Londra (Giulia Faloia) – Brexit porta Brexodus. Sono infatti sempre più numerose le banche e le imprese che abbandonano il Regno Unito in vista della sua uscita dall’Unione Europea.

Secondo il Financial Times, il Tesoro e la Banca d’Inghilterra sono ormai ai ferri corti riguardo le politiche da attuare a Londra dopo l’ormai famigerato marzo 2019.

Il cancelliere Philip Hammond ha dichiarato di voler mantenere una linea conforme a quella dell’Unione Europea, in modo da poter garantire libero accesso al mercato.

Tuttavia, la Banca ha intenzione di evitare qualsiasi orientamento che la ridurrebbe ad una mera esecutrice di regole, senza avere un ruolo decisionale attivo.

Al momento giungono voci discordanti riguardo i rapporti che intercorrono tra le parti. Il Daily Telegraph ha infatti riportato che la situazione in questo senso è pessima, mentre una fonte anonima del Tesoro ha dichiarato al Times che il dipartimento mantiene un ottimo rapporto di lavoro con la Banca.

Che la situazione di banche e dipendenti sia critica è ormai chiaro, soprattutto nell’ipotesi di una Hard Brexit. A lanciare l’allarme, recentemente, era stato il ministro per la Brexit Dominic Raab, che nella “guida” online alle imprese e alle famiglie, oltre a fornire consigli, aveva anche ipotizzato possibili scenari nel caso di un no-deal. 

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Secondo Raab infatti, nel caso in cui le banche britanniche dovessero essere tagliate fuori dai sistemi di pagamento europei, “i clienti potrebbero trovarsi di fronte a tariffe maggiorate e a tempi di elaborazione più lunghi per le transazioni in euro”. E aggiunge che anche i costi del pagamento con carta di credito tra Regno e Unito e Ue, con ogni probabilità, potrebbero aumentare.

Il ministro ha inoltre aggiunto che potrebbero verificarsi problemi per i clienti di banche che si trovano nel Regno Unito, ma che vivono nei Paesi dell’Unione Europea. Infatti, nel caso in cui si dovesse realizzare una Hard Brexit, gli stessi clienti “potrebbero perdere la facoltà di accedere a servizi di prestito e deposito e a contratti di assicurazione”.

La trafila di istituti bancari pronti a lasciare la Gran Bretagna è iniziata ormai da tempo ed è destinata a lasciare una lunga scia di consensi. 

Uno degli ultimi grossi colpi all’economia britannica è targato Hsbc, che ha annunciato la concentrazione delle attività in Europa, finora controllate dalla City, sulla filiale francese. La sede di Londra perderà così il controllo di sette succursali europee che saranno gestite da Parigi: Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna.

L’elenco delle banche che lasceranno il Regno Unito è quindi destinato ad allungarsi. In molti hanno infatti intenzione di spostarsi nel Vecchio continente, principalmente in Germania, Francia, Spagna, Irlanda e Danimarca.

Quindi, mentre il ping pong di proposte tra Londra e Bruxelles continua ininterrottamente e sembra sempre più propenso alla chiusura del match con un no-deal, la minaccia del Brexodus si fa di giorno in giorno più concreta e per parecchi è già realtà.

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