Non solo Boris Johnson a sostenere la teoria dell’immunità, anche la Formula 1 e non solo

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Londra ( Milena Galasso) Lo scorso 12 marzo il primo ministro britannico ha scioccato tutto il mondo con la frase “molte famiglie perderanno prematuramente i loro cari”.

Da lì una pioggia di critiche e attacchi nei confronti della linea di posizione soft che il premier ha cercato di far passare al governo, la cosiddetta moral suasion.

Vedendo la situazione peggiorare giorno dopo giorno, il leader – attualmente positivo e  stato di isolamento da Covid-19 – ha fatto marcia indietro.

Cosa vuol dire immunità di gregge: significato e come funziona
Ma la teoria dell’immunità di gregge era davvero soltanto una fantasia di Boris Johnson?

Intorno al 20 marzo, anche il premier olandese, Mark Rutte, ha affermato che gran parte del popolo olandese verrà contagiato nel prossimo futuro, sostenendo così l’obiettivo di sviluppare l’immunità di gregge anche oltre al governo inglese.

E alla lista si aggiunge anche il ministro della Difesa di Israele, Naftali Bennet, secondo il quale “bisogna isolare gli anziani e far circolare il virus tra i più giovani in modo che si sviluppi l’immunità”. E aggiunge: “La soluzione migliore per sconfiggere il virus non è la quarantena o testare, testare, testare, ma separare gli anziani dai giovani… perché la combinazione più letale è quella di una nonna che abbraccia suo nipote”

Formula 1 “Corona Camp” 
Come se non bastasse, dal consigliere del team anglo-austriaco di Formula 1 – Red Bull – arriva un’altra singolare idea: organizzare un “Corona Camp” per favorire il contagio tra i piloti, rendendoli così immuni e pronti all’inizio del Mondiale.

Dietrich Mateschitz della Red Bull afferma: L’idea era quella di organizzare un camp dove colmare un po’ i tempi morti sia da un punto di vista fisico che mentale. Sarebbe anche stato il momento ideale per fare arrivare l’infezione. Sono tutti giovani, forti e in ottima salute.”
La Red Bull però la pensava diversamente da lui e l’idea non è stata ben accolta.
È evidente dunque che non sia solo Boris Johnson a sostenere la singolare teoria dell’immunità di gregge.

Perché allora attaccare solamente il premir Britannico?

italoeuropeo lodononeradioForse perche’ e’stato il primo? E’ un leader politico di gran rilievo, e le sue parole sono arrivate come pietre agli italiani in UK, perche’ agli inglese, dobbiamo dirlo, questa cosa dell’immunita’ di gregge non gli ha fatto ne calodo ne freddo.

Allora perche’ non mettere sulla graticola anche gli altri leader? Forse perche’ la Gran Bretagna la sentiamo piu’ vicina, molti la amano, l’hanno conquistata e si sono fatti conquistare, e non si aspettavano che un governo dicesse quelle parole, assurde, forti, taglienti.

Assurde pero’ non cosi’ tanto. Boris forse piu’ di altri era consapevole di quello che stava dicendo, venendo da una terra darwiniana, da una cultura pragmatica e per certi versi fredda. E’ stato sbagliato il modo, i tempo, quel mododo, crudele, freddo e “arrogante” di come si e’ rivolto al popolo, o una parte di esso.

Ma se ci pensiamo bene, ( lasciando il cuore e il romanticismo da una una parte),  tutti noi esseri umani, piante e animali siamo il frutto di un’evoluzione per selezione natura di una specie.

La teoria scientifica dell’immunità di gregge ha anche i suoi sostenitori. Uno fra tutti il professor Giulio Tarro, candidato al Nobel per la Medicina nel 2015 e premiato nel 2018 negli Usa come “miglior virologo dell’anno”, che ha detto chiaramente che l’immunità di gregge ha comunque una sua logica.

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Una Logica che ovviamente e’ difficile da applicare in questo momento. Una logica che contrasta con le varie culture. Una logia che in questo caso dove ci sono migliaia di morti viene meno.

Ma e’ anche vero che in questi momenti, una logica e un pragmatismo possono aiutare a trovare la via giusta per risolvere il problema di questo, ribattezzato, Carognavirus, che ancora applica la sua logia ben precisa.


L’immunità di gregge potrebbe essere la strategia UK contro il coronavirus