Londra – Caos nella politica britannica. Boris jonhson chiede ed ottiene dalla Regina il blocco del parlamento inglese.

L’opposizione urla il suo disappunto : ” Così difficilmente i parlamentari potranno bloccare il no deal “. Il popolo inglese  In poche ore oltre 1 milione di firme contro la chiusura delle Camere.

La regina come sappiamo non si occupa di politica, e mai un sovrano nella storia si e’ opposto al volere di un blocco del parlamento. Elisabbetta II, con la sua decisione ha preso, parte alla discussione sulla Brexit.

Londra sta vivendo la parte piu’ difficile politica della storia. Boris si sente sicuro che due settimane prima del 31 Ottobre, sono sufficenti per discutere della Brexit.

L’atto del primo ministro, apparentemente, inaspettato, ha scosso l’opinione pubblica che si e’ scatenata nelle piazze di Londra.

Sulla carta si tratta di un’iniziativa ordinaria dell’esecutivo. Iniziativa che la 93enne Elisabetta II, ligia da sempre alla forme e ai limiti d’una monarchia costituzionale, non ha potuto far altro che approvare di prassi sulla base del “suggerimento” (advice) ricevuto per telefono dal primo ministro.

Lo speaker della Camera dei Comuni John Bercow, battitore libero conservatore inviso ai brexiteer del suo partito d’origine, ha denunciato in un proclama senza precedenti la strategia di Downing Street come “un oltraggio costituzionale”. Corbyn ha parlato a sua volta di una “minaccia alla democrazia”. E la first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon, leader di un’altra forza d’opposizione, gli indipendentisti scozzesi dell’Snp, ha bollato BoJo come un aspirante “dittatore in miniatura”

Boris continua la sua linea, controversa,  ha ribadito di mirare semmai a un nuovo accordo con l’Ue, pur insistendo sulla condizione  di far sparire il backstop sul confine aperto irlandese.

Dall’autorevole Finacial time viene una grave accusa : “Quello di ieri è stato un insulto alla democrazia. Confermerebbe che abbiamo un despota a Downing Street, che va sfiduciato subito”

Anche dal mondo del cinema molti disappunti uno tra tutti, l’attore britannico  Hugh Grant che in un TW, si sfoga contro il primo ministro Twitter scrive: Lei non fotterà il futuro dei miei figli. Lei non distruggerà le libertà che mio nonno ha combattuto due guerre mondiali per difendere”.

– poche carte da giocare e pochissimi giorni: una settimana di sedute dal 3 al 10 settembre; due fra il 14 e il 31 ottobre.

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