Londra –  Tutti ci hanno sperato fino all’ultimo, in una svolta positiva, ma il Parlamento con  Con 432 no e 202 a favore,  non hanno dato il via libera all’accordo con l’Unione europea per l’uscita dalla Ue.

Corbyn annuncia una mozione di sfiducia al governo di Theresa May, che verrà discussa domani.

“…quale alternative abbiamo? O andare a un secondo referendum che poterebbe a ulteriori divisioni e direbbe al popolo che noi siamo stati eletti per servirlo e attuare la sua volontà ma non abbiamo voluto farlo, oppure possiamo uscire senza accordo ma non credo che questo sia quello che vuole il popolo. Il popolo ha deciso di uscire dalla Ue ma di mantenere rapporti commerciali con l’unione ma senza accordo non ci sono intese commerciali e l’incertezza danneggerà le nostre imprese”. Queste parole della May rilette ora creano ancora piu’ amarezza.

Invece di vedere uno spiraglio di luce, la Gran Bretagna e’ piombata nelle tenebre, in questa notte, la notte piu’ lunga e storica dell’UK.

Molti Europeisti, oggi si sono riuniti davanti al parlamento, per gridare il disappunto per un no deal, altri invece manifestavano la gioia per uscire da una Europa ormai allo sbando. Le elezioni a Maggio porteranno ancora una svolta nel capitolo Europa, ma intanto il macigno e’ caduto sulla Gran Bretagna e il peso lo porteremo per lungo tempo, forse per anni.

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Il governo May ha subito una netta sconfitta e il Regno Unito si ritrova in una grave paralisi politica ed istituzionale a meno di tre mesi dalla scadenza del 29 Marzo 2019. La probabilità di una uscita senza accordo, il cosiddetto no-deal, cresce ora  a dismisura. Duro l’intervento del leader laburista Jeremy Corbyn: l’accordo di ritiro è “uno sconsiderato salto nel buio”. Ma Therea May annuncia non mi dimetto.

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A questo punto non rimane altro che trovare un poco di positivita’ e capire che dal caos o dalla distruzione totale e’ possibile rinascere piu’ forte di prima, e questo la Gran Bretagna lo ha insegnato al mondo attraverso la sua storia.

Cosa succede ora ?

La prima opsione, la piu’ catastrofica e’ il no_deal. Questo porterebbe veramente gravi conseguenze per l’economia, per la politica, per gli europi residenti in UK. Sarebbe veramente lo scenario peggio in assoluto. Tuttavia la fetta più euroscettica del partito Tory guarda con favore al no deal, perché vi intravede la possibilità di una rottura senza compromessi: per Boris Johnson sarebbe l’esito più fedele al referendum del 2016.

Secondo Referendum che per  i filoeuropei dovrebbe finire per rovesciare la Brexit e far rimanere l’UK in Europa. Per il momento sembra difficile che si trovi una maggioranza per fare un nuovo Referendum, si andrebbe contro la democrazia. Molti sono convinti se veramente questo rispetto alla democrazia debba essere cosi forte e vedere un paese che affonda  come il Titanic. Jeremy Corbyn resta contrario a un secondo referendum e non intende revocare la Brexit.

Terza opsione quella Norvegese, uscire solo per meta’ la Gran Bretagna rimarrebbe in una situazione simile a quella della Norvegia, cioè fuori dalla Ue ma dentro il mercato unico e l’unione doganale. La Brexit morbida in grado di attutire gran parte delle conseguenze dell’uscita dall’Unione ( secondo alcuni la migliore soluzione). Ma la Gran Bretagna vorra’ essere una nazione Satellite dell’Europa?

C’e’ da ricordare che questa opzione  implica il mantenimento della libertà di circolazione: ma, il voto per la Brexit è stato considerato soprattutto un no alla immigrazione incontrollata.

Comunque la si guardi questa Brexit sembra non avere una soluzione, o forse e’ sotto agli occhi di tutti ma nessuno la vuole vedere.

Dall’altro lato c’e’ una Unione Europa in vista delle elezioni di Maggio, dove probabilmente cambieranno molte cose, ma ora rimane a guardare una Gran Bretagna immersa nel caos piu’ totale e aspetta, ( non troppo) la resa dei conti. Anche per l’Unione Europea non e’ facile perdere un paese come l’Uk che e’ stato tra le altre cose uno dei fondatori.

 

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