Londra – Therea May resiste. Passa la mozione di sfiducia con una maggioranza 200 a 117. Rimane alla guida del partito e portera’ al termine la Brexit.

Nel pomeriggio il primo ministro aveva annunciato che non guiderà il partito alle prossime elezioni politiche, nel 2022, e che non convocherà elezioni anticipate : “Sono qui solo per portare a termine l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea” , è stato il messaggio al suo partito e alla nazione.

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Nessuno pare vuole per ora la patata bollente della Brexit. Anche i contrari alla fine hanno dato fiducia alla May, convinti che alla fine ci sara’ un no_deal e forse un nuovo voto. Sicuramente un grollo del governo e nuove elezioni dove la May sara’ solo un ricordo nei libri di storia.

Theresa May e’ ed e’ stata senza dubbio, un leader determinato e forte, incapace o capace lo dira’ la storia, ma sicuramente una donna che ha saputo fin dall’inizio il fatto suo.

Si e’ trovata a gestire un guaio iniziato da Devid Camern il quale, leader del partito conservatore e Primo ministro, negoziò nel febbraio 2016 un nuovo accordo con Bruxelles; tuttavia, per avere maggior margine di manovra nelle trattative, scelse di chiamare gli elettori britannici a un referendum sulla permanenza nell’Unione: la sua idea era mostrare a Bruxelles e ai partner europei la concretezza dell’opzione di uscita del Regno Unito dall’Unione, per renderli più malleabili nella trattativa in corso. Poi la May ha fatto e sta facendo il resto.

Non e’ facile uscire per primi da una Unione Europea carica di problemi, e disorganizzazione, non e’ facile imporsi sui mercati e stabilire quale sia la via migliere. Gli inglesi hanno ora forse piu’ che mai  l’errore che hanno fatto. C’e’ una possibilita’di taronare indietro ? Si lo dice anceh la corte di giustiza EU la quale sostiene che se la Gran Bretagna volesse puo’ annullare la Brexit, cosa che non fara’ mai.

E allora non ci rimane altro che aspettare le tormentuose fasi politiche dell’incertezza, basta aspettare il tempo giusto, tempo che ora la May deve usare per far uscire la Gran Bretagna dall’Unione Europea, ormai, costi quel che costi. E’ meglio un taglio netto e ripartire che tenere un piede dentro e vivere nel caos e nell’incertezza per lungo tempo.

May day, May day, oggi un piccola vittora forse un po’ regalata. Domani l’Unione Europea cerchera’ di fare scatto.

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