale offerta è stata tuttavia ritirata perché l’Unione europea ha rifiutato l’idea di negoziare sotto minaccia.

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