Book Hostels Online Now

Saturday, Sep 04th

Last update:07:50:12 PM GMT

You are here:

Opinions

Opinioni

Le "Favole di ogni giorno" di Giampiero Pierotti: nelle scuole per incontrare il moderno

E-mail Stampa PDF

Le "Favole di ogni giorno" di Giampiero Pierotti:
nelle scuole per incontrare il moderno
Esopo delle colline toscane

 

 

 Giampiero Pierotti  si definisce "scrittore per caso", con la semplicità e l'arguzia tipica dei toscani: "le mie favole nascono in parte dalla mia esperienza, in parte dall'attenzione alle problematiche altrui, dalla sofferenza che leggo in tante persone ma anche da tutto quanto (ed è moltissimo) loro riescono a darmi". Descrive così la sua "avventura" Giampiero Pierotti, muratore autodidatta di Pettori, frazione di Cascina, in provincia di Pisa, autore del libro "Favole di ogni giorno", opera prima che lo ha portato nelle scuole e nei programmi radiofonici di mezza Italia (compresi quelli RAI Radio 1 nella trasmissione di “ C’era una volta “ condotta da Francesca De Carolis e Daniela Morandini con la partecipazione straordinaria dell’attore di teatro Paolo Poli ,andata in onda il 6 Giugno 2009 alle ore 11,05 .Tali favole sono state anche inserite nell’anno 2010 nel programma di Oraitaliaradio condotto dalla giornalista Magali Pizarro e trasmesso da Radio Nacional di Viedma Rio Negro Patagonia Argentina ,trasmissione per gli Italiani nel Mondo . Inoltre è doveroso informare che il testo è stato anche stampato in versione Braille a cura della Regione Toscana che può permettere all’autore di incontrare alunni ipovedenti e non vedenti.

Le favole, arricchite dalle vignette dell'umorista Alberto Fremura, ripercorrono le orme di Esopo, otto racconti costruiti con linguaggio pulito ed essenziale, con animali umili (il barbagianni, i vermi, i topi , compreso le cose che ogni giorno ci circondano) che "vestono panni umani", denunciando le pecche della società e dell'indifferenza dell'uomo verso i suoi simili, e la morale finale. E da allora Pierotti gira da una radio all'altra e, soprattutto, da una scuola all'altra. Ne è nato un progetto di incontri con l'autore, presentato all'Ufficio Scolastico Regionale di Firenze e diffuso a tutte le scuole elementari e medie della regione, con la disponibilità, da parte dello stesso Pierotti, a moltiplicare le iniziative anche fuori dalla Toscana.

 

Per eventuale utilità si evidenzia il percorso didattico consigliato dall’autore:

-         Lettura da parte degli alunni

 

-         Analisi dei testi

 

-         Illustrazione a piacere dei passi più significativi

-         Animazione dei racconti

-         Analisi con gli insegnanti di lingua straniera dei racconti : “Scarpe”, “Il Falco” e

    “Il viaggio”, già tradotti in francese, inglese , spagnolo , tedesco e portoghese

-         Incontro con l’autore .

 

Per informazioni contattare l’autore ai seguenti numeri

 

                                                                                             

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. '; document.write( '' ); document.write( addy_text3671 ); document.write( '<\/a>' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

www.giampieropierotti.it

 foto: dillinger.it

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Agosto 2010 16:35

QUESTA PAZZA SOCIETA’

Accedendo il televisore in una serata estiva,noto una certa desolazione nel fare zapping tra i vari canali televisivi.

Debbo dire che il fenomeno mediatico sempre maggiormente insistente di ragazze molto  poco abbigliate ma molto truccate, oserei dire quasi artificiali dai loro capelli colorati alle loro unghie ricostruite passando per le loro curve fisiche assai siliconate, mi suscita un certo disagio accompagnato da scetticismo.

Spesso con tali ragazze condivido l’età anagrafica ma non i  pensieri o comunque le ambizioni.Io opto per raggiungere i miei scopi con dedizione,studio e impegno poiché ritengo che solo in tale maniera le mie vittorie possano dirsi reali e durature,non soggette al logorìo del tempo che scorre. Stessa cosa non si potrà dire per la pelle e il tono muscolare di tali stelline mediatiche che dovranno arrendersi agli anni trascorsi celermente e se non forti di talento,vedranno eclissata la loro figura un tempo splendente ma in futuro scalzata da ragazzine sempre più giovani,spregiudicate e  disponibili.

Forse,proiettandosi in un futuro a lungo termine,penso che di tale passo il livello di cultura,di preparazione e d’istruzione scenderà velocemente e con esso anche vere ambizioni di spessore.

Le colpe tuttavia non sono attribuibili solo a ragazzine “sfrenate” ma alla società intera,che richiede modelli sempre più giovani e disinibiti da proporre al cinema o in  tv,che urla “magro è bello”,oppure “siate carine e disponibili e verrete ricompensate”, a discapito di chi studia o lavora da sempre e combatte per un lavoro e una dimora stabili. Si  dice che la società è in continua evoluzione e quindi nel tempo di una  generazione sono già mutate le ambizioni,gli obiettivi e i valori morali. Di tal passo chissà cosa ci riserveranno i figli di domani. Spero davvero che ci si lasci tentare meno dal miraggio mediatico e maggiormente da studio e lavoro i quali non sono esclusivamente sinonimo di fatica e impegno ma anche di vittorie,soddisfazioni e reale emancipazione. 

                                                      Tonelli Cristina

 

foto: forumtime.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Giugno 2010 10:17

“L’Aquila nel mondo” Presentato il terzo libro di Goffredo Palmerini, una raccolta di “notizie, fatti ed eventi prima e dopo il terremoto del 6 aprile 2009”

E-mail Stampa PDF

 
Da diversi anni, Goffredo Palmerini ha messo sotto i riflettori del mondo, il suo Abruzzo, L’Aquila, e tutti gli Aruzzesi nel mondo. Questo quanto echeggiato più volte nell’Auditorium di Palazzo Silone - la sede del governo regionale all’Aquila - in occasione della presentazione del terzo libro dedicato ancora una volta alla sua terra, “un’impresa – ha sottolineato Mario Narducci, giornalista, poeta, direttore di TV Uno nonché coordinatore dell’evento – che non è riuscita neanche alle istituzioni”. Narducci ha evidenziato il giornalismo di servizio di Palmerini, che si pone anche come “azione politica”, e soprattutto le puntuali argomentazioni di Letizia Airos, giornalista di America Oggi e web manager dell’edizione on line del quotidiano di New York, nella sua pregevole prefazione al volume.

     Tra gli intervenuti, l’avv. Paola di Salvatore, dirigente del Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo, che con emozione ha sfogliato il libro di Palmerini appena uscito dalla tipografia, tratteggiandone il valore di memoria e documentazione. La dirigente ha voluto ringraziare l’autore per aver amplificato, con i suoi articoli, l’effetto degli eventi culturali di cui è ricco l’Abruzzo e che neanche il terremoto è riuscito a bloccare.

     Tiziana Grassi, giornalista, scrittrice nonché studiosa, con encomiabile passione, delle migrazioni, ha definito Palmerini “un ponte tra l’Abruzzo e il mondo, ma anche dal mondo all’AbruzzoGli articoli di Palmerini raccolti in questo volume – ha affermato – sono riusciti ad andare oltre il già indispensabile, utile ruolo di informazione. Egli ha saputo creare una cartografia dell’anima, perché oltre ad informare, raccontare, Palmerini interpreta i sentimenti, lo stato d’animo di chi ha lasciato la propria terra senza mai dimenticarla, valorizzando questo ‘mondo’ in tutte le sue sfaccettature”. Tiziana Grassi ha infatti ricordato l’attenzione rivolta da Palmerini anche alle nuove generazioni, al mondo delle donne, agli abruzzesi eccellenti. Nel leggere una significativa frase di Benedetto Croce, (“Quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese!), Tiziana Grassi ha poi richiamato alla memoria la dignità che tutti gli abruzzesi hanno dimostrato in occasione del sisma, e la grande gara di solidarietà subito attivata dalle comunità all’estero, e non solo abruzzesi.

     Gli articoli raccolti nel libro spaziano dal maggio del 2008 al dicembre 2009, gran parte di questi sono stati scritti dopo il 6 aprile: una data che nessun abruzzese dimenticherà mai. Anche in quella drammatica vicenda, Palmerini non ha mai smesso di informare, ma anche rassicurare, per quanto possibile, chi da fuori voleva sapere, conoscere, e soprattutto “fare qualcosa”. Il tempo di veder ripristinati i collegamenti telefonici, e Goffredo Palmerini ha riacceso il suo contatto, il suo legame con il mondo, con la sua gente.

     Toccante anche l’intervento della prof. Maria Grossmann, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università dell’Aquila, per molti anni preside della stessa Facoltà, la cui sede è oggi ospitata a Paganica, popolosa frazione de L’Aquila dove Palmerini è nato e vive. “Ho avuto modo di leggere il pezzo di Goffredo sul concerto diretto da Josè Maria Sciutto alla Sala Nervi, in Vaticano, in occasione dei 140 anni dell’ospedale Bambin Gesù. Anch’io ero a quel concerto, ma quasi mi ha emozionato di più leggere il racconto di Palmerini”. La Grossmann ha tra l’altro aggiunto che “il volume si legge piacevolmente, presenta una scrittura di eccellente qualità, perfetta, senza una sbavatura, che si giova d’un grande lavoro di ricerca. Ogni capitolo, poi, sembra scoprire un gioco di scatole cinesi, dove un argomento ne apre un altro e un altro ancora, con sorprese talvolta inattese”. Ha infine sottolineato il prestigio dell’Università aquilana, il suo essere mèta ambita anche da molti studenti stranieri. Purtroppo numerosi sono stati proprio gli studenti vittime del terremoto. Ora l’Università ha bisogno di nuova linfa, nuova attenzione, per ritornare al più presto ai fasti del passato. E proprio la Grossmann ha voluto lanciare un appello a Palmerini, affinché anche grazie ai suoi articoli si riesca tenere desta l’attenzione sull’Ateneo, uno degli emblemi dell’Aquila.

     Francesca Pompa, presidente di One Groupe Edizioni, ha ricordato che il volume ha subito dei ritardi proprio per gli inevitabili “disagi” che il sisma ha recato a tutto il territorio. “Non potevamo, quindi, non aggiungere anche tutto il lavoro di Palmerini svolto dopo il 6 aprile”. La presidente della casa editrice di “L’Aquila nel Mondo” ha reso noto che i proventi del libro sono destinati all’Istituto Cinematografico dell'Aquila "La Lanterna Magica", per contribuire al restauro delle pellicole danneggiate dal terremoto che fanno parte della prestigiosa Cineteca dell’Istituto, tra le più qualificate ed importanti in Italia.

     E proprio il fondatore e presidente onorario dell’Istituto Cinematografico, Gabriele Lucci, figura insigne della cultura cinematografica italiana, era presente all’evento ed ha portato la sua testimonianza, ricordando che insieme a Palmerini ha condotto due missioni culturali, a New York, Los Angeles e San Francisco, e conosciuto le nostre comunità all’estero. Presenti anche molte personalità della cultura, della musica e dell’arte, alcune giunte da lontano, come lo scultore Giuseppe Gentili, da Camerino, o come il direttore dell’Eco di San Gabriele, Pierino Di Eugenio, per non parlare di Anna Fantilli, presidente dell’Associazione degli Abruzzesi in Paraguay che, trovandosi in Italia, ha fatto di tutto per presenziare all’evento. Il presidente della X Circoscrizione comunale, Ugo de Paulis, ha portato il suo caloroso saluto e quello dell’intera comunità di Paganica.

     Nel suo intervento, Goffredo Palmerini ha voluto innanzitutto ringraziare i presenti, gli amici, coloro che hanno contribuito alla realizzazione del volume, ed in particolare i direttori delle testate italiane che ospitano i suoi articoli. Un ringraziamento che ha messo, nero su bianco, anche nel libro dedicato agli Abruzzesi nel Mondo, ai Volontari della Protezione Civile, agli Aquilani.

     Un’ultima annotazione. Prima della presentazione del suo libro, Goffredo Palmerini ha voluto far a vedere L’Aquila “ferita”: il cuore della città “ingabbiato”, trafitto da tubi, teli, travi, con squadre di vigili e militari ancora al lavoro in quelle strade fino al 5 aprile piene di vita, giovani, luci. Oggi deserte. Ma l’Aquila, come ha scritto Palmerini in uno dei suoi articoli, “risorgerà”. Ancora una volta! 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Giugno 2010 14:21

Le Parole Dimenticate

E-mail Stampa PDF

 

 

Gli editori a pagamento sono una trappola ben nota per chi ha qualcosa da dire, un messaggio interiore da condividere, e vorrebbe racchiuderlo nella fragrante brossura di un libro. Se uno scrittore alle prime armi è pronto a barattare il denaro con le parole, noterà quant’è facile pubblicare. L’operazione richiederà un certo tempo, trascorso a scegliere nel parterre di svariate case editrici (tutte famose & attente alla qualità, fiduciose sulle virtù degli esordienti), la più adatta. Discriminanti saranno un minore esborso, in ragione di una maggiore pubblicità; ridotta attesa per la messa in stampa e la “commercializzazione”. Così, l’entusiasmo del giovane autore troverà posto fra le clausole di un contratto che prevede propria la foto sul retro del libro, il nome in grassetto ad occupare l’intera copertina, e l’oblio sui contenuti. Poco importa di questi ultimi, persino a livello nazionale. Esempi eclatanti vengono dall’industria cinematografica, che sempre più spesso si ispira a racconti o romanzi scontati, banali, formule facili. Cambiano i personaggi, ma le trame restano simili. Gli autori stessi diventano caricature, si mettono in ridicolo pur di shockare, stupire, far breccia nel torpido commercio di massa.

Meno noti, ma estremamente numerosi, sono poi quei libercoli dai nomi discreti, quasi marginali, a basso prezzo e identica tiratura: un turbinio di voci nuove appoggiate, a far polvere (molta più polvere dei vecchi), su scaffali in cui pochi vanno a sbirciare. Quella miriade di trame silenziose denota una totale mancanza di selezione, di cura verso il prodotto proposto. E l’approccio degli addetti ai lavori ha permesso il lievitare dei sedicenti scrittori, al punto che a volte paiono più numerosi dei lettori stessi. Semplificare e stilizzare l’accesso alla stampa, ridicolizza l’importanza del contenuto. Tra i ragazzi, inoltre, è sempre meno diffusa la moda della lettura. Internet permette accessi rapidi e semplici ad ogni informazione, e a molti giovani basta l'essenziale, per quanto non sia sufficiente a nutrire l’ispirazione. Un autore ha sete di conoscenza; i suoi testi affondano le radici nel substrato del Sapere, e non può produrre nulla di artistico senza contenuti. Capacità e tecnica sono doti innate, ma così come il pittore deve affinare la sua identità coi “fondamentali”, lo studio degli stili e degli strumenti; così come il musicista deve imparare a elaborare le note in libertà, al di fuori dal pentagramma, lo scrittore deve adoperarsi con un duplice compito: acquisire il mestiere per plasmare l’arte, e incanalare le risorse innate con uno scopo, per non scivolare nella mediocrità.

Il territorio dei blog è lo specchio di tutto ciò: nella densità e nella bellezza di certi versi, molti adolescenti non riescono a introdurre confronti, riferimenti, nuove tematiche, imprigionandone il fascino nella ripetizione. Gioie già viste, amori ridetti, consuete paure, spiegazioni, banalità. Certo lo stimolo non viene dalla scuola, spesso incapace di trasmettere il brivido della letteratura, trattata come un “prodotto” meramente didattico, una materia fra le tante. Eppure i libri sono uno squarcio su mondi lontani, una finestra sulla varietà delle emozioni, un cabaret ridonante e meraviglioso. Viverli è entrare in simbiosi col pensiero e con l’esperienza di chi, quelle trame, le ha riportate, fissandole fra gli interspazi bianchi e quelli neri, come pietre angolari di un cruciverba chiamato esistenza.    

 

[Per chi pensa che imparare sia qualcosa assoggettabile solo alla scuola, chiedo di prendere una poesia, una qualunque su cui non si è mai soffermato, e di leggerla ad alta voce, col suo tempo, col tempo che più aggrada, lasciando che le parole scorrano in bocca. Entreranno nei vasi sanguigni, spiegandosi e spiegando noi stessi al mondo, all’interno di mille altri. Perché leggere è fermarsi, ossia dominare il ritmo di una realtà che corre, corre, pazza di sé]

foto : pagineabruzzo.it

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Giugno 2010 11:18

RIPORTIAMO UNA LETTERA DI PROTESTA ARRIVATA ALLA REDAZINE SULLA DISABILITA' ( GIUSTIZIA NEGATA)

E-mail Stampa PDF

Un diversamente abile non può viaggiare sulla linea A della Metropolitana di Roma!!!!!!! Sono testimone di un episodio sgradevole avvenuto il 25 aprile nella stazione Termini, ero con delle amiche e una bambina di 11 anni costretta sulla sedia a rotelle dalla nascita, stavamo andando alla manifestazione del DISABILI DAY, marcia pacifica per portare a conoscenza le persone che questa realtà esiste e va tutelata.

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 14:37 Leggi tutto...

Pagina 1 di 20

L'ItaloEuropeo - Independent European culture Magazine in London (UK)  

 All the articles are to Reserved ©  RESERVED REPRODUCTION