Londra (Giulia Faloia) – Il folle amore dell’Inghilterra per la birra è famoso in tutto il mondo e il Festival della seconda settimana di agosto promette di confermare una così importante reputazione.

Il Great British Beer Festival si terrà al centro espositivo Olympia, in grado di ospitare più di 50000 persone che avranno la possibilità di assaggiare più di 900 diversi tipi di birra.

L’evento ospiterà oltre 350 birrerie inglesi e 30 diversi bar, insieme a giochi tradizionali da pub e all’immancabile street food di Londra.

Il festival, conosciuto anche come GBBF, sarà una manifestazione a tutto tondo e darà anche la  possibilità di partecipare a degustazioni di birra accompagnati da tutor previa prenotazione. Sarà un giro tra i migliori pub d’Europa e degli Stati Uniti.

Da quest’anno, per la prima volta, ci sarà un punto dedicato agli amanti del caffè che vorranno prendersi una pausa tra una pinta e l’altra. O tra un calice e l’altro, visto che per la seconda volta nella storia del Festival si potrà assaggiare una ricca selezione di vino e gin.

Presenti all’appello anche molte birre italiane, tra cui: Almond ’22, Alto Tevere, Baladin, Barley, Bi-Du, Birranova, Birrificio Italiano, Bruton, Canediguerra, CR/AK, Croce di Malto, East Side, Elvo, Extraomnes, Foglie d’Erba, Hammer, Hilltop, HopSkin, Klanbarrique, Lambrate, Loverbeer, Mastino, MC-77, Menaresta, Montegioco, Retorto, Rurale, Vetra.

L’importante partecipazione italiana al Festival non fa altro che confermare il trend più che positivo delle esportazioni di birra in Inghilterra. Nei primi otto mesi del 2017 infatti, i frutti del luppolo nostrano ha prodotto un giro d’affari che ha sfiorato i 40 milioni di euro.

Data la mole di birre provenienti da tutto il mondo, Stivale compreso, c’è da chiedersi cosa succederà dopo la Brexit. Se la sterlina dovesse perdere ulteriormente valore infatti, l’export nel Regno Unito sarà un problema per tutti.

Anche da parte delle esportazioni made in England si potrebbe verificare un stop forzato. Nel 2016 infatti, Londra ha movimentato 135 milioni di container di fusti e 362 milioni di casse di bottiglie, per un totale di 1,05 miliardi di pinte esportate. Il Regno Unito si è quindi confermato secondo produttore europeo dietro la Germania, rappresentando il 13% di chiare e scure in giro per l’Europa. 

Fermo restando le diverse declinazioni che i rapporti tra UK e UE potranno prendere con o senza accordo, il19 marzo 2019 quello britannico sarà considerato uno Stato terzo, fuori dall’Ue e dal mercato unico. Un problema considerevole, dal momento che il 63% delle vendite di prodotti Made in UK avviene sullo stesso mercato.

Gli effetti della Brexit si sentono anche nel quotidiano e quello della birra sarà sicuramente uno dei settori che ne risentirà, quindi meglio godersi il Festival di quest’anno e fare scorte per il futuro. 

La scelta sarà vastissima non solo grazie alla sede principale nell’Olympia, ma anche ai numerosissimi pub di Londra disseminati per tutta la città, che daranno libera uscita a fiumi di birra, in puro spirito British.


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