Londra ( Stefania Ricciardi) – E’ un lago simile a quelli sulla terra, solo che si trova al polo sud del pianeta Rosso: Marte, sotto uno strato di ghiaccio di 1 km e mezzo. La scoperta, che ha fatto il giro del mondo è stata fatta da italiani : Enrico Flamini, Professore di Planetologia presso l’Università di Chieti-Pescara, Elena Pettinelli Responsabile del Laboratorio di Fisica Applicata alla Terra ed ai Pianeti dell’Università degli studi Roma Tre e , Roberto Orosei Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e responsabile scientifico del radar MARSIS.

Ed e’ proprio grazie a MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), un radar italiano installato a bordo della sonda europea Mars Express che è stato possibile fare questa importante scoperta. Marsis invia delle pulsazioni che vengono riflesse ( come una sonda radar) con intensità diverse a seconda dei materiali che incontrano sul suolo marziano, fino a 3-4 chilometri di profondità.

Per 12 anni la sonda Marsis è passata centinaia di volte sulla parte sud del Pianeta, senza rivelare nulla, fino a un giorno fa’, quando i sensori hanno rivelato la presenza d’ acqua.

Acqua che potrebbe ospitare forme di vita di batteri estremofili, paci di cavarsela anche al freddo e al buio , proprio come nei laghi sulla Terra in Groenlandia o  in Antartide.

Come è possible che possa esistere acqua liquida a tale profondità? Per il solito motivo per cui accade sulla Terra , una giusta combinazione di  pressione del ghiaccio sovrastante e la presenza di sali  (magnesio, calcio e sodio sono elementi di cui è ricco Marte)  permette all’acqua di restare nello stato liquido nonostante il freddo.

Su Marte avevamo gia’ visto ghiaccio e gas liquido, erano come degli indizzi importanti, delle prove che doveva esserci qualcosa di piu’.  Trovare acqua, essenziale per la vita, apre e in parte conferma la teoria che su Marte in passato c’erano sicuramente forme di vita e forse in quel lago c’è ancora vita.

Ovviamente non sappiamo ancora nulla, ma le grandi conquiste si fanno per piccoli passi. Il problema ora è raggiungere quell’acqua, per ora impossibile, in quanto non abbiamo i mezzi per arrivare fin lì, dice il professor Roberto Orosei,  MARSIS “Marsis ha fatto altre osservazioni simili, ora siamo nella fase in cui dobbiamo monitorare e mappare questi laghi, che per ora sembrano concentrarsi ai Poli” continua il professor Orosei.

I solchi sulla superficie di Marte sono la testimonianza che in passato era ricoperto di mari, fiumi e laghi, il problema e il mistero più grande è capire dove è finita tutta questa acqua e perché è scomparsa.

Laghi subglaciali come quello trovato su Marte esistono in Antartide e sono vecchi 30 milioni di anni. La similitudine con Marte potrebbe aprire orizzonti straordinari e finalmente far scoprire forme di vita che sicuramente in quel lago trovato su Marte sottoforma di batteri esiste. E’ solo li per farsi scoprire.

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