Afghanistan: il fallimento dell’Occidente

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Roberta Chiatti (Londra) – L’Afghanistan è ormai in mano ai talebani che ieri si sono impossessati dell’ultima città, Kabul, dopo mesi di insediamento nel territorio.

A soffrire di tutto questo sono e saranno i civili, ormai abbandonati dalle truppe americane che hanno già lasciato il Paese per tornare a casa. Joe Biden ha dichiarato nell’ultima conferenza stampa che non si pente della decisione presa dato che i soldati americani hanno lottato, combattuto e perso la vita abbastanza per un Paese come l’Afghanistan che in tutto questo tempo non è neanche riuscito a difendersi dai minori attacchi ricevuti negli anni, arrendendosi facilmente.

Intanto il resto del mondo si sta adoperando per accogliere i rifugiati che stanno tentando la fuga:

  • Sono 3.300 i cittadini afghani evacuati nelle ultime ore dalle truppe britanniche e oggi altri 150 inglesi torneranno in UK da Kabul, stando alle dichiarazioni del Min. Dominic Raab, mentre Downing Street si prepara a delineare i prossimi piani per il reinsediamento di altri afgani

  • In Italia Gentiloni crede che l’UE debba attrezzarsi per creare dei corridoi umanitari per evitare un nuovo flusso di clandestini.

Mentre la Nato dichiara la riapertura dell’aeroporto di Kabul, il leader dei talebani Amir Khan Muttaqi sta negoziando con esponenti politici quali ‘ex capo del consiglio per la riconciliazione nazionale Abdullah Abdullah e l’ex presidente Hamid Karzai. L’idea è quella di creare un governo “inclusivo” in cui siano presenti anche altri leader.

Lo stesso governo non dovrebbe portare terrore nelle città del Paese come fece nel suo precedente regime, stando alle dichiarazioni dei talebani che esortano il popolo a restare tranquillo perchè le loro vite e proprietà resteranno al sicuro.

Ma la parola non corrisponde con la realtà perchè si sono già verificati episodi in cui donne sono state rapite mentre alcune uccise.

Le critiche 

La rabbia di alcuni critici e giornalisti fuoriesce quando Ministri, come lo stesso Dominic Raab (a capo del Dipartimento degli Affari Esteri UK) si è dichiarato “sorpreso” alla veloce avanzata dei talebani.

La gente si sente offesa e presa in giro perchè per quanto possa essere ignorante non è stupida: l’Occidente che è in constante avanzamento tecnologico, con un’intelligence piuttosto ben equipaggiata (rispetto ai tempi di Giulio Cesare), era per loro impossibile non prevedere o non essere a conoscenza della loro avanzata. Inoltre c’era da aspettarsela sin da quando l’America aveva annunciato che si sarebbe ritirata.

Ed infatti sin da quel momento i talebani hanno iniziato ad insediarsi nel Paese e non in soli 10 giorni come viene attualmente riportato. La conquista finale sarà avvenuta in 10 giorni, ma i talebani erano in Afghanistan ormai da mesi per poter poi intraprendere una simile operazione d’assalto presidenziale.

La colpa quindi è dell’Afghanistan che non si è saputa difendere, stando alle dichiarazioni di Joe Biden, o dell’Occidente che in 20 anni non è stato capace di garantire la guerra sperperando vite di civili e soldati e soldi?

Il fallimento dell’Occidente 

Sono 330mila i soldati che non sono riusciti a sconfiggere i 40mila talebani. Alcuni danno la colpa allo spirito della comunità afgana che non ha mai nutrito un sentimento patriottico tale da seguire con fedeltà gli addestramenti delle truppe americane che sarebbe stato utile per loro per difendersi. Altri danno la colpa alla codardia e all’incapacità dell’America di garantire la pace in 20 anni, dovuta anche al fatto di aver sin da subito affidato il governo ai candidati di etnia pashtun (la stessa dei talebani) che ha causato 2 conseguenze: frodi elettorali per far vincere i candidati di etnia pashtun e l’insediamento di alcuni soldati pashtun che in realtà erano alleati dei talebani e non hanno fatto altro che minare e la coesione del territorio afgano.

Quello di cui siamo certi è che dopo 20 anni di democrazia, si torna quindi alla Sharia, una legge che priva i cittadini di molti diritti incluso quello all’istruzione, al lavoro per le donne e violando i diritti umani con conseguenze che potrebbero mettere in pericolo anche l’Europa e il resto dell’Occidente.