Roberta Chiattu (Londra) – L’esercito inglese pronto a distribuire carburante in tutto il Regno Unito dopo quattro giorni di lunghe code e chiusura delle stazioni di servizio.

Si stima che il Regno Unito sia a corto di oltre 100.000 camionisti, causando problemi anche all’industria alimentare negli ultimi mese e adesso si aggiunge la benzina, che ce n’è abbastanza per tutti ma non ci sono abbastanza persone che la distribuiscono al cliente.  Ed è per questo che il governo ha voluto ingaggiare 150 i conducenti militari che si prepareranno a consegnare la benzina.

Alcuni ascoltatori di London ONE Radio (radio italiana ufficiale in Regno Unito) hanno confessato di aver atteso circa 3 ore prima di poter tornare a casa a causa delle lunghe cde di traffico dovute a questa crisi.

@londononeradio Quanti di voi stanno facendo coda per la #benzina ? #perte #uk #londononeradio #italianiallestero #italianialondra #italiansinlondon #italiansintheuk ♬ original sound – London One Radio

Non a caso, alcune persone “in panico” si ritrovano ad acquistare carburante inutilmente causando  code in molte stazioni di servizio.

Il gruppo automobilistico, RAC, ha affermato che per l’impennata della domanda sono aumentati anche i prezzi per un litro di benzina. In tutto questo, si aggiungono le richieste da parte dei “key workers”, come il personale sanitario e di assistenza sociale, che esigono ricevere un accesso prioritario al carburante dove è disponibile.

Il segretario agli affari Kwasi Kwarteng ha affermato che la mossa per mettere l’esercito in standby – il che significa che è pronto a rispondere a qualsiasi richiesta di supporto – è stato un “passo sensato e precauzionale”.

Ora però con il supporto militare – che dovrà seguire una formazione specializzata di cinque giorni – la situazione dovrebbe acquietarsi.

Tuttavia Huw Merriman, un deputato conservatore e presidente del comitato ristretto dei trasporti dichiara che l’industria deve risolvere le carenze di autisti di vecchia data piuttosto che avere il governo costantemente in suo supporto:

“Questi problemi esistono da anni perché l’età media dell’autista è 55 anni, va in pensione e l’industria non ha reso attraente questo lavoro. Per troppo tempo le condizioni di lavoro sono state pessime e chi è disposto tollerare che sia stato dall’estero.”

Inoltre Merriman aggiunge che piuttosto che dare colpa alla Brexit, bisognerebbe invece bisognerebbe dare la colpa al settore lavorativo stesso che in Gran Bretagna non ha trattato bene i propri dipendenti con la conseguente decrescita di personale.

Intanto principali fornitori di carburante, tra cui BP e Shell, hanno cercato di rassicurare il pubblico che le forniture rimangono inalterate alla fonte, con pressioni che dovrebbero allentarsi a breve.