Brexit accordo ambizioso May cerca il consenso del parlamento

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theguardian.com

Londra ( fabio costa)  Londra e Bruxelles hanno già concordato il progetto di termini dell’uscita del Regno Unito dall’UE il 29 marzo 2019.

Il primo ministro ha detto ai parlamentari che avrebbe consegnato i voti alla Brexit.

La dichiarazione politica è un documento separato per l’accordo di ritiro di 585 pagine, pubblicato la scorsa settimana, che copre la “legge sul divorzio” da 39 miliardi di UK, i diritti dei cittadini dopo la Brexit e la spinosa questione del “backstop” dell’Irlanda del Nord rimangono. Un’intesa che secondo Theresa May apre le porte a un “brillante futuro” per il Regno Unito, ma che secondo il leader laburista Jeremy Corbyn significa “una Brexit bendata”, senza garanzie per Londra e dunque da respingere risolutamente.

Il Parlamento  e la responsabilita’ storica

Ecco che la May cerca il consenso in parlamento, e insiste che l’accordo trovato e’ l’unica via giusta, l’artenativa e’ la rovina definitiva del paese. E cerchera’ in tutti i modi di mettere il parlamento sotto la gogna della responsabilita’ storica, se il paese andra’ alla rovina.

Ha paura il primo ministro del suo governo, spaccato in due e dove c’e’ una maggioranza  rosicata : in aggiunta ai partiti di opposizione, come Labour, liberaldemocratici e indipendentisti scozzesi, c’e il decisivo Dup, il partito unionista nord-irlandese che sostiene il governo, intendono votare contro. Se non cambia qualcosa, per ora la May non avrebbe la maggioranza.

Il fronte dall’Europa sembra piu’ aperto “Abbiamo raggiunto un’intesa di principio”, afferma Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, in attesa dell’approvazione formale da parte dei leader dei 27 paesi membri della Ue al summit previsto per domenica.

Theresa May sara’ a Bruxelles sabato sera per gli ultimi dettagli, fra cui il dibattito ancora aperto con la Spagna su Gibilterra.

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Lo scenario Migliore

Se il parlamento vota a farvore dell’accordo,  il Regno Unito uscirà dalla Ue il 29 marzo 2019, ma continuerà di fatto a farne parte e a rispettarne tutte le regole per un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020, che potrebbe essere prorogato fino al 2022.

Lo scenario peggiore

Il parlamento non vota l’accordo. Non ci sara’ accordo, nessun periodo di transazzione. Il Regno unito sara’ un paese Terzo. Il commercio utilizzerebbe le regole del WTO con dazi pesanti. Sarebbe una catastrofe per i mercati, la sterlina cadrebbe a picco, porti, aeroporti si riempierebbero di file di gente, l’Uk cadrebbe nel periodo piu’ buio della sua storia.


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