Londra (Giulia Faloia) – A un mese dalla tragedia del ponte Morandi, esattamente alle 11.36 del 14 settembre, Genova si ferma per un minuto di silenzio, in omaggio alle 43 vittime del crollo.

Oltre alle sirene delle navi e ai rintocchi delle campane non si percepisce il minimo suono. Saracinesche abbassate, taxi e bus spenti, persone ferme in strada per 30 secondi di raccoglimento. Anche il governatore Toti, il sindaco Bucci, il prefetto Fiamma Spena, il vicario mons. Anselmi, il sottosegretario Rixi e il presidente del consiglio Regionale Alessandro Piana hanno osservato il minuto di raccoglimento, insieme ai parenti delle vittime e ad alcuni sfollati.

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha dichiarato: “Per noi genovesi il crollo del Morandi è stata una tragedia terribile. Come ground zero per New York, città che ha saputo uscire dal disastro molto bene. Noi vogliamo fare la stessa cosa. Genova non è in ginocchio. Oggi ricordiamo le vittime e pensiamo alla ricostruzione per uscire dalla tragedia con la città più forti e grande di prima”.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha inoltre aggiunto: “La giustizia è la prima cosa, sapere cosa è successo, cos’ha prodotto una cosa così. La procura sta facendo uno straordinario lavoro e l’aula di giustizia ci dirà cosa è successo”.

La prima preoccupazione adesso è proprio la sistemazione degli sfollati e la ricostruzione della ferita di Genova. Il consigliere comunale Sergio Gambino, delegato alla Protezione Civile, ha parlato dell’istallazione dei primi sensori di stabilità che permetteranno il rientro degli sfollati nelle proprie abitazioni per recuperare gli oggetti personali.

Gambino ha infatti spiegato: “Per noi è fondamentale che i sensori siano montati in tempi brevi – ha detto Gambino – perché così avremo la possibilità di monitorare il ponte e daremo agli sfollati la possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni per recuperare gli oggetti personali. Sarà una programmazione abbastanza lunga noi speriamo entro 20 giorni di dare a tutti questa possibilità almeno due volte per un’ora e mezza”.

Lo stesso consigliere ha però aggiunto che saranno necessari specifici tempi tecnici e che non è possibile prescindere dagli stessi: “Nel momento in cui ci verrà dato l’ok noi inizieremo subito a far recuperare i beni primari per le famiglie. Non so bene in quanto tempo verranno montati i sensori, sono circa 300 e comunque sarà un’operazione estremamente complessa di cui si occuperanno i vigili del fuoco, ovviamente dipenderà anche dal tempo”.

Anche le istituzioni statali hanno rilasciato dichiarazioni per l’occasione, in particolare il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ha ribadito: “Non abbiamo mai neanche per un istante abbandonato l’idea di andare avanti per la decadenza della concessione ad Autostrade per l’Italia. La procedura di revoca va avanti e penso che nei prossimi mesi potremo arrivare a delle conclusioni. Loro hanno schiere di avvocati, ma anche lo Stato ha i suoi”. Il ministro ha tuttavia specificato che si vedrà “caso per caso” quali tratte autostradali nazionalizzare, a partire dalla “A10” Genova-Ventimiglia.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato la situazione genovese, auspicando mosse concrete per il bene della città: “Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti”, aggiungendo inoltre che: “La città è stata colpita da una tragedia inaccettabile e ricostruire è un dovere. Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione”. 

Il Presidente non ha risparmiato parole d’encomio per chi si è impegnato in prima persona nei soccorsi: “Quella stessa solidarietà, alta, responsabile, coraggiosa, disinteressata, che ha caratterizzato i genovesi e i soccorritori”, ha affermato, è “la chiave di volta per superare la condizione che si è creata”. Parlando dell’impegno statale, ha inoltre aggiunto: “Serve un impegno collettivo, nazionale e locale, pubblico e privato. Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. Bisogna farlo in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza. Con unità di intenti e visione lungimirante. Partendo dal ricordo delle vittime, dai bisogni primari di quei cittadini che hanno perso tutto. E accompagnando via via la ripartenza con provvedimenti che sostengano l’impegno dei cittadini, delle imprese, del mondo del commercio e dell’economia”.

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