Londra ( Francesco Lomonte)  – La fazione piu’ dura dei Tory sperava in una Therebrexit, una dimissione del primo ministro, e invece il primio ministro va avanti convita che l’accordo trovato e’ il meglio del peccio, e cioe’ del no-deal.

In attesa del voto ( che potrebbe avere come data il 20 Novembre) che molti gia’ vedono di sfiducia, ecco i nuovi ministri che prendono il posto degli ex, che hanno dato il colpo di grazia al governo conservatore. I quattro che lasciano ( li ricordiamo) sono – quello per la Brexit Dominic Raab, quello per l’Irlanda del Nord Shailesh Vara, quella del Lavoro Esther McVey e la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman , si sono sentiti “offesi” dagli accordi trovati che vedono l’UK ancora “schiva” dell’EU.

Ma la May non puo’ perdere tempo, ed ecco che in aiuto arrivano i nuovi piu’ o meno fedeli alla premier, ma pronti per salvare i cocci : Stephen Barclay è stato nominato nuovo ministro per la Brexit ( prima erasottosegretario alla Sanità ), non una persona di spicco, ma questo e’ rimasto, è stato direttore della Barclays Bank e ha votato ‘Leave’ al referendum sul divorzio da Bruxelles. Barclay  non dovra’ negoziare,  avra’ il compito di preparare «il fronte interno» all’entrata in vigore della Brexit. Si dovra’ occupare dei piani operativi su un ipotetico «no deal» e seguire fino alla fine i trattati.

Amber Rudd come ministra del Lavoro. Qualche problema in passato dette le dimissioni da ministro dell’interno. E’  una Remainer, ma molto  fedele alla premier.

Dall’altro lato i Laburisti, iniziano a sperare in un crollo di governo, per insediare il loro leader Jeremy Corbyn e tentare in estremis in un’altro referendum per azzerare il tutto, forse scenario poco probabile. I laburisti e parte dei Tory puntano ancora il dito sul backstop perl a questione dell’Iralanda del Nord, vero zoccolo duro, e grosso problema per la nazione. Il nodo, in questo senso, è la creazione di un confine rigido, con controlli doganali su persone e merci, tra Irlanda del Nord, parte del Regno Unito, e Repubblica d’Irlanda.

Eppure in tutto qusto caos, la piu’ lucida e ferma nelle sue convizioni e’ proprio la May, ( sopprannominata da alcuni giornala la ledi di ferro dei notri tempo) e che insiste nel dire che  l’intesa concordata con l’Ue definendola la migliore negoziabile «nell’interesse nazionale»

E intanto, pero’,  c’e’ chi interviene in radio alla LBC scusandosi e pentendosi di aver votato Brexit, capendo che ha rovinato il suo paese. E si mette a piangere. Forse troppo tardi. Ecco come reagisce il conduttore:


leggi anche :

Brexit, sì del Consiglio, ma dimissioni a effetto domino

 

LEAVE A REPLY