Londra (Deborah Gianinetti ) Regno Unito e Unione europea sempre più distanti: la Commissione ha presentato quattordici misure di emergenza da adottare nella non così remota possibilità che Londra e Bruxelles non raggiungano un accordo entro il 29 marzo.
Le misure riguardano principalmente i settori di primario interesse per entrambe le sponde: i diritti dei cittadini, il mondo finanziario e i trasporti.
Diritti dei cittadini. “La Commissione ha espresso chiaramente che proteggere i cittadini europei nel Regno Unito – e viceversa – è una priorità”, si legge nel documento varato nei giorni scorsi.
Vengono esortati i Paesi membri ad utilizzare un approccio morbido nei confronti dei britannici, per continuare a favorire la loro circolazione e residenza all’interno dell’Unione europea.


Ovviamente, Bruxelles si aspetta che lo stesso trattamento venga adottato dal Regno Unito nei confronti dei cittadini degli Stati membri. In caso di mancata reciprocità, l’Unione europea agirà di conseguenza. Per ora viene esclusa l’introduzione dei visti.
Settore finanziario. In caso non si trovasse un accordo, il documento della Commissione sottolinea come “gli operatori finanziari basati nel Regno Unito perderanno il diritto di fornire i propri servizi nei 27 Paesi membri”, perdendo così il “passaporto” che permetteva loro di operare all’interno dell’Unione europea.

Trasporti. Per evitare che il traffico aereo venga completamente interrotto tra l’Unione europea e il Regno Unito, la Commissione ha deciso di adottare due misure temporanee: un regolamento che assicuri per 12 mesi la presenza di determinati servizi aerei tra l’isola e il continente, e una proroga di nove mesi ad alcune licenze di sicurezza.
Clima. La Commissione ha proposto di sospendere per il Regno Unito l’assegnazione gratuita di quote di emissione, per evitare un’alterazione del mercato che risulterebbe in un mal funzionamento di tali politiche ambientali.

Quello presentato dalla Commissione europea è un vero e proprio documento di divorzio, che invita gli Stati membri ad agire in modo compatto e severo, forse sperando che in questo modo il Parlamento britannico si senta costretto ad approvare l’accordo già firmato dalla May.

Lo scopo di questo durissimo braccio di ferro è evitare con le unghie e con i denti il tanto temuto No Deal. In questo caso estremo, l’Unione europea sembra avere le spalle coperte, con queste misure di emergenza dà l’impressione di riuscire mantenere la propria macchina il più efficiente possibile e di essere pronta a reagire all’eventuale catastrofe.

Quale sarà la risposta del Regno Unito?

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