La crisi non ferma la voglia di studia all’estero :un maturando su tre vorrebbe laurearsi in un ateneo straniero

L'inizio sara' difficile, ma l'estero e' questo, nessuno ti regala nulla, tutto ti devi conquistare, ma alla fine ripaga e molto

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Londra ( Paolo Cristini) – Non c’e’ crisi da covid-19, o da Brexit, l’estero rimane una tappa fondamentale per i giovani, e non solo, che vogliono imparare studiare in una ateneo all’estero.

Dopo il diploma uno studente su tre, sta pensando di finire l’universita’ all’estero. E sonno due laureati su tre che immagina il proprio futuro in aziende non italiane.

La ricerca e’ stata fornita da Skuola.net e ESCP Business School, su un campione di 3 mila studenti delle superiori.

Londra,Parigi, Madrid, New york, California, sono le tappe piu’ sognate per finire gli studi e iniziare a Lavorare.

I motivi, sono tanti, voglia di fare una esperienza fuori dall’atmosfera stagnante italiana, crearsi un ottimo curriculum, confrontarsi con altri studenti di altre nazioni, scambio di cultura, e voglia di vedere le proprie ide realizzate in un ambiente stimolante.

La ricerca rivela che il (44%) mette al primo posto la prospettiva di conseguire un titolo il più possibile riconoscibile a livello internazionale. Il 22% lo farebbe per formarsi in un contesto mentalmente più aperto, il 17% per iniziare a costruire quella vita all’estero già messa in preventivo, e il 12% per imparare la lingua, anzi le lingue, perche’ pare che una lingua sola non basti piu’ per competere sul mercarto globale.

Con i progetto Erasmus, per esempio, il 75% dei giovani ha trovato lavoro nelle aziende dove avevano fatto esperienza. Universita’, stage, stare a contatto con gli imprenditori, e’ una stimolo necessario per crescere, e sviluppare nuove conoscenze.

Il futuro e’ e sara’ sempre fuori dai confini nazionali, purtroppo nonostante gli sforzi che fa dell’Italia trattenere i “cervelli”, ancora non ci riesce, non ha la forza di competere con Universita’ Estere, nonostante le ottime universita’ Italiane, ma quelle all’estero hanno il rapporto, studio- lavoro, guasi 1 a 1 e sono piu’ innovative.

Oltre l'Erasmus: tutte le possibilità di studio, aggiornamento e formazione all'estero. Non solo per studenti | Business Insider Italia

I giovani non hanno voglia di rimanere in Italia, ma vogliono viaggere, conoscere, e far conoscere le proprie ambizioni, e questo e’ giusto, e’ segno di intraprendenza, e non di rimanere intrappolati “comodamente” ad una famiglia a al proprio nucleo provinciale, che affoga ogni desiderio.

La ricerca ha evidenziato, la voglia di intraprendere nuovi orizzonti, sono finiti i tempi in cui si studiava e sipensava al posto fisso in italia, ora, e la pandemia ci ha fatto capire, che ci sono lavori e sfide che possono essere fatte intraprendento un viaggio virtuale o un viaggio reale per dimostrare le proprie capacita’, e portando l’itali nel mondo.

Inutile insistere a dire di far rimpatriare i cervelli, quando i cervelli vogliono fuggire veramente, sono in pochi quelli che vogliono tornare dopo aver assaporato una esperienza all’astero.

Situazione della Gran Bretagna

Molti con la Brexit, hanno le idee confuse sui corsi universitari in UK, ed e’ per questo, che le iscrizioni in Uk sono diminuite, ma e’ solo una fase, dovuta all’asstestamento di capire le nuove normative di studio in UK, gia’ infatti, per Settembre/Ottobre sono previste nuovi istritti e si parla di migliai di studenti provenienti da tutto il mondo per studiare nelle universita’ di Londra, Oxfrod e Cambridge. Per capire cosa e’ cambiato rimandiamo alla lettura di qusto articolo che troviamo interessante. [Leggi qui]

l’80% di chi ha studiato all’estero, rimane e trova lavoro all’estero. Certo non sono tutte rose e fiori, per partire spesso ci vogliono molti soldi, e le universita’ specie in Uk e USA sono costose, spesso si riccorre ad alcuni risparmi e ai genitori, ma non dimetichiamo che molti giovani studenti all’estero possono beneficiare delle borse di studio ( che sono molto di piu’ di quelle in Italia) e trovarsi un lavoro part-time.

Università, l'80% di chi partecipa al progetto Erasmus trova lavoro prima | QuiFinanza

L’inizio sara’ difficile, ma l’estero e’ questo, nessuno ti regala nulla, tutto ti devi conquistare, ma alla fine ripaga e molto. Se uno crede in se stesso, se un giovane crede veramente in quello che vuole, supera ogni problema, altrimenti vuol dire che l’idea inziale non era buona o non ci ha creduto abbastanza.

Il saggista e poeta, Ezra Pound, diceva sempre una frase ai suoi studenti, che apparentemente puo’ sembrare crudele, ma alla fine se la sicapisce bene non lo e’ affatto : “Se un uomo non intende correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.”