Londra (Grazia Losole) – Se la scorsa settimana Theresa May era stata investita da un’ondata di scalpore per aver accennato ad un prolungamento del periodo di transizione post-Brexit deal, durante questo lunedì mattina il vento è diverso.

Il Primo Ministro inglese si prepara alla riunione della Camera dei comuni, pronta ad affermare di aver sistemato il 95% del deal per il divorzio fra Regno Unito ed Unione Europea previsto per il marzo prossimo.

Il problema più grande resta il confine irlandese. Tuttavia, questioni come l’accordo per Gibilterra, la base miliare inglese a Cipro ed un meccanismo di risoluzione per dispute future sembrano essere state risolte dalla May ed è questo che il Primo Ministro comunicherà oggi al Parlamento.

Intanto, lo scorso sabato circa 670.000 persone hanno marciato per le strade di Londra per chiedere un referendum sul deal finale sulla Brexit. Il motivo principale che ha spinto gli organizzatori di #PeoplesVote a proporre la marcia è la loro consapevolezza del fatto che, se quel 52% di persone che ha votato per il Leave fosse stato consapevole delle reali implicazioni della Brexit, il risultato del primo referendum sarebbe stato diverso.

I sostenitori sia del Leave che del Remain hanno unito le forze contro un governo che sta “fallendo sulla Brexit”. “La battaglia non è ancora vinta” si legge stamattina sull’account Twitter @women4PV (Women for a People’s Vote).

L’invito è quello ad agire e a scrivere direttamente ai Membri del Parlamento. Come? Attraverso la piattaforma https://www.peoples-vote.uk/write_this_wrong così da mantenere la “pressione” sulla possibilità di un secondo referendum.

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