Brexit: Gli italiani vogliono ancora un legame stretto con UK

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italoeuropeo londononeradio italiani londra
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Londra –  In un mondo scosso dalla pandemia da Covid-19, un nuovo studio della SWG ( societa’ che studia ricerche di mercato, analizzando e integrando i trend e le dinamiche del mercato, della politica e della società), commissionato dall’Ambasciata Britannica in Italia fornisce un’istantanea interessante sulla percezione degli italiani nei confronti del paese che ospita circa 700 mila loro connazionali.

Nonstante il Covid e la Brexit il legame tra gli italiani e il Regno Unito sembra essere ancora alto. Gli italiani, amano ancora la Gran Bretagna,  nonostante i rientri in italia, molti sono gia’ tornati per scrivere nuove storie di imprenditori italiani in UK:

  • Il 77% degli italiani ha intenzione di recarsi nel Regno Unito una volta conclusa l’emergenza Covid-19. Tale percentuale sale all’86% per chi ha tra 25 e 44 anni.
  • Cresce rispetto al 2019 il numero di quelli che, per il futuro, vogliono un legame forte tra UK e Italia (68%).
  • 4 italiani su 5 auspicano il mantenimento di una stretta collaborazione bilaterale per investimenti e scambi commercialiricerca scientifica e innovazionesviluppo sostenibile, energia e cambiamenti climatici.
  • Rispetto all’emergenza sanitaria, 2 italiani su 3 ritengono utile che l’UE continui a lavorare con il Regno Unito, coinvolgendolo nei piani europei per affrontare la crisi.
  • Più di 3 italiani su 4 ritengono prezioso il contributo del Regno Unito allo studio del vaccino

I risultati di questa nuova indagine, la terza condotta dalla SWG per conto dell’Ambasciata Britannica in italia (a Roma), sono stati presentati alla vigilia del principale appuntamento nell’agenda bilaterale anglo-italiana, il XXVIII Convegno di Pontignano (Siena, 1-3 ottobre), al quale sono stati discussi temi di resilienza e di ricostruzione dopo l’impatto devastante della pandemia sulle vite, sui sistemi sanitari e sulle economie dei nostri paesi, per un futuro più prospero, sicuro e sostenibile di prima.

Regno Unito, il rientro dopo la Brexit | Consul PressDal 1 Gennaio 2021 la Gran Bretagna e’ fuori dall’Unione Europea, con un accordo commerciale importante per molte imprese tra cui quelle italiane. La Brexit e’ vista da molti come una opportunita’, un rinnovamento per le imprese e per molti settori. Gli spostamenti con i paesi Europei con il Regno Unito, sono regolamentati da accordi bene precisi, la libera circolazione non sara’ piu’ come prima, ma questo non frena l’entusiasmo degli italiani verso il Regno Unito che rimane nonostate la Brexit una meta appetitosa sia per turismo sia per lavoro.

La relazione UK-UE nel dopo-Brexit

Rimane sostanzialmente stabile al 60% (62% nel 2019), la percentuale di italiani che ritiene auspicabile il mantenimento di un legame stretto tra il Regno Unito e l’UE dopo la Brexit, ma questa proporzione aumenta, in alcuni casi considerevolmente, quando si parla di aspetti specifici della partnership.

Il 74% degli intervistati è favorevole a un’area di libero scambio dopo l’uscita del Regno Unito dal Mercato Unico (75% nel 2019), il 71% auspica una stretta collaborazione in materia di sicurezza e difesa (-3% dal 2019), mentre il 64% degli italiani (-1% dal 2019) concorda con il principio di una gestione controllata dei flussi migratori dei cittadini comunitari tra UE e Regno Unito.

La relazione UK-Italia nel dopo-Brexit

Sale al 68% (+2% rispetto a un anno fa) il numero di italiani a cui sta a cuore il mantenimento di una relazione profonda tra l’Italia e il Regno Unito, anche dopo la Brexit. La percentuale di quanti ritengono importante il proseguimento della collaborazione anglo-italiana cresce significativamente in riferimento a settori specifici.

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Tra questi, cresce il numero di quanti auspicano che la collaborazione bilaterale continui in materia di scambi commerciali e investimenti (83%, +2% dal 2019), mentre rimane stabilmente alto il numero di chi ritiene strategico il mantenimento di una forte collaborazione in materia di ricerca scientifica e innovazione (82%), sviluppo sostenibile, energia e lotta ai cambiamenti climatici (77%).

Sempre maggioritario, anche se in lieve flessione rispetto al 2019, il numero di quanti ritengono importante collaborare in materia di sicurezza, difesa e immigrazione, che si assesta al 66% (-5% dal 2019), probabilmente a causa dell’accresciuta percezione di pericolo derivante dalla pandemia rispetto alle minacce più tradizionali.