Londra (Annamaria Santucci) Ieri è stato approvato il nuovo decreto Cura Italia da 25 miliardi di euro per far fronte all’emergenza coronavirus.

Il decreto stanzia tre miliardi e mezzo alla Sanità e oltre 10 miliardi per la tutela del lavoro, e sono stati annunciati futuri interventi per risollevare l’economia: “Siamo consapevoli che questo decreto non basterà – ha dichiarato Conte –  Ma il governo oggi risponde ‘presente’ e lo farà anche domani. Dovremo poi ricostruire il tessuto economico e sociale che uscirà fortemente intaccato da questa emergenza e lo faremo con un piano di ingenti investimenti e con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima”.

Ecco cosa prevede il decreto anti-virus:

1) Spese extra per il sistema sanitario nazionale e per le unità di emergenza per € 3,5 miliardi.

2) Sospensione delle scadenze fiscali  (contributi diretti, indiretti e previdenziali) fino al 31 maggio, con zero penalità e tassi di interesse, e la possibilità di pagare successivamente in cinque rate mensili (con la sola esclusione della ritenuta alla fonte). Tuttavia, sia il Primo Ministro Conte che il Ministro delle finanze Gualtieri hanno chiesto a quegli individui o società che possono pagare immediatamente di farlo per contribuire alla spesa extra per l’assistenza sanitaria.

3) Esiste un credito d’imposta del 60% sui costi di affitto di proprietà per le imprese / i lavoratori autonomi interessati dalla chiusura temporanea delle loro attività solo per marzo (che può essere estesa ad aprile e maggio a seconda della durata del contagio).

4) Fino a € 20.000 disponibili come contributo una tantum del 50% per le aziende per la sanificazione delle aree di lavoro.

5) Rinvio di tutti i processi legali fino al 15 aprile.

6) Sostegno ai lavoratori che devono affrontare licenziamenti temporanei. Fondo di integrazione salariale per le aziende che già beneficiano del sostegno (cassa integrazione ordinaria). Sostegni di disoccupazione estesi a tutte le altre attività (cassa integrazione in deroga); un’indennità una tantum di € 500 per marzo per i lavoratori autonomi, i lavoratori agricoli e altri lavoratori non retribuiti (che potrebbe essere estesa ad aprile e maggio se necessario).

7) Sgravio ipotecario di nove mesi per lavoratori autonomi e professionisti che hanno registrato un calo del fatturato di oltre un terzo.

8) Fino a 15 giorni di congedo parentale per dipendenti del settore privato con bambini di età inferiore a 12 anni o un assegno una tantum di € 600 per le babysitter. Dodici giorni di ferie retribuite per i lavoratori a marzo e aprile.

9) Sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio

10) Il sequestro di proprietà, come gli hotel, necessarie per le esigenze di assistenza sanitaria di emergenza.

11) Sussidi e ordini al di fuori del codice degli appalti pubblici per le aziende che producono attrezzature mediche urgentemente necessarie.

12) Una moratoria sui pagamenti dei mutui e sui prestiti alle persone in difficoltà finanziarie, compresi i lavoratori autonomi.

13) supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;

La maggior parte delle misure sono temporanee ma potrebbero essere estese in caso di necessità. Per ora, l’importo è legalmente limitato a quanto approvato oggi, vale a dire 25 miliardi di euro o 1,4% del PIL. Se la situazione di crisi dovesse continuare, potrebbe diventare più ingente.

“Le misure di sostegno e spinta sono concreta dimostrazione della presenza dello Stato” nell’emergenza coronavirus, ha rivendicato Conte: “Possiamo parlare di ‘modello italiano’ non solo sanitario, ma anche come strategia economica di risposta alla crisi. Mettiamo in campo 25 miliardi di denaro fresco e attiviamo flussi per 350 miliardi: è una manovra economica poderosa”, ha detto il presidente del Consiglio. Come già spiegato dal sottosegretario all’Economia Misiani, Conte ha anticipato che in futuro ci saranno nuove misure (“un piano di ingenti investimenti, semplificazione, riduzione delle tasse”) per rilanciare il Paese: arriverà un decreto ad aprile, che – nell’auspicio del governo – dovrebbe contare anche sulle risorse che l’Europa si prepara a stanziare.