Londra (Giulia Faloia) – Renzo Piano è uno dei tanti orgogli italiani che hanno lasciato la propria traccia nei diversi angoli del mondo: Parigi, Oslo, New York, Tokyo e Londra. 

Proprio per questo Londra, il prossimo 15 ottobre, ospiterà l’architetto per una serata in cui discuterà del suo lavoro, della sua filosofia e della sua vita, nella splendida location della Royal Academy a Piccadilly.

I primi passi però li ha compiuti in Italia, fino ad ottenere gli incarichi per la Triennale di Milano, per la Olivetti a Torino e per il padiglione dell’industria italiana all’Expo di Osaka. 

Il primo incarico all’estero l’ha ottenuto proprio in Inghilterra, a Cambridge, nel 1968, all’età di 31 anni. Dopo numerose modifiche apportate da mano diverse, quello che oggi rimane è il Grafton Centre, il più importante centro commerciale della città inglese, che domina Fitzroy Street e Burleigh Street.

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Seguendo l’ordine temporale, arriviamo a quella che forse è la sua opera più famosa a Londra: The Shard, “la Scheggia”, il grattacielo più alto dell’Unione Europea.

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L’opera di Piano sorge a Southwark – un quartiere di Londra che si affaccia sul Tamigi – e vanta ben 310 metri d’altezza. Ha la forma di una piramide irregolare e il rivestimento è completamente di vetro.

Alla fine dei lavori il costo totale dell’opera è arrivato a 435 milioni di sterline, pari a più di 560 milioni di euro. All’interno si trovano 72 piani abitabili su 87 totali, per 111mila metri quadri calpestabili. Inoltre, il grattacielo è diventato uno dei punti di riferimento più riconoscibili di Londra, ben visibile da tutti gli angoli della città e perfettamente integrato con essa, facendo coesistere l’anima antica della City con quella più moderna.

La bellezza delle opere di Renzo Piano sta anche nella loro diversità.

Rispetto allo Shard, il Saint Giles Court, o Central St. Giles, è edificio completamente diverso, in cui il colore la fa da padrone. 

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Inaugurato nel 2010, si tratta di un gruppo di edifici che sorgono tra Covent Garden e Bloomsbury, al posto della vecchia sede dei servizi segreti britannici. I vari palazzi hanno altezze diverse tra loro, orientamento variabile, diverso rapporto con la luce naturale e soprattutto diverso colore. Complessivamente, il progetto coinvolge 39mila metri quadri di uffici, 11 negozi e ristoranti e 109 appartamenti. Inoltre, all’interno del complesso sorge una piazza da 2mila metri quadrati.

Nel 2014 è invece stato inaugurato l’ultimo edificio completato finora a Londra su un progetto di Renzo Piano: The News Building, che ha sostituito il precedente nome di London Bridge Place.

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Sembra quasi il fratello minore di The Shard, dal momento che sorge a pochi metri da esso, nello stesso quartiere, con l’intenzione di fargli da contraltare e guadagnandosi il soprannome di “The Baby Shard”, con i suoi 17 piani da quasi 3mila metri quadri ognuno.

Deve il suo nome alla News UK, un importantissimo editore britannico ora di proprietà straniera, che fa capo alla News Corporation di Rupert Murdoch. Nell’edificio, infatti, hanno sede tutte le testate controllate dalla società: l’edizione inglese del Wall Street Journal, il Times, il Sunday Times, The Sun e gli uffici dell’editore HarperCollins.

Nel 2013 invece è stato avviato un progetto non ancora concluso: la Fielden House. La “casa” dovrebbe sorgere in St. Thomas Street, integrandosi bene nel contesto storico della zona e ricollegandosi allo Shard e al News Building.

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Il progetto prevede una torre da 26 piani, più alta del News Building, ma meno estesa orizzontalmente. La struttura dovrebbe contenere 150 appartamenti ed essere a prevalente uso abitativo.

Quella di ottobre è quindi un’occasione d’oro per tutti gli appassionati di architettura e per i fan di Renzo Piano, che ancora una volta visiterà la sua amata Londra.

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