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History

Storia

Londra ricorda i 150 anni dalla spedizione in Sicilia di Giuseppe Garibaldi.

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 Il 2010 marca un anniversario molto importante nella storia italiana, i 150 anni dalla spedizione in Sicilia di Giuseppe Garibaldi. E proprio in quell’occasione che un gemellaggio fra un contingente di volontari inglesi ed il famoso condottiero venne alla luce per lottare in quel periodo che porto’ poi all’unificazione d’Italia. In quel periodo in Gran Bretagna usci’ il fenomeno della “Garibaldimania” dove qualsiasi cosa correlata con l’Eroe dei Due Mondi venne commercializzata. Fra queste il”Garibaldi Panorama”, una tela di 43 metri che riportava le varie vicende accadute nel corso di quell’evento. Dipinta ad acquarello su entrambi i lati veniva poi arrotolata su due pali alti circa un metro e mentre questa tela scorreva, un narratore, nello stile dei vecchi cantastorie raccontava i momenti storici descritti nelle varie parti del “Panorama”.

Questi spettacoli venivano portati in giro nelle sale comunali, nei teatri o nelle piazze ed erano molto popolari verso la seconda meta’ del 1800.

Purtroppo essendo di materiale deperibile molti sono andati distrutti, fortunatamente uno di questi si e’ salvato ed e’ stato riportato in versione digitale dalla Brown University Library a Rhode Island in una cartella di 91 immagini.

L’Istituto Culturale Italiano ha ospitato la visione di questo “Garibaldi Panorama” con degli ospiti d’eccezione.[ in foto, prof Massimo Riva, capostampa Ambasciata,prof  Eugenio Biagini, dott.sa Marcella Sutcliff]

Dopo un’introduzione dell’Ambasciatore Giorgio Alain Maria Economides e con l’onore di avere fra i presenti la signora Anita Garibaldi, discendente dell’eroico generale, il professor Massimo Riva della Brown University ha presentato questo storico manufatto digitalizzato. In seguito e’ stata proiettata sullo schermo questa raccolta di dipinti mentre le vicende che scorrevano sotto gli occhi del pubblico intervenuto venivano raccontate. Fra un tempo e l’altro un intermezzo alla fisarmonica ha ricreato l’atmosfera di 150 anni fa in cui questo tipo di intrattenimento veniva svolto.

Conclusa la visione, la dottoressa Marcella Sutcliffe della Newcastle University ha fatto un omaggio alla Legione Britannica che segui’ Garibaldi in questa impresa ed infine un ulteriore commento da parte del dottor Eugenio Biagini dell’ University of Cambridge che ha osservato alcuni punti fondamentali sul perche’ Giuseppe Garibaldi ebbe un cosi’ gran successo, sintetizzandolo in tre punti chiave, “Idea”, “Carisma” e “Media”, tre qualita’ che si accomunavano con la mentalita’ inglese.  Anche piccoli particolari come per esempio il fatto che le uniformi britanniche fossero con la giubba rossa e i seguaci di Garibaldi indossassero delle camicie rosse, rendendoli vicini idealmente sono stati portati all’attenzione dei presenti.

Grazie alla collaborazione della Fondazione Giuseppe Garibaldi ed il Circolo Mazzini – Garibaldi, insieme all’Istituto Culturale Italiano, questa serata e’ stata un regalo esclusivo per chi e’ potuto intervenire, diffondendo ancora di piu’ la conoscenza su un periodo della storia italiana che ha cambiato le vite di tutti.

Come citato da uno dei relatori della serata, Giuseppe Garibaldi da Eroe dei Due Mondi e’ diventato Eroe dei Tre Mondi abbracciando anche il mondo virtuale.

La serata si e’ conclusa con un rinfresco preparato dal bravissimo chef Enzo Olivieri con tema siciliano, in onore della Terra che ospito’ l’eroe romantico nel suo viaggio verso la liberta’.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Luglio 2010 18:29

Sir Winston Leonard Spencer Churchill

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543.Winston_ChurchillLondra - (Blenheim Palace, 30 novembre 1874 – Londra, 24 gennaio 1965)
 
E’ stato un politico, storico e giornalista britannico. Conosciuto principalmente per aver guidato la Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale, è stato primo ministro del Regno Unito dal 1940 al 1945 e successivamente dal 1951 al 1955. Noto statista, oratore e stratega, Churchill fu inoltre un ufficiale dell'esercito britannico. Autore prolifico, vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 per i suoi scritti storici. Durante la sua carriera nell'esercito, Churchill combatté con il corpo di spedizione chiamato Malakand Field Force nella battaglia di Omdurman in Sudan e durante la seconda guerra Boera in Sud Africa. In questo periodo riuscì inoltre a raggiungere la fama come corrispondente di guerra. Sulla scena politica per quasi sessant'anni, ricoprì numerose cariche politiche e di governo. Nei primi anni del Novecento, durante i governi liberali, fu a capo del Ministero per il commercio e l'industria (Board of Trade) e Segretario di Stato per gli Affari interni (Home Secretary). Durante la prima guerra mondiale fu, tra l'altro, Primo Lord dell'Ammiragliato, Ministro delle Munizioni, Segretario di Stato per la Guerra e Segretario di Stato per l'Aviazione. Combatté anche con l'esercito sul fronte occidentale e comandò il 6th Battalion of the Royal Scots Fusiliers. Nel periodo tra le due guerre fu Cancelliere dello Scacchiere (il Ministro delle Finanze britannico). Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Churchill fu nominato Primo Lord dell'Ammiragliato. Successivamente in seguito alle dimissioni di Neville Chamberlain il 10 maggio 1940, diventò Primo Ministro del Regno Unito e guidò la Gran Bretagna alla vittoria contro le Potenze dell'Asse. I suoi discorsi furono di grande ispirazione alle forze alleate impegnate in combattimento. Dopo la sconfitta alle elezioni del 1945, Churchill diventò leader dell'opposizione. Nel 1951 diventò nuovamente Primo Ministro fino al ritiro definitivo dalla scena politica nel 1955. Alla sua morte la Regina gli concesse gli onori del funerale di stato, al quale parteciparono un gran numero di statisti.
 
Biografia
Churchill nasce a Blenheim Palace, presso Woodstock (Contea di Oxford), il 30 novembre 1874. La madre è l'americana Jessie Jerome, figlia del proprietario del New York Times. Il padre, Lord Churchill era figlio terzogenito di John Spencer Churchill, 7° duca di Marlborough e fu una figura di spicco del Partito Conservatore Britannico (Tory), nel 1885 ha guidato il Segretariato di Stato per l'India e nel 1886 è stato nominato Cancelliere dello Scacchiere (Ministro delle finanze). In questa veste Sir Randolph Churchill si batte per la riduzione delle spese militari e, quando il premier Salisbury respinge le sue richieste, decide di presentare le sue dimissioni sperando, a torto, che vengano respinte. Lord Randolph non si riprende da questo infortunio politico e, complice il sorgere di una grave malattia, scompare prematuramente. Il dramma vissuto dal padre influenzerà gli inizi della vita politica di Churchill che cercherà di vendicarlo. Winston studia a Harrow e, nel 1893, viene ammesso all'Accademia Militare Reale di Sandhurst. Il padre lo voleva avviare alla carriera militare, Churchill invece dimostra notevole talento per la scrittura. Winston decide di trascorrere qualche anno come corrispondente tra Cuba, India e Sudafrica, dove viene prima catturato dai Boeri e rinchiuso nel penitenziario locale dal quale riesce spettacolarmente ad evadere. A quei tempi i continenti extraeuropei erano molto ambiti perché la fama e la carriera dipendevano esclusivamente da incarichi di frontiera. Dalle sue corrispondenze dalla guerra afgana del 1897 verrà pubblicato un libro (The Story of the Malakand Field Force, 1898), ma la vera fama giunge dalla sua partecipazione, come Ussaro, alla battaglia di Omdurman (settembre 1898) sul corso inferiore del Nilo, nella quale gli inglesi sconfiggono i Dervisci e ottengono il controllo del Sudan. Churchill si sente pronto per incominciare la carriera politica. Dopo un primo insuccesso, riesce ad entrare in Parlamento a 26 anni, nel 1900, quando viene eletto parlamentare per il Partito Conservatore al secondo tentativo nel collegio di Oldham. Nonostante abbia modellato la sua personalità sulla figura del padre, non tarda a manifestare una diversa sensibilità in campo sociale e politico.
 
La lunga parentesi liberale
543.Winston Churchill.2.jpgIn quel periodo il leader della corrente conservatrice dei liberali unionisti, guidata da Joseph Chamberlain, stava attuando una strategia politica caratterizzata, in campo economico, dalla cosiddetta Imperial Preference, che mirava al mantenimento della strategia imperialista britannica attraverso un forte protezionismo. Questa politica, criticata da più parti, tanto che poi porterà il partito alla sconfitta nelle elezioni del 1906 da parte dei liberali, trovava Churchill in pieno disaccordo. Alla fine quindi quest'ultimo decide di abbandonare il partito per quello liberale, nelle file del quale vince le elezioni in quello stesso anno, 1906. Eletto deputato per il collegio di Manchester, Churchill comincia a fare carriera all'interno del partito liberale: primo sottosegretario alle colonie tra il 1906 e il 1908, poi ministro, prima del commercio (1908-1910) e infine dell'interno (1910-1911). Inoltre la sua presenza nel dibattito quotidiano di tutti i giorni in aula gli consente di emergere ulteriormente, grazie alle sue spiccate doti di oratore - nonostante un difetto di pronuncia (non pronunciava la "S") che non riuscì mai a correggere - e alla meticolosità con cui prepara gli interventi. Durante il periodo in cui ha ricoperto l'incarico di ministro del commercio Churchill ha attuato una serie di riforme in campo sociale che, anche se reputate troppo rivoluzionarie da molti (minimo salariale, orario massimo di otto ore di lavoro, aiuti per i disoccupati), ne fecero un personaggio assai popolare. La sua crescente popolarità ha fatto sì che gli stessi dirigenti del partito liberale decidano di affidargli incarichi sempre più prestigiosi. La sua sensibilità sociale sembra però venir meno quando, divenuto ministro degli interni, invia corpi straordinari di polizia ad affrontare i lavoratori in sciopero nelle miniere del Galles, nei porti e nelle ferrovie. Nel 1911, quando con l'incidente di Agadir diventano chiare le mire espansionistiche della Germania, Churchill viene nominato Primo Lord dell'Ammiragliato - ruolo corrispondente a ministro della Marina Militare - con lo scopo dichiarato di mantenere la superiorità della Royal Navy sulla Kaiserliche Marine (la Marina Militare Tedesca) in tutti i possibili teatri di un futuro conflitto. Dà grande impulso alle innovazioni, in particolare allo sviluppo dell'aviazione di marina, e decide di ammodernare la flotta britannica mediante l'utilizzo di motori a gasolio. Da quest'ultima decisione dipenderà l'importanza strategica assunta dai giacimenti petroliferi in Mesopotamia (controllata allora dall'Impero Ottomano) ed in Persia (formalmente indipendente, ma situata nella sfera di influenza sia russa sia britannica) e la conseguente campagna militare britannica nell'area del golfo Persico durante la Prima Guerra Mondiale. Il 4 agosto 1914 scoppia il primo conflitto mondiale e nel mese di ottobre dello stesso anno Churchill ordina l'invio di tremila fanti di marina in aiuto di Anversa assediata. Questa mossa non salverà Anversa dalla capitolazione ma permetterà alla flotta britannica di assumere e mantenere il controllo dei mari. Churchill fu uno dei promotori dello sbarco alleato del gennaio 1915 nella penisola di Gallipoli sui Dardanelli, un'ambiziosa operazione militare che aveva l'obiettivo di aprire un collegamento via mare con i russi attraverso la conquista di Istanbul. La campagna militare però si dimostra molto più difficile del previsto per l'efficace difesa degli ottomani e gli alleati, dopo aver subito pesantissime perdite, decidono il ritiro da Gallipoli. Considerato unico responsabile del disastro, Churchill, anche per le pressioni dei conservatori che sono da poco entrati a far parte di un governo di unità nazionale, viene estromesso dal governo e si trova a combattere la guerra in Francia come maggiore dell'Esercito Britannico. Ci vorrà una commissione di inchiesta, che nel 1917 lo assolve dal ruolo di unico responsabile per il disastro dei Dardanelli, per permettere al nuovo premier Lloyd George di nominarlo Ministro per i Rifornimenti militari. In quanto responsabile della produzione in massa di carri armati, Churchill svolge un ruolo importante nella vittoria britannica della prima guerra mondiale. Dal 1919 al 1921 è Segretario di Stato per la Guerra e l'Aria; in questo periodo cerca in tutti i modi, anche contro il parere negativo di molti esponenti del partito liberale, di convincere il governo ad operare un intervento militare per stroncare la Rivoluzione Russa e il bolscevismo. Tra il 1921 e il 1922 viene nominato Ministro delle colonie: fra i suoi provvedimenti c'è quello della costituzione di un mandato britannico sulla Palestina, una questione che negli anni a venire provocherà molti problemi. In questo periodo il suo più grande successo è stato l'accordo con gli indipendentisti irlandesi che porterà alla costituzione dello Stato libero d'Irlanda prima e della Repubblica Irlandese poi. Le elezioni del 1922 segnano la sconfitta dei liberali di Churchill, il quale perde anche il suo seggio in parlamento, e il ritorno al governo dei conservatori. Le successive elezioni del 1923 sanciscono il sorpasso dei liberali, che diviene il terzo partito britannico, da parte del partito laburista.
 
Ritorno al partito conservatore
543.Winston Churchill.Watching allied vehicles crossing the Rhine. 25 March 1945.jpg
I due governi Churchill

 

 «Gran Bretagna e Francia potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra.»  (riferendosi agli accordi di Monaco del 29-30 settembre 1938). Gli anni trenta vedono un declino del prestigio di Churchill, che rapidamente risorge quando, allo scoppio della seconda guerra mondiale, i suoi ammonimenti sui pericoli rappresentati dal nazismo suonano profetici. Quando nel 1939 Chamberlain, preso atto del fallimento della sua politica di appeasement, dichiara guerra alla Germania, Churchill viene nominato ancora una volta Primo Lord dell'Ammiragliato. L'errata conduzione della guerra, insieme alla pressione dell'opinione pubblica, spingono Chamberlain a presentare le sue dimissioni (maggio 1940) e i Conservatori a pregare Churchill di accettare la carica di primo ministro. Formato un governo di unità nazionale, il suo atteggiamento deciso contro Germania ed Italia accresce enormemente la sua popolarità interna. Nonostante abbia promesso «lacrime, sudore e sangue», e a dispetto di delle molte sconfitte subite dalla Gran Bretagna nei primi anni di guerra, la popolazione lo appoggia incondizionatamente fino alla vittoria nel 1945. In politica estera, Churchill si mostra più diffidente e preoccupato nei confronti di Stalin di quanto non lo sia il presidente degli Stati Uniti Roosevelt. Nonostante la vittoria militare, e a dispetto della reputazione di grande leader e nonostante il notevole consenso popolare, Churchill perde le elezioni politiche del 1945 e deve lasciare il passo a Clement Attlee, leader del partito laburista. Forse ha pesato, nel risultato elettorale, il fatto di essere sempre stato inviso ai sindacati. Tra l'altro le promesse in campo economico del partito laburista prevedono nazionalizzazioni, un sistema fiscale progressivo, un piano di sviluppo dell'occupazione, un nuovo sistema sanitario, pensionistico e scolastico. È quindi un piano di attuazione di quello che viene oggi chiamato Welfare state, un progetto di modernizzazione tanto innovativo quanto benefico agli occhi dell'elettorato, che il partito conservatore non può né vuole proporre, e che sarà tra i motivi della sorprendente scelta elettorale del 1945. Churchill continua comunque a svolgere un ruolo politico di primo piano: la sua voce è ascoltata in tutto il mondo. Tra gli argomenti più cari allo statista vi è l'incentivazione di politiche di distacco dall'URSS, fatto che ne fa uno dei sostenitori di quella che poi prenderà il nome di Guerra Fredda (durante il discorso di Fulton, Missouri, tenuto al Westminster College, in presenza del presidente Truman, nel 1946, fu egli a coniare la famosa espressione Cortina di ferro), coerente con l'anticomunismo che da sempre lo aveva distinto. Nel 1950, con altre illustri personalità, si impegna inutilmente per la salvezza di Milada Horáková, condannata a morte dal regime comunista cecoslovacco. Dopo aver vinto le elezioni Churchill riceve nuovamente l'incarico di formare un governo nel 1951, all'età di settantasette anni. Durante il secondo governo Churchill la Gran Bretagna reprime la guerriglia marxista in Malaysia e la sanguinosa rivolta dei Mau-Mau in Kenya. Nel 1952 cerca di destituire il premier iraniano democraticamente eletto, Mohammad Mossadeq, in seguito alla sua decisione di nazionalizzare la Anglo-Iranian Oil Company (di cui il governo britannico è azionista di maggioranza), ma quando i primi tentativi di golpe vengono scoperti e l'Ambasciata britannica viene espulsa dall'Iran, l'amministrazione Churchill si trova costretta a chiedere alla CIA e all'amministrazione Eisenhower di portare avanti il colpo di stato. L'elemento più rilevante della politica mondiale di Churchill in quegli anni sarà l'impegno a favorire la distensione tra Usa e Urss. Dopo aver sostenuto negli anni precedenti la necessità di fronteggiare con forza l'Urss, ora, pur senza mettere minimamente in discussione l'alleanza di ferro con gli USA di cui è stato il primo alfiere, Churchill valuta necessario far scendere la tensione tra i blocchi contrapposti, e attribuisce in questo un ruolo guida alla Gran Bretagna. Nel 1955 Churchill si dimette da premier passando la mano al suo delfino Anthony Eden. Il suo contributo al servizio del suo paese sarà ricompensato con una messe di premi e riconoscimenti, anche dall'estero. Nel 1953 ottiene il Premio Nobel per la letteratura, principalmente per la sua opera La seconda guerra mondiale (The Second World War), 1948-1954. Nel 1955 si ritira definitivamente a vita privata. "La verità è cosi preziosa che bisogna proteggerla sempre con una cortina di bugie " W. Churchill, La Seconda guerra Mondiale, v.V, p.447,1948-1954.. Questa citazione ricorda il ruolo decisivo di Churchill nel dare impulso all'enorme attività di intelligence alleata durante la seconda guerra mondiale. Muore il 24 gennaio 1965, ai suoi funerali partecipano circa 300.000 persone: la sua salma viene esposta alla Westminster Hall. La figura di Churchill nel Regno Unito ha sempre goduto e gode ancora di grande prestigio, ed è considerato tra i più grandi personaggi nazionali del XX secolo.
 
Matrimonio e figli
Da Clementine e Winston nacquero: Diana (11 luglio 1909 - 20 ottobre 1963), Randolph (28 maggio 1911 - 6 giugno 1968), Sarah Churchill (7 ottobre 1914 - 24 settembre 1982), Marigold Frances (15 novembre 1918 - 23 agosto 1921), Mary (15 settembre 1922 – vivente).
 
Onorificenze
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera, Cavaliere dell'Ordine al Merito del Regno Unito, Order of the Companions of Honour, Territorial Decoration, British War Medal, Medaglia interalleata della vittoria (Regno Unito), 1939–45 Star, France and Germany Star,  Africa Star.War Medal 1939-1945. Onorificenze straniere: Cavaliere de l'Ordre de la Libération, Médaille militaire, Croce dell'Ordine al Merito Militare di Spagna, Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi, Collare dell'Ordine di Sant'Olav, Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante, Croce de guerre (1939-1945).

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 23:55

Stanislavskij e la parabola del Sistema

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Nato a Mosca il 5 gennaio 1863, Konstantin Sergeevič Alekséev, più noto come Stanislavskij (suo nome d’arte), è stato uno dei più importanti innovatori del teatro moderno. Di famiglia agiata, sin da piccolo fu educato alla musica e all’arte: la nonna materna era Marie Verlet, attrice francese, mentre i suoi parenti russi facevano parte di una ristretta cerchia di illustri mecenati. Grazie al suo retaggio culturale e a numerosi viaggi in Europa, Konstantin sviluppò una precoce e irresistibile attrazione per il palcoscenico, organizzando piccoli spettacoli teatrali insieme ai fratelli e iscrivendosi alla Scuola drammatica dei teatri imperiali. La sua frequenza, però, incontrò presto un duplice ostacolo: la difficoltà di conciliare gli orari di lezione col lavoro nell’industria paterna, e l’insofferenza verso i rigidi e formali metodi di recitazione imposti.

Nel 1888, grazie all’abolizione del monopolio dei Teatri imperiali, Stanislavskij fondò con alcuni collaboratori la “Società d’arte e letteratura”, potendo così passare dai vaudevilles del circolo familiare al dramma. Questa nuova ed entusiasmante sfida lo mise di fronte alle problematiche dell’attore, inducendolo ad approfondire con scritti, diari e appunti le sue ricerche sulla creazione scenica. Un’altra importante svolta avvenne a fine Ottocento: dall’incontro con il letterato Vladimir Nemirovič-Dančenko, infatti, nacque una sinergia che nel 1898 diede avvio al Teatro d’Arte di Mosca, culla della riforma teatrale russa. Se Dančenko si occupava della drammaturgia e della scelta dei testi da inscenare, Stanislavskij si dedicava alla scenografia, alla regia e al coordinamento degli attori. Tra i due si instaurò un rapporto di stima e profondo rispetto, tanto proficuo da portare alla ribalta opere che altrove avevano fallito.

Emblematico in tal senso fu il caso de “Il Gabbiano” di Cechov, condotto al successo a due anni di distanza dalla Prima, e che contribuì non poco ad alimentare la fama dell’autore. Negli anni della carriera sovietica, Stanislavskij preparò molti scritti sul lavoro dell’attore e del personaggio, autentiche pietre angolari del celebre Sistema, più tardi confluite in opere autobiografiche come “Il lavoro dell’attore su se stesso” (1938) e “Il lavoro dell’attore sul personaggio” (pubblicato postumo nel 1957).

Tali studi, frutto di un’esperienza pluriennale, miravano al realismo inteso come rifiuto dei cliché teatrali e come ricerca di verità scenica. Attraverso un’approfondita analisi del testo e del sottotesto, e la divisione della parte in specifici compiti e sezioni, l’attore doveva cercare affinità tra la propria esperienza emotiva e quella del personaggio da interpretare. Per essere autentiche, le azioni dovevano essere precise e mosse da uno scopo: solo così, a circostanze immaginarie, frutto della penna di un drammaturgo, potevano corrispondere azioni vere, determinate dal sentimento. La disciplina trasmessa agli allievi da Stanislavskij, e da lui stesso praticata in svariate performance teatrali, fu definita psicotecnica, perché frutto della contrapposizione dell’emozione pura con la tecnica, in un recitato colmo di enfasi e meccanica molto in voga all’epoca. L’interpretazione che egli esigeva, pur coerente con le circostanze fornite dalla drammaturgia, doveva essere figlia di una rielaborazione personale, e quindi vera. A tale scopo, elaborò esercizi specifici per affiancare l’attore nel difficile processo creativo. Vivere sulla scena significava anzitutto “sentire” (azione interiore), ma per comunicare la propria carica emotiva era necessario affiancare alla riviviscenza un’adeguata preparazione del corpo (azione esteriore). Perciò, nessuna fase del lavoro era lasciata al caso: educazione fisica, distensione e rilassamento muscolare, logica e coerenza delle azioni, canto e dizione sarebbero serviti a plasmare le movenze e la voce dell’attore; uso del “sé magico”, immaginazione, attenzione scenica, sviluppo del senso del vero, del ritmo e della memoria emotiva, invece, avrebbero stimolato il suo mondo interno, aiutandolo nella personificazione. Purtroppo, la Rivoluzione d’Ottobre e il progressivo instaurarsi del regime sovietico crearono parecchi problemi al Teatro d’Arte, così nel ’22 Stanislavskij lasciò la Russia e intraprese una lunga tournée all’estero. Grazie a quei viaggi il Sistema si diffuse a livello internazionale, in particolare negli Stati Uniti, conferendo celebrità al maestro e costituendosi in apposite scuole. Al ritorno dagli USA non trovò terreno fertile, a causa dell’ostruzionismo Leninista prima e Staliniano poi verso le arti e la cultura. Proseguì comunque coi suoi insegnamenti, inscenando opere di stampo prevalentemente classico e redigendo saggi sulle sue teorie. Morì di malattia il 7 agosto 1938, nella città natale. Di lui restano le opere scritte, straordinaria testimonianza di un’intera vita dedicata al teatro. Il tempo ha comportato inevitabili modifiche al suo stilema, tuttavia ancora attuale. Negli anni Sessanta, il Living Theatre e il Metodo di Grotowsky hanno fatto del maestro un’icona imprescindibile, e grande è anche l’influenza dei suoi insegnamenti nel Cinema. Nel corso degli anni Trenta, infatti, l’American Laboratory Theatre, fondato a New York da suoi allievi emigrati oltreoceano, si fece depositario del Sistema. Tradizione, questa, ripresa dal Group Theatre e dall’Actors Studio di Elia Kazan (1947), che ha sfornato alcuni “pesi massimi” della storia della recitazione: Marlon Brando, James Dean, Karl Malden su tutti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Maggio 2010 22:33

La polifonia nell'opera di Dostoevskij

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Michail Bachtin, nella sua monografia su Fedor Michailovic Dostoevskij, definisce il suo romanzo 'polifonico': la voce e la visione del mondo dell'autore, infatti, non emergono riconoscibili dai vari personaggi rappresentati, ma ognuno di essi ha una propria coscienza, una propria concezione della realtà che si afferma e sembra sovrapporsi a quella del narratore.

La pluralità delle voci indipendenti, dunque, è il tratto distintivo delle opere del romanziere russo. Le idee dei singoli possiedono autonomia e forza soprattutto se considerate nel proprio contesto, senza astrarre da esse un assunto filosofico universale: gli uomini di cui Dostoevskij descrive sofferenze o amori non sono reificati e non sono semplici appendici di una sua teoria filosofica. Da ciò deriva la loro profondità, sebbene in alcuni casi non ci sia una struttura narrativa che li supporti o li leghi: L'adolescente, ad esempio, è costruito come un diario al presente, in cui si riflettono le inquietudini e i progetti di un ragazzo che non ha una meta  precisa da raggiungere. Il legame tra gli orizzonti dei vari personaggi, allora, è data proprio dalla forma del diario-confessione dei suoi racconti; dai dialoghi, spesso dei puri scambi di idee inutili all'avanzamento della trama; dal semplice fatto che ogni elemento rappresentato finisce sulla strada del protagonista  e lo influenzi.

Un'altra particolarità è data dal fatto che Dostoevskij non opera una sintesi delle prospettive dei personaggi per ricavare un'ideologia unitaria: lascia che le contraddizioni messe in scena convivano, senza un'evoluzione dialettica dei conflitti. Le incongruenze sociali della sua Russia influenzano certamente queste scelte: il capitalismo, affermatosi con ritardo e soprattutto nelle ricche città della zona Europea, siede accanto alla servitù della gleba, abolita solo nel 1861.

Dostoevskij non guarda la storia come un processo in divenire, ma raffronta tappe e punti di vista al presente, nella loro contemporaneità: da ciò derivano i conflitti interiori dei personaggi, l'accumulazione di eventi senza una limpida successione logica e cronologica, il perenne presente in cui si svolge la vicenda narrata. Sebbene tutto ciò possa concorrere a ridurre il realismo, questo si afferma proprio nella psicologia del personaggio, essere sociale a tutto tondo e non mera funzione narrativa: Dostoevskij s'immedesima nei suoi panni e limita la sua visione della realtà a quella che il personaggio stesso avrebbe, determinando quindi la polifonia, la sfaccettatura delle ideologie rappresentate.

Chi era Fedor Michailovic Dostoevskij

foto:cruciality.wordpress

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Maggio 2010 21:32

Un grande italiano, il suo brevetto per L'italia e per il mondo: Guglielmo Marconi

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Guglielmo Marconi nacque a Bologna, in via delle Asse 1170, il 25 aprile 1874 da Giuseppe e da una giovane irlandese protestante, Annie Jameson, religione in cui fu allevato anche il giovane Guglielmo causa una precisa condizione voluta dalla madre prima del matrimonio
Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Marzo 2010 19:58 Leggi tutto...

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