Brexit: dopo 4 anni trovato l’accordo sperato tra Gran Bretagna ed Unione Europea

Dal 1 gennaio 2021 il Regno Unito sarà  indipendente ma restando un importante amico e alleato dell'Unione Europa.

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Roberta Chiatti (Londra) – Il 24 dicembre 2020 rientrerà nelle pagine della storia, finalmente dopo mesi di colloqui commerciali UK e UE hanno raggiunto un accordo.

Dal 1 gennaio 2021 il Regno Unito sarà  indipendente ma restando un importante amico e alleato dell’Unione Europa. I futuri rapporti tra le due parti conferiranno certezza e stabilità ai business e gli esportatori britannici che potranno continuare a stringere partnerships con l’UE. Infatti il 99% delle esportazioni britanniche saranno esenti dai dazi inclusa la pesca.

I “fishing rights” sono stati il maggior ostacolo per il Regno Unito che ha voluto da sempre il pieno controllo delle sue acque. Basti pensare che la pesca rappresenta lo 0,02% dell’economia britannica ed esserne completi proprietari rappresenterebbe un grande vantaggio in termini economici.

Tuttavia non fornire accesso all’UE avrebbe comportato l’imposizione di tasse sull’export britannico in UE che corrisponde ai 3 quarti del pesce catturato dalle flotte pescherecce inglesi. Pertanto, Johnson ha concesso un periodo di transizione di 5 anni (anzichè 14 anni come richiesto dall’UE) che evita l’imposizione di dazi sulle merci e garantisce all’UE l’accesso alle acque britanniche per un periodo che permetterà all’economia di non subire conseguenze negative sull’economia.

Un accordo quindi molto simile a quello canadese come Boris Johnson si era promesso di raggiungere.

In una dichiarazione fatta durante la conferenza stampa il PM ha esultato: “Abbiamo ripreso il controllo dei nostri soldi, dei confini, delle leggi, del commercio e delle nostre acque di pesca […] Un accordo che proteggerà i posti di lavoro in questo paese, che consentirà di vendere le merci del Regno Unito senza tariffe, senza quote nel mercato dell’UE”

E se esiste “stabilità” per i lavorativi, ci sono buone notizie anche per gli studenti che grazie al “Programma Turing” potranno frequentare le università di tutto il mondo comprese quelle europee.

In termini di sicurezza nazionale, entrambi le parti continueranno a cooperare per evitare episodi di terrorismo e identificare più rapidamente i criminali rendendo cosi i Paesi più sicuri.

Intanto tra le critiche e le polemiche si è unita Nicola Sturgeon PM scozzese che vede la Scozia penalizzata dall’accordo che chiama il popolo a votare per un referendum di indipendenza dal Regno Unito.