Londra (Lorenzo Tagliabue) – Qualche speranza dal voto di ieri sera in parlamento Britannico. Come in una matassa a cui non si riesce trovare il cappio, meglio toranare al punto di partenza. Ricominiciamo tutto da capo, magari con uno stato di animo piu’ rilassato. E’ questo che Theresa May tenda di fare .

La deputata laburista Yvette Cooper aveva chiesto di posticipare l’abbandono dell’Unione europea di almeno tre mesi. Ma la sua proposta è stata respinta dalla camera dei Comuni con un margine di 23 voti.

Tutti d’accordo nel trovare una giusta alternativa per al “backstop” sulla questione della frontiera con l’Irlanda del Nord e su questo la premier britannica si accinge a tornare a Bruxelles: “E’ interesse comune arrivare a un’uscita concordata”.

Ieri sera la May incassa un’altra vittoria: la sconfitta del tentativo di fermare il “no deal”. Nessun prolungameto pero’ oltre la data concordata del 29 Marzo pero.

Jeremy Corbyn, e’ rimasto incernierato in un dualismo: non ha appoggiato ufficialmente la mozione della sua deputata, dall’altro ha fatto sapere ai giornalisti attraverso sue fonti che la sosteneva.

Aver incassato l’emendamento contro il “no deal” e ‘ buona cosa, non e’ vincolante, ma e’ un sengnale molto importante che il “no deal” e’ una soluzione che nessuno vuole. Questo e’ positivo, ma manca veramente poco al 29 marzo ed ancora tutto e’ aperto, incerto.

E gli italiani stanno prendendo riparo per fare i documenti necessari per rimanere a lavorae in Gran Bretagna, tra allarmismi ( fin troppo estremizzati) e l’incertezza di un futuro imminente.

 

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