Londra ( Federica Antinori) Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su un Twitter, ha annunciato : “I 27 leader Ue hanno dato il via libera politico all’Accordo di divorzio” dal Regno Unito “e alla Dichiarazione politica congiunta” sulle relazioni future. Conclude con una piccola speranza, che i 27 paesi, in ogni caso di voler stabilire una relazione “più stretta possibile” con Londra dopo il divorzio.

Giorno Triste

“E’ un giorno triste, non è un momento di gioia, ma una tragedia, perché un grande Paese lascia l’Unione europea. Ma abbiamo trovato un accordo con la Gran Bretagna, che è il migliore possibile” lo dice il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che per la volta, forse, si rende conto che la Gran Bretagna si sta staccando da un’Europa, fragile, problematica, e alla deriva.

Dello stesso avviso e’ Macron: “Credo che sia un buon accordo, ma le relazioni future restano da definire nei prossimi mesi, con lo stesso metodo. L’Ue ha delle fragilità e ha bisogno di una rifondazione”.

L’accordo sulla Brexit è “un passo importante per rendere possibile un’uscita ordinata del Regno Unito dall’Ue, “sono ottimista”. Lo ha dichiarato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, evidenziando che però “il risultato deve essere approvato dal Parlamento britannico e nessuno può prevedere come andrà a finire”.

Maty scrive una lettera alla Nazione

Theresa May, amata e criticata e’ ancora in piedi con la schiesa dritta, e  con una lettera alla nazione spiega che questo accordo e’ il miglior passo per far ritornare la Gran Bretagna grande, e chiede sostegno  e fiducia. E continua la premier, che “deve segnare il punto in cui mettiamo da parte per sempre le etichette di ‘uscire’ e ‘rimanere’, e torniamo ad essere di nuovo un solo popolo”.

“Sarà un accordo nel nostro interesse nazionale, che funziona per tutto il nostro Paese e per tutta la nostra gente, che uno abbia votato ‘Leave’ o ‘Remain'”, sottoline la May.

Irlanda: “Abbiamo ottenuto un accordo che ci protegge”

“Questa è la conclusione di due anni di duro lavoro che hanno permesso di raggiungere il nostro obiettivo, quello di un accordo che ci protegge e che protegge la nostra economia: oggi lo abbiamo”. Lo ha affermato il premier irlandese Leo Varadkar, elencando i punti chiave ottenuti da Dublino nell’accordo di addio quali un’area di viaggio comune, niente barriere doganali e il backstop tra Irlanda e Ulster.

Rimane lo scoglio duro del voto del parlamento inglese, per  far diventare questo accordo legge. Ad Oggi la May non ha maggioranza, il Dup ha gia’ fatto sapere che vota contrario, e questo non fa ben sperare, anzi, annuncia scenari catastrofici.

Tutti compreso Junker sperano nella responsabilita’ del parlamento inglese. E c’e’ lo speriamo tutti.

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