Rosita Dagh (Londra) – La campagna elettorale 2019 riscalda sempre di più l’atmosfera socio-politica in Gran Bretagna e soprattutto gli animi dei due candidati  Boris Johnson e Jeremy Hunt che ieri sera hanno esposto al pubblico i loro progetti da futuri Primo Ministro del Regno Unito.

Il dibattito politico ha preso luogo all’Excel di Londra, dove hanno partecipato più di tra giornalisti e cittadini inglesi che hanno avuto la possibilità di porre domande ai due candidati

Durante la serata, avuta inizio alle 19.30 BST e terminata alle 22.00 BST, si sono trattati diversi temi, tra i quali la Brexit che resta il tema focale della politica inglese ormai da 3 anni.

Dalle affermazioni fatte ieri dai due rivali conservatori, una cosa è certa:  entrambi vogliono assicurare la Brexit entro il 31 ottobre 2019 per rispettare il voto dei cittadini.

Brexit

“Gli inglesi sono stati chiari nel loro voto del referendum. Ci hanno pensato a lungo e alla fine hanno deciso di abbandonare l’UE, perchè stanchi dei loro programmi che continuavano ad ostacolare le nostre leggi e progetti”- dice Boris Johnson.

Ora è il momento, secondo Boris, di pensare alle infrastrutture e dare un’ottima educazione ai giovani che necessitano di un futuro migliore. Un Partito conservatore, quindi, che vuole sostenere i giovani talenti investendo di più nelle scuole e università d’Inghilterra.

Questi però sono tutti progetti che potranno avvenire una volta che si uscirà dall’UE, sottolinea Boris Johnson che invita tutti dicendo “Let’s get Brexit done”.

Jeremy Hunt: “Remainer” ma rispetta la democrazia

Jeremy Hunt, in modo simile è sempre più convinto che si debba lasciare l’UE entro la fine di ottobre, nonostante è noto per aver votato “Remain”. E quindi gli inglesi si chiedono “Perchè dobbiamo votare te Jeremy? Sei un ‘remainer’, come potrai garantirci l’uscita entro il 31 ottobre?”

“La democrazia  è nel nostro DNA. Se Boris tiene alla  Brexit, io tengo alla democrazia e quindi rispetto il voto di voi cittadini” dice Jeremy Hunt, che insiste nel volere uscire con un accordo e cercare  di ridefinire con il Parlamento alcuni aspetti del piano Brexit proposto da Theresa May, accettato da Bruxelles, ma rifiutato da gran parte dei membri del Parlamento.

Regno Unito: la nuova Silicon Valley

Un accordo, secondo Hunt, può facilitare la Gran Bretagna nella sua impresa di  diventare una seconda Silicon Valley. Jeremy Hunt, essendo un imprenditore oltre che Ministro degli affari esteri, dice infatti di sentirsi molto vicino agli interessi delle aziende inglesi e straniere e non vuole quindi che falliscano a causa di una Brexit no deal.

Per questo afferma di voler disporre un nuovo budget che possa supportare i business nella fase iniziale della Brexit e garantire loro il supporto necessario per affrontare una possibile crisi iniziale.

Boris Johnson: “Liberarsi di Sadiq Khan”

Per la restaurazione del  Paese, oltre alla Brexit ci sono altri passi da compiere, secondo Boris Johnson,  che vuole liberarsi di Sadiq Khan, sindaco di Londra, che si è dimostrato incapace di rendere la capitale inglese una città sicura.

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento di reati sessuali e omicidi che hanno preso luogo in modo particolare a Londra ed è per questo che un nuovo sindaco e nuovi investimenti per reclutare nuovi agenti di polizia, garantirebbe maggiore sicurezza per le strade londinesi, secondo Boris Johnson.

Un secondo step importante per Boris è tagliare le tasse per migliorare l’economia britannica e garantire che si investa in nuove tecnologie per ridurre gli effetti del cambiamento climatico entro il 2050.

Jeremy Hunt: “Investire sui giovani”

Per Jeremy Hunt  i budget disponibili dovrebbero essere investiti nel sistema sanitario (NHS), nei businesses e nella costruzione di nuove case per ospitare le migliaia di studenti, diminuire le tasse universitarie e il tasso di analfabetismo dovuto ai molti ragazzi che lasciano la scuola prima del dovuto.

L’obbiettivo di Hunt è infatti rendere il Partito Conservatore, il Partito dei giovani dando loro speranza, nuove opportunità. Secondo Hunt, questo aiuterebbe a sconfiggere l’opposizione, Jeremy Corbyn, il leader del Partito laburista,  che “con false promesse” ha attratto i millennials scagliandosi contro i principi e i valori del Paese.

Jeremy Hunt, il femminista

Una Gran Bretagna che se sarà guidata da Jeremy Hunt, potrà forse godere di una riduzione di atti discriminatori verso le donne nella società, nel mondo del lavoro e della politica. Ieri sera, Hunt si è infatti definito femminista dicendo:

Essere femminista per me significa parità di diritti, uguaglianza. Significa distruggere quella bolla di vetro che per anni ha impedito alle donne di progredire. Significa avere nuove donne in politica, perchè non importa chi sei, noi siamo il Partito della meritocrazia.

Boris Johnson e la comunita’ musulmana 
Quando si parla di meritocrazia e inclusione, si parla anche delle diverse comunità che abitano il Regno Unito e che Boris Johnson afferma saranno trattate come tutti gli altri, senza discriminazioni perchè con lui alla guida vigerà spirito di ottimismo e generosità.

Quella di iera è stata l’ultima occasione per i due candidati di esporre i propri piani ai membri del Parlamento e al pubblico che il prossimo 23 luglio sceglieranno chi di loro far diventare Primo Ministro del regno Unito.

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