I Comites: quei comitati sconosciuti e spesso inutili

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(London philip Baglini Olland) – Dopo il flop delle elezioni di 5 anni fa, il 3 dicembre ci sono le nuove elezioni dei Com.It.Es (comitati degli italiani all’estero). Ma chi di voi italiani all’estero conosce veramente che cosa sono i comites? Quanto costano? Cosa fanno e soprattutto se sono utili veramente alle comunità italiane all’estero?

Cerchiamo qui analizzare in sintesi, questi aspetti che riteniamo importanti, in quanto questi comitati vengono sovvenzionati da soldi pubblici.

Il dibattito sull’utilità dei Comites è sempre stato accesso dalle varie parti politiche e anche dagli italiani all’estero, quei pochi che li conoscono.

I comites ( Com.It.Es. ), comitati degli italiani all’estero, sono degli organismi che “dovrebbero” rappresentare e aiutare le esigenze degli italiani all’estero e agevolare i rapporti con gli uffici consolari e associazioni locali, promuovendo anche la cultura italiana, che già viene fatta dagli istituti italiani di cultura all’estero.

In tutto il mondo dove c’è un Consolato italiano, c’è anche questo organo che supporta le esigenze degli italiani e ovviamente c’è anche a Londra.

Il comites di Londra, in passato è stato messo sotto la lente di ingrandimento da molti giornalisti, tra cui anche noi che ci siamo occupati proprio della loro efficienza e utilità ospitando alcuni rappresentanti del Comites di Londra a parlare e soprattutto a far vedere la parte più delicata di tutta l’organizzazione, cioè l’aspetto economico e su come venivano gestiti I soldi (pubblici) nelle attività per la comunità italiana di Londra.

Non ci convinzero molto, qui potete riascoltare un vecchio podcast:

  • all’ottavo minuto parla il vecchio presidente comites di Londra Cancilla: https://bit.ly/2XHsE0O
  • qui il podcast al nuovo presidente comites di Londra Pietro Molle:

Procediamo con i punti 

Elezioni per il rinnovo dei Comites 2021 - Leggo TenerifeIn vista delle nuove elezioni per il rinnovo dei Comites che si terranno il 3 dicembre, cerchiamo di capire ancora una volta se veramente i comites sono noti agli italiani e soprattutto se sono utili come dicono, anche perchè ci sono soldi pubblici, e tanti, che supportano le varie attività e in totale si parla di circa 2 milioni di euro nel mondo (vedi sotto link e schede con i dati).

Per gli oltre 4 milioni di italiani, che secondo l’Aire vivono nel mondo, i comites operano ai fini degli italiani per sostenerli nei vari problemi che possono incontrare nei vari territori, ma la loro azione alla fine (spesso per problemi di scarsa organizzazione e inefficienza) è caratterizzata da notevoli criticità.

Facciamo un passo indietro:

Elezioni Comites 2021

Sul sito del ministero degli affari esteri viene riportato, che i comites sono stati istituiti nel 1985 e sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila connazionali iscritti nell’elenco aggiornato di cui all’art. 5, comma 1, della Legge 459/2001.

In circoscrizioni ove risiedono meno di tremila cittadini italiani i Comitati possono essere nominati dall’Autorità diplomatico-consolare.
I Comites sono composti da 12 membri o da 18 membri, a seconda che vengano eletti in Circoscrizioni consolari con un numero inferiore o superiore a 100 mila connazionali residenti, quali essi risultano dall’elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero.Ai sensi dell’art. 1, co. 2 della legge 286/2003, i Comites sono organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari, e si tratta di una carica di 5 anni svolta su base volontaria,( apparte qualche rimborso spese)

Fin qui la teoria ma?

Ma la domanda è: Svolgono veramente un lavoro efficace per la comunità? Alcuni comites negli anni hanno fatto nulla o poco per gli italiani all’estero, altri invece si sono impegnati per aiutare la parte più “anziana” degli italiani che risiedono all’estero. Ma i giovani li conoscono? Sanno della loro esistenza? Li “usano”?
O sono solo organismi chiusi su se stessi, per veicolare soldi tra i membri dei comites? Chi monitorizza le loro attività?

Per questo ogni comites dovrebbe avere un sito aggiornato e una pagina Facebook dove vengono pubblicate le attività.

Per molti anni il Comites di Londra, ad esempio, non ha mai avuto un sito dove poter vedere e capire le attività svolte e soprattutto i bilanci economici delle attività e nessuno mai si è interessato a far chiarezza e a chiedere il perchè non c’era un sito o dove erano i bilanci.

Qui si parla di una pagina oscura che ormai appartiene alla storia caduta nel dimenticatoio. Negli anni successivi, con l’ultima elezione del comites di Londra c’è stato un passo avanti notevole, ora almeno un sito  il comites di Londra ce l’ha dal quale si possono vedere le attività i bilanci e i verbali delle riunioni. È stata fatta anche una pagina Facebook poco seguita, ma esiste, e a prescindere dal beneficio del dubbio, noi crediamo a quello che leggiamo sul sito e quindi ai soldi che entrano ed escono dalle attività dei comites di Londra. Qui il link sui bilanci che riprenderemo in segui: http://www.comiteslondra.info/documenti/bilancio/

Nel mondo ci sono 47 in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa comites e dovrebbero essere monitorizzati e l’organo che dovrebbe fare questo è il ministero degli affari esteri. Ma nessuno chiarisce se questo monitoraggio viene fatto oppure no, anche se basta fare una ricerca su google per intuire che qualche irregolarità sui Comites c’è.

Comites, nel 2021 il rinnovo delle cariche dei Comitati degli Italiani all'Estero - El Itagnol

Quanto sono conosciuti?

Molti italiani all’estero di nuova generazione non conoscono i comites. Conoscono il Consolato, l’Ambasciata, ma non i comites che sono più noti invece a persone di vecchia generazione.

IL NOSTRO SONDAGGIO SOCIAL E QUI SOLO ALCUNI SU CIRCA 2000 risposte

Detto così, ma che poi è un dato realistico, si può pensare che i comites siano tutti composti (o quasi tutti) da persone anziane, di “vecchio stampo” e quindi anche di idee un po’ conservatrici. Negli ultimi anni soprattutto con le ultime elezioni fatte nel 2015, abbiamo visto qualche giovane che è entrato a far parte dei comites, portando idee nuove ma che si sono scontrate con ideologie storiche dure da far cambiare, ma almeno è il nuovo che avanza.

Ora una domanda è per voi: Avete mai sentito veramente parlare dei Comites? Se la risposta è NO allora forse andrebbero riviste molte cose su questi comitati, apparentemente sconosciuti per molti, inutili per altri, un “mangia mangia” all’italiana per molti, eppure stranamente cosi “forti” da resistere ancora nel mondo e qui lasciamo a voi meditare sul perchè.

come si vota?

INFO Comites 2021 - www.fuertevacanze.es

Una volta fatta la domanda, l’ufficio consolare invia a casa un plico con il materiale elettorale. Si esprime il proprio voto seguendo le istruzioni, quindi si restituisce per posta al proprio ufficio consolare la scheda utilizzando la busta già affrancata contenuta nel plico”. Possono votare tutti i connazionali maggiorenni residenti e iscritti all’anagrafe italiani residenti (AIRE) all’estero da almeno 6 mesi rispetto alla data delle elezioni.”

Nuove elezioni Dicembre 2021: La speranza È sui giovani

Con un anno di ritardo causa covid il Il prossimo 3 dicembre si terranno le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es). Tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti all’AIRE da almeno 6 mesi prima della data delle elezioni hanno diritto a partecipare alle elezioni.

Da giovedì 23 settembre a domenica 3 ottobre, ci sarà la possibilità di presentare le liste con i candidati da parte di tutti coloro, iscritti Aire, che vogliono prendere parte attivamente alla vita del Comites Londra. http://www.comiteslondra.info/category/elezioni2021/

E come tutte le elezioni è una corsa a presentare candidati appartenenti ai partiti politici o a candidati a liste non appartenenti a partiti, tutti in linea di principio possono presentare la propria lista ed entrare attivamente nei Comites e portare aria fresca, una sfida che da anni viene rincorsa ma che per ora è sempre sfuggita, fosse l’anno buono?

La cosa che spesso accade è che si parla di un rinnovo, ma in realtà (tranne in certi) casi i membri che costituiranno i nuovi comites sono sempre gli stessi degli anni passati, tranne qualche nuovo membro che cerca invano di portare la sua voce, spesso una voce che grida al vento.
Ma ogni volta c’è sempre la speranza che la voce dei giovani possa veramente entrare non come un’ eca, ma come una presenza che venga ascoltata e non snobbata.

Ma ogni volta c’e’ sempre la speanza che la voce dei giovani possa veramente entrare non come un’ eca, ma come una presenza che venga ascoltata e non snobbata.

Ma da chi vengono finanziati questi comites?

Come organi pubblici ricevono ogni anno finanziamenti dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il denaro deve (o dovrebbe) essere a sostegno per studio e ricerche, iniziative sociali e culturali, per i giovani, a sostegno delle pari opportunità, l’assistenza sociale e scolastica, la formazione professionale, lo sport e il tempo libero.

Ma anche i privati possono finanziarli, oppure possono ricevere contributi da altri enti pubblici italiani e stranieri. Questa è la bella teoria, poi se andiamo a vedere in concreto, spesso i soldi dati spariscono o vengono mal gestiti, partono delle iniziative che poi non vedono la fine. Sia chiaro, questo non vale per tutti i comites, alcuni tentano veramente di fare qualcosa per la comunità, solo che che spesso la comunità non ne è a conoscenza.

È giusto però riportare un dato: il Ministero degli Esteri quanto dà ogni anno ai comites?

Se leggiamo le carte che si possono trovare all’interno del sito del Ministero degli affari esteri, si legge: Come stabilito dall’articolo 3 comma 6 della legge286/2003[qui per chi è interessato https://www.esteri.it/mae/doc/legge286.pdf 

I finanziamenti dei comites sono determinati sulla base dei criteri che tengono conto del numero dei componenti del comitato, della consistenza numerica delle comunità italiane e dell’estensione territoriale della circoscrizione del comitato.

Qui potete divertirvi a vedere quanto I comites nel mondo hanno preso divisi per città e paesi :https://www.esteri.it/mae/it/search?q=site:www.esteri.it%20comites%20 e a titolo di esempio mettiamo qui il contributo al comites di Londra https://bit.ly/3hLHaeI

e a titolo di esempio mettiamo qui il contributo al comites di Londra https://bit.ly/3hLHaeI

Naturalmente ogni comites deve (o dovrebbe) avere un sito dove pubblicare non sono lo pseudo attività, ma anche i bilanci, i verbali delle riunioni (tra l’altro aperti e libere al pubblico), insomma, nel sito ci deve essere in totale trasparenza, proprio perchè sono gestiti soldi pubblici, un resoconto ben dettagliato di tutto.

Nel sito del comites di Londra ci sono molti link, video di supporto agli italiani, e anche i bilanci: http://www.comiteslondra.info/documenti/bilancio/

Inoltre è possibile vedere i verbali delle riunioni http://www.comiteslondra.info/documenti/verbali-assemblea/ aggiornati però al 2018! Poi considerando il periodo del covid arriviamo fino ad oggi, dove i rappresentanti del comites di Londra, si riuniscono online facendo le loro riunioni pubbliche in virtuale non tanto seguite, ma perlomeno consultabili se uno vuole, dai canali social. I verbali aggiornati li scriveranno in futuro forse dopo le elezioni, non gli si può chiedere troppo!

Ma quanto è l’intero ammontare stanziato per i comites nel mondo?

Da questa scheda possiamo intuire quanto I comitati italiani all’estero prendono, e’ riportato l’anno 2021 e le proiezioni fino al 2023 (c’e’ da dire che qusti valori del 2022/2023 non tengono conto della legge di bilancio, e possono subire delle fluttuazioni, che pensiamo essere sempre in eccesso che in difetto):

Come si può vedere sono cifre importanti sopra i 2 milioni di euro! Questi soldi dovrebbero essere monitorizzati in quando soldi pubblici, capire se veramente vanno spesi dove dicono di essere spesi, valutare anche le attività più necessarie per la comunità e non in attività superflue tanto per spendere o far vedere che qualcosa si fa.
Non è importante fare e basta, ma i comites dovrebbero cercare di fare cose mirate, utili per i cittadini e  per i giovani.

Molti si chiedono, ma se c’è un Consolato, a cosa servono questi comitati?

Questa è la domanda che tutti in questi ultimi anno si fanno: Se c’è già un Consolato che svolge e supporta le funzioni per i cittadini, a cosa servono e cosa fanno i comites? Fanno solo progetti culturali? Come ad esempio la promozione della cultura italiana? Ma per questo ci sono già gli Istituti di cultura italiana che dipendono sempre dal Consolato.

Insomma con istituti di cultura e Consolati (se organizzati bene) è possibile dare un supporto significativo e importante alla comunità anche senza i Comites, o forse no? I comites sono veramente indispensabili? Un passaggio che secondo molti potrebbe essere bypassato.

Anche perchè la maggioranza degli italiani all’estero, se ha un problema non si rivolgono mai ai Comites, ma vanno direttamente ai Consolati, o in certi casi più politici all’Ambasciata.

Quanto vengono a costare le elezioni del 3 Dicembre 2021?

Facciamo un passo indietro, cosa è successo nel 2015?

Le operazioni di voto hanno interessato 101 COMITES in 38 Paesi. I dati conclusivi rivelano che su 3.747.341 elettori presenti negli elenchi del Ministero dell’Interno si  sono registrati per il voto 243.162 cittadini (6,5% del totale).

Del totale degli elettori registratisi per il voto, 167.714 (pari al 64,9%), hanno fatto pervenire in tempo utile il plico elettorale al consolato di riferimento, portando la partecipazione effettiva al 4,46% della platea degli aventi diritto.

I voti validi sono risultati essere 141.284, corrispondenti al 3,75% dell’elettorato. Per un costo complessivo di circa 5/6 milioni di euro.

Le elezioni del 2021, che per alcuni saranno ancora un flop elettorale, si stimano che possono costare circa 7 milioni di Euro, soldi pubblici, soldi che potrebbero essere investiti in altri settori, o per potenziare i consolati anziché spendere altri soldi.

Vedremo, c’è sempre la speranza che nelle prossime elezioni il numero di chi volta e di chi partecipa aumenti.

Molti vorrebbero abolire i comites perchè?

I Comites si trovano in tutto il mondo: 47 in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa. A seguito delle elezioni dell’aprile 2015 nel mondo operano oggi 101 Comites elettivi, a cui si devono aggiungere 5 di nomina consolare.

Eppure per onor della verità, molti vorrebbero abolirli tra questi anche molti Consolati, e rappresentanti politici (anche se in minoranza per ora) per far risparmiare I soldi, e magari investirli nei Consolati più conosciuti e creare proprio degli uffici che facciano il lavoro che stanno (o dovrebbero) fare i comites.

Insomma per molti I comites sono organi che potrebbero essere inglobati nelle istituzioni già presenti. Ma molti partiti come PD, Lega, Forza Italia, sono contrari ad abolire I comites, anzi cercano di rafforzarli. Per abolire i comites serve una legge e la via è difficile, ma possibile: fare un referendum potrebbe essere uno strumento che misurerebbe sicuramente il polso degli italiani all’estero per capire se i comites sono veramente importanti e noti.

Un cambiamento sicuramente è nell’aria e se non è questo anno sarà tra 5 anni, ma sicuramente qualcosa sta cambiando e il terremoto viene fatto proprio dai giovani,quei pochi che conosco i comites e vogliono o abolirli o rinnovarli.

La politica farà il suo percorso, ma già avere un’idea di un cambiamento vuol dire far luce su organi che per troppo tempo sono stati nel buio o nell’ombra. In fondo sono le piccole idee che hanno portato le grandi rivoluzioni e la storia ce lo insegna.

Ma è anche vero che se diciamo di eliminare i comites molte parti politiche si infuriano, si innervosiscono, come se per loro i comites sono parti fondamentali per far veicolare i loro messaggi politici sui territori all’estero e quindi assolutamente da non toccare. Con la retorica di chi vuole aiutare i cittadini all’estero, entrano in gioco tante dinamiche, tante politiche (anche se il comites di per sè si “estranea” dalla politica) ma è a sua volta pilotato da essa. Possiamo stare sicuri quindi che anche se i comites vengono attaccati alla fine resistono sempre. I burattinai conoscono bene I loro burattini e decidono loro se e quando farli “morire”.