Londra (Caterina Moser) – “We want you to stay” è stato ripetuto più volte durante l’incontro “Brexit and the Rights of European Citizen” all’Ambasciata italiana a Londra.  

L’ambasciatore italiano Raffaele Trombetta ha invitato i cittadini italiani ad un momento di confronto con figure autorevoli del governo inglese.  

Sono intervenute l’ambasciatrice britannica in Italia Jill Morris e la ministra Suella Braverman, Sottosegretaria del Department for Exiting the European Union. Subito dopo, una sessione di Q&A con Chris Jones, il direttore di Justice, Security and Migration e Mark Doran, direttore deputato del Dipartimento EU Exit Immigration strategy moderato da Alessandro Motta, Deputy Head of Mission.

In apertura, l’ambasciatore italiano Raffaele Trombetta ha sottolineato la vastità e l’importanza della comunità italiana in Gran Bretagna. Proprio per questo motivo, sono necessari momenti di confronto come questo, per fare chiarezza sugli impatti della Brexit verso tutti i cittadini e le cittadine, gli studenti e i lavoratori italiani che vivono in Uk. 

La parola passa poi all’ambasciatrice britannica in Italia, Jill Morris, che in primis ha voluto ringraziare tutti gli italiani. “Voglio rendere omaggio al contributo che hanno dato gli italiani alla nostra cultura, economia e società” ha ripetuto anche in italiano. 

L’ambasciatrice ha sottolineato che si tratta di un periodo incerto e molto difficile, e proprio per questo motivo bisogna fare in modo che la relazione tra Gran Bretagna e Italia si rinforzi e diventi più profonda. 

Una relazione che non deve essere realizzata solo a livello politico ed economico, ma anche, e soprattutto, a livello personale. Infatti, le storie degli italiani in Gran Bretagna, così come quelle degli inglesi in Italia sono interessanti e devono essere condivise. A tale proposito, ha presentato un nuovo progetto, #Migrantsbritish. Un podcast che racconta storie personali di emigrazioni.

A rinforzare i ringraziamenti nei confronti del contribuito degli italiani in Uk è stata anche la ministra Suella Braverman, sottosegretaria del Department for Exiting the European Union.

Ha ringraziato l’Ambasciata italiana a Londra per questo evento, perché si tratta di momenti fondamentali per poter informare, assistere e aiutare i cittadini italiani. Il governo inglese ha bisogno di momenti come questi. 

La storia di connessioni tra Italia e Uk è lunghissima. Da sempre gli italiani si sono spostati in Gran Bretagna per studiare e lavorare. Lo stesso vale per gli inglesi, che passano del tempo in Italia per studiare la sua architettura, cultura e letteratura. La cultura italiana è sempre stata d’ispirazione, basti pensare all’esperienza di Shakespeare.  

La ministra Braverman ha continuato ad elencare tutto ciò che ama dell’Italia: oltre alla cultura, il cibo, la moda, il vino e il design. (Ha pure svelato che sarà presto in Italia per la sua luna di miele sulla Costa Amalfitana, e non vede l’ora). 

3 milioni di italiani visitano la Gran Bretagna ogni anno, e lo stesso accade per gli inglesi in Italia. “Noi preserveremo questo rapporto” e ha aggiunto, citando la prima ministra Theresa May, “anche se lasciamo l’Unione Europea, non lasciamo l’Europa”. 

Gli italiani sono una parte importante della comunità inglese e il governo inglese vuole dimostrare, anche con incontri come questo, che vuole mantenere e rafforzare le connessioni tra i due stati. 

La seconda parte è stato un momento informativo nel quale Chris Jones, direttore di Justice, Security and Migration al dipartimento EU Exit Immigration strategy, ha presentato a bozza del negoziato di uscita dall’Unione Europea focalizzandosi sui diritti dei cittadini. 

È possibile trovare il testo della bozza sul sito del governo, così ognuno è libero di consultarlo. In ogni caso, Jones ha voluto sottolineare che gli italiani che sono in Gran Bretagna prima dell’effettivo divorzio Ue-Uk, possono continuare la loro vita normale come studenti e lavoratori. Gli accessi all’Università rimangono gli stessi e le qualificazioni raggiunte continuano ad essere legali. 

A seguire, ha preso la parola Mark Doran, direttore deputato del Dipartimento EU Exit Immigration strategy, che ha presentato il “EU settlement scheme”, ossia il form che dovrà essere compilato da tutti gli italiani che vorranno rimanere in Gran Bretagna dopo il 31 dicembre 2018. 

Per compilare il form è necessario completare tre step:

  1. Dimostrare la propria identità. È sufficiente possedere un passaporto europeo o una carta d’identità nazionale;
  2. Portare una prova della propria residenza;
  3. Dichiarare di non avere precedenti penali;

La misura avrà un costo di £65 e £32,50 per i ragazzi sotto i 16 anni. Sarà gratuito in determinate condizioni. Per tutte le informazioni, è possibile visitare il sito eucitizensrights.campaign.gov.uk.

In chiusura, l’ambasciatore Raffaele Trombetta ha ripreso alcune delle domande e dei dubbi che sono emersi durante la Q&A. 

La preoccupazione, tra tutte, di un no-deal. L’ambasciatore ha sottolineato il fatto che è necessario ricevere più informazioni a riguardo per essere pronti ad affrontare questa eventualità. 

È anche importante considerare coloro che non si registreranno e non compileranno l’EU Settlement Scheme per i più svariati motivi. Non bisogna escludere che qualcuno non sarà nemmeno informato a riguardo. 

E riguardo al futuro? “Questo evento ci ha mostrato la forza della comunità italiana a Londra. È necessario che la Gran Bretagna e l’Italia preservino il loro legame e facciano in modo che non venga colpito in nessun modo” ha concluso l’Ambasciatore Trombetta. 

Dunque, l’informazione prima di tutto. Ben vengano conferenze e momenti di confronto per fare chiarezza, o tentare di farla. Per usare le parole dell’ambasciatrice Jill Morris “affiché la Brexit non ci separi”. 

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