Londra (Giulia Faloia) – Il programma post Brexit continua a creare dibattiti e il partito conservatore si spacca.

L’ex ministro junior per la Brexit Steve Baker ha infatti dichiarato che 80 deputati conservatori sarebbero pronti a votare contro il piano di Theresa May. 

I contrari al progetto sono infatti convinti che l’approccio del Primo Ministro sia eccessivamente filoeuropeo, non lasciando abbastanza spazio ad eventuali accordi bilaterali.

Il commercio è ovviamente la prima preoccupazione del Governo e la scelta tra mantenere un buon rapporto con l’Unione Europea e chiudere quasi di netto per favorire le relazioni con altri Stati è il leit motiv della politica inglese dal giorno del referendum. 

Il tema verrà discusso come argomento principale in occasione della Conferenza annuale dei conservatori alla fine del mese.

La situazione del partito è così critica che i sostenitori della May sono arrivati al punto di cercare l’appoggio dei laburisti. Tuttavia, se alla fine si dovesse davvero concretizzare un’alleanza tra le due parti, sarebbe evidente che quelli nel partito conservatore non sono più solo scricchiolii, ma veri e propri crolli.

Baker ha inoltre dichiarato che sembra stia diventando sempre più difficile trovare una soluzione alla spaccatura già abbastanza profonda all’interno del partito. 

A differenza di Johnson inoltre, che puntava alla posizione di Primo Ministro a sua volta, Baker sostiene di non avere mire di questo tipo, ma di essere preoccupato per il destino della propria ala politica.

Il ministro alla Giustizia David Gauke invece è di opinione diametralmente opposta e ha espresso tutto il proprio disappunto per la posizione di Baker. 

Gauke ha infatti sostenuto che i compromessi in un processo di questa portata sono imprescindibili e che Baker – così come tutti coloro che condividono la sua posizione – non ha proposto soluzioni alternative al piano della May.

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